Ormai di lei rimane solo la sua voce e la sua figura.

Il 14 settembre 2004 è stato il suo ultimo giorno di vita materiale.

Devo essere sincero Giuni Russo, vero nome Giuseppa Romeo, non mi è mai piaciuta, trovavo le sue canzoni troppo leggere, adesso si direbbe commerciali.
Ad esempio “Alghero”, non riesco a sentirla:

(Nota personale: della mia avversione per questa canzone, dovrei ringraziare una mia ex-compagna delle superiori che cantava ossessivamente il ritornello “mia madre non lo deve sapere”. Grazie T. !)

eppure, già nel video di “Alghero” c’è molto di Giuni, forse tutto.

La sua figura androgina, che lei stessa ricercava, la sua incredibile voce di cinque ottave…eppure io trovo che manchi qualcosa. L’idea che avevo delle opere di Giuni era quella di canzoni che devono durare un’estate.

Aveva raggiunto il successo con “Un’estate al mare” nel 1982:

mentre nel 1984 la si sentiva con “Limonata cha cha cha”:

e nel 1986 con la “Alghero”.

(Nota personale: “Un’estate al mare” è scritta, niente meno che da Battiato. Di questa canzone tutti ci ricordiamo il bagno al largo, gli ombrelloni e il verso dei gabbiani…che non era un trucco audio ma la voce di Giuni!)

Dello stesso anno, anzi dello stesso singolo, di “Limonata cha cha cha” c’è un’altra canzone sempre solare, sempre d’estate ma che sembra molto meno commerciale. Il testo è più ragionato, ci regala degli affreschi di mare, di spiagge, di amore, ma non è banale “Mediterranea” (qui in un video fatto da un fan):

Mentre già nel 1981 era uscita la toccante e poetica “L’addio”:

(Nota personale: le ultime due canzoni non le ho mai sentite prima e quelli che ho riportato sono delle impressioni a caldo)

Poi, un giorno, essendo un appassionato di Battiato, compro il suo album registrato dal VIVO, “Giubbe Rosse”, in questo c’è un brano che mi rapisce per l’incantevole voce femminile che duetta con Franco: “Lettera al governatore della Libia”:

uno sguardo al libretto del CD: è Giuni Russo.

(Nota personale: la canzone mi piace così tanto che ogni volta la devo sentire due volte. Ogni frase ti spara in testa delle immagini e il calore della voce di Giuni si sposa perfettamente con la voce di Franco. Un pezzo magnifico)

Devo ammettere di aver avuto un piccolo colpo! Com’era possibile che la cantante di “Limonata cha cha cha” si esibisse con Battiato e che fosse così grande? Iniziarono a sorgermi alcuni sospetti…

(Nota personale: anche “Un’estate al mare” è di Battiato, come lo è anche “Maledetta primavera”…però è anche vero che non tutte le ciambelle riescono col buco).

I sospetti che mi nascono in petto, mi fanno temere che, forse, la voce di Giuni non sia stata valorizzata a dovere, che le abbiano sempre proposto delle canzoni commerciali e che nessuno sia stato abbastanza coraggioso da proporle dei lavori difficili per il pubblico o che questi, appunto perché difficili, siano caduti nel dimenticatoio.

I sospetti, per me, trovano conferma nell’ultimo brano che ha portato al Festival di Sanremo, “Morirò d’amore”:

un pezzo magnifico, la sua voce è in primo piano, la musica che non si intromette troppo, un testo toccante e su tutto la sua figura. La sua vita contro quel male che l’avrebbe rapita da quest’esistenza.

Questa nota personale la metto “in chiaro”:

Su Giuni Russo, mi sono sempre sbagliato!

I suoi brani sono da riscoprire, per la sua prodigiosa voce e per alcune vere e proprie poesie che ha cantato, come spero di avervi trasmesso.

Vi lascio con la canzone che da il titolo a questo post, “La sua figura” in due versioni, la prima con delle immagini tratte dal film “Un mondo d’amore” e interpretata assieme a Battiato

la seconda, interpretata solamente da Giuni, e il video è un montaggio di un fan

la canzone nasce da alcune poesie di San Giovanni della Croce.

Vi invito a visitare il sito ufficiale di Giuni Russo: http://www.giunirusso.it.

Al prossimo venerdì.

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