Un uomo prende per mano una ragazza e la invita ad entrare nell’osteria in cui stanno mangiando per scoprire da dove proviene la musica che sentono.
All’interno una coppia balla una canzone che è sopravvissuta fino ai giorni nostri: “Mariù”.
La scena è presa da “Gli uomini, che mascalzoni!“, lui è un giovanissimo Vittorio De Sica. Questo film fa parte di quel filone che si sviluppò in Italia negli anni del 1930 e viene definito dei “telefoni bianchi” o “cinema decò”. Il nome è derivato dagli arredamenti in stile decò di alcune scene e dagli immancabili telefoni di colore bianco, telefoni che caratterizzavano uno status di benessere elevato in contrasto con i telefoni neri del “popolo”. Le tematiche trattate sono quasi sempre spensierate e testimoniano le speranze della piccola-borghesia italiana.
Qui, in una incisione dell’epoca anno 1932, potete sentire la canzone per intero ed apprezzare la bella voce di Vittorio de Sica:
(Nota personale: canzone dolce che parla di un amore semplice, uno che forse di questi tempi non esiste più)
Questo aspetto canoro di De Sica non è molto noto, come i suoi inizi quale attore in un genere molto differente da quel Neorealismo che lo renderà noto in tutto il mondo con film come “Ladri di biciclette”, sullo sfondo storie di povertà e di un possibile riscatto lavorativo sfumato dal furto della bici, “Sciuscià” storpiatura dell’inglese shoeshine il ragazzo che ti lucida le scarpe per qualche soldo, “Umberto D.”, storia di un pensionato, del suo unico compagno, un fedele cagnolino, e delle difficoltà di una vita aspra.
Questa non è l’unica canzone che ha interpretato e vi voglio segnalare “Munasterio ‘e Santa Chiara”:
In questa interpretazione si può apprezzare appieno la paura di tornare a Napoli e di trovarla cambiata, di non trovare più il buon cuore della gente e anche un simbolo come il Monastero di Santa Chiara, nella canzone simbolo di tutte le cose positive, deve cede un po’ il passo alla fontanella di Capodimonte che nella canzone lo contrasta e simboleggia i lati più umani.
(Nota personale: ringrazio lo scrittore e amico Luigi Landi che mi ha spiegato il passaggio delle “funtanelle a capemonte”. Non perdetevi il suo nuovo libro “Un Ragazzo perbene – la camorra sulla strada di un giovane studente” edito dalla casa editrice “Il Grappolo”)
Le storie dei film dei telefoni bianchi, vengono spesso riprese anche dalle canzoni che ne sono, in alcuni casi, le colonne sonore e che sono giunte fino a noi ammantate di un alone mistico. Chi non conosce:
Esatto, la simpaticissima “Maramao perché sei morto?”. Qui interpretata anche dallo storico “Trio Lescano“. Trio di sorelle olandesi Alexandra, Judith e Kitty Leschan (italianizzati in Alessandra, Giuditta e Caterinetta (Caterina) Lescano), padre contorsionista ungherese, madre cantante d’operetta olandese, iniziano come acrobate in un circo e poi diventano trio musicale. Storie di altri tempi!
Diventano famose in Italia, grazie a canzoni come “Ma le gambe”
“Pippo non lo sa”
(Nota personale: canzone simpatica con una certa vena di cattiveria! La descrizione del povero Pippo è implacabile…e mi ricorda cerci giovani che portano il cavallo basso)
“Il pinguino innamorato”, qui con video preso da Mary Poppins (che è “solo” di 30 anni dopo)
(Nota personale: canzone in realtà tristissima! morir d’amore…)
“Non dimenticar le mie parole”
(Nota personale: le raccomandazioni di un uomo ad una ragazza che non lo ricambia. Strappalacrime)
Originarie d’Olanda, ebbero la cittadinanza italiana nel 1941. Per loro si arrivò a scrivere definizione come “Le tre grazie del microfono”, “Il fenomeno del secolo”, “Le sorelle che realizzano il mistero della trinità celeste”.
Per poi ritrattarle con l’entrata in vigore delle leggi razziali. La loro madre era di origine ebrea: il trio scomparve dalla programmazione radiofonica, loro furono arrestate con l’accusa di spionaggio, si arrivò a sostenere che la canzone “Maramao” parlasse in realtà di Galeazzo Ciano (conte di Cortellazzo!).
Nel loro periodo d’oro erano la risposta italiana al gruppo americano “The Andrews Sisters”: Maxene, Patty, e LaVerne, padre greco madre americana di genitori norvegesi.
Con canzoni come “Bei Mir Bist Du Schön” (Per me, sei bella)
o “Beer Barrel Polka (Roll Out the Barrel)”
(Nota personale: in Italia conosciuta con il titolo di Rosamunda)
“Civilization (Bongo, Bongo, Bongo)”
vendettero qualcosa come 75-100 milioni di dischi. Durante la seconda guerra mondiale intrattenettero le truppe alleate con spettacoli in America, Africa e in Italia, visitando ospedali e basi militari.
Come molti alti gruppi, anche Andrews Sisters, all’inizio di ispirarono ad un altro trio femminile le Boswell Sisters. Gruppo che ispiro anche una certa Ella Fitzgerald. Vi propongo “Heebie Jeebies”:
Alle Boswell Sisters si deve il primo uso del termine “rock and roll”, anche se riferito al “rock and roll” delle onde del mare.
Di tutte queste canzoni è rimasta la storia e la stranissima musica. Così diversa dalla nostra attuale così senza tempo.
Per fortuna esistono ancora alcuni rari interpreti: “Mille lire al mese”
Sembra un rarissimo filmato a colori dell’epoca…e sono stato tentato di proporvelo come tale.
In realtà l’interpretazione che avete visto è del dicembre 2006 e gli interpreti sono Max Raabe e Antonella Ruggiero.
E proprio grazie a Max Raabe, possiamo respirare ancora un po’ di sana aria dagli anni ‘20 e ‘30.
Come molti di voi, l’ho conosciuto grazie allo spot di un’auto in cui cantava una particolare versione di “Sex Bomb”
(Nota personale: certo che cantata così fa tutto un altro effetto!)
Max Raabe & Das Das Palast Orchester, orchestra composta da undici elementi, all’inizio della carriera si esibivano nei foyer dei teatri intrattenendo il pubblico nei momenti di pausa dello spettacolo.
La svolta arrivò con la canzone “Kein Schwein ruft mich an” (Neanche un cane mi chiama), 1992. Storia di un uomo a cui non telefona mai nessuno, tanto che compra una segreteria telefonica per non perdere l’unica telefonata che forse gli arriverà mentre è fuori casa. Un giorno trova finalmente un messaggio in segreteria, una dolce voce di donna che gli dice…
“Mi scusi ho sbagliato numero!”
(Nota personale: il titolo originale del pezzo è “Neanche un maiale mi chiama” questo spiega la sagoma dell’animale sul palco)
Il repertorio dell’Orchestra è suddiviso tra riproposizioni di pezzi storici, più che altro in tedesco la sua lingua, nuove produzioni, come “Viagra” per festeggiare i 10 anni della pillolina blu
(Nota personale: una volta si inventava la penicillina che ti rimetteva in piedi un uomo, adesso inventano il Viagra che ti rimette su un… (Battuta di Alberto Patrucco) )
e rivisitazioni in “chiave ventennio” di musica pop come ad esempio “Let’s Talk about sex”
Difficili da trovare gli artisti italiani che riportano in vita queste canzoni.
Segnalo le bravissime Boop Sisters, presenti anche nel CD “Vintage!…ma non li dimostra” del grande Renzo Arbore. Qui dal vivo a JazzAscona 2007 in un medley:
(Nota personale: La loro versione di “Heebie Jeebies” contenuta nel cd è molto simile, se non del tutto uguale!, a quella delle Boswell Sisters. Insomma: capacità canora ai massimi livelli)
E poi le Sorelle Marinetti. Qui cantano “Camminando sotto la pioggia”
(Nota personale: delle Sorelle Bandiere in swing…)
Ultima nota: parlando di telefoni bianchi, non dobbiamo dimenticare l’inventore dell’apparecchio telefonico, l’italiano Antonio Meucci, di cui, lo scorso 13 aprile, cadeva il bicentenario della nascita.
Spero vi sia piaciuto questo piccolo viaggio nel passato e nel genere canoro vacalese.
Al prossimo venerdì.



19/04/2008 alle 16:30 |
Grazie Antonio perché questo post mi ricorda mio nonno che ho perso quando avevo solo 5 anni quindi i ricordi che ho sono pochi e “sfocati”.
Però, poiché suonava il contrabbasso e il pianoforte nell’orchestra al Lido, canticchiava continuamente una serie di canzoncine tra cui Mariù, Pippo non lo sa, Il pinguino innamorato e Maramao, Rosamunda, la celeberrima Mille lire al mese (attualissima… basta cambiare “lire” con “euro” ;P )
Tra tutte queste però manca il “suo cavallo di battaglia” anche perché è molto più recente e non riguarda lo stesso filone – bensì quello degli “urlatori” – e cioè “Sei diventata nera”
http://it.youtube.com/watch?v=8NbxlBlCGPY
(da lui liberamente “modificata” per me in “tu sei una Beba nera”…!)
Antonio ti ricordi ancora di che colore ho occhi, capelli e carnagione? Ecco svelato il “trucchetto”!!
Ciao Beba
19/04/2008 alle 21:49 |
Felice che ti sia piaciuto il post e che ti abbia ricordato una persona cara.
Le Mille Lire di una volta…eh…bei tempi!
Oggi con l’euro, non è che stiamo male, ma c’è sempre quel “non so ché” che non ti torna!
Se mi ricordo come sei? Certo che sì! Capelli scuri, occhi neri, carnagione scura!
20/04/2008 alle 00:21 |
Ciao a tutti
Non avevo mai sentito parlare dei “telefoni bianchi” forse perche’ quando ero piccolo i telefoni erano grigi e adesso ce ne sono letteralmente “di tutti i colori”
.
A parte gli scherzi i video proposti da Antonio sono molto belli.
Per quanto riguarda il trio Lescano volevo dire due cose:
1. Il tema del “Pinguino innamorato” e’ stato utilizzato anche per la pubblicita’ di un tonno diventando “Grissino innamorato”. Io non sono riuscito a trovare il video in Internet, voi ve la ricordate?
2. Mi dispiace che abbiano avuto dei guai a causa del fascismo, ma d’altra parte quando si deve avere a che fare con questa gente …
http://video.google.it/videoplay?docid=-8997115350495834715
Le mille lire al mese convertite in euro sono abbastanza attuali, ma cosa mi dite di “ma le gambe” ?!?! per quanto mi riguarda le belle gambe delle donne NON PASSERANNO MAI DI MODA
.
Max Raabe ed i “telefoni bianchi” sono una vecchia conoscenza di questo blog, andatevi a vedere l’ascolto del 23/11/2007: http://lascoltodelvenerdi.wordpress.com/2008/01/02/lascolto-del-venerdi-2007-11-23/
Ringrazio Beba per averci ricordato la canzone “Sei diventata nera” che mi mette molta allegria perche’ mi fa pensare che fra poco ritorna l’estate!!! e allora vi propongo una serire di canzoni estive d’epoca (forse un po piu’ recenti di quelle proposte da Antonio e Beba):
Tintarella di luna:
http://www.youtube.com/watch?v=92Y-zid0abA
Stessa spiaggia stesso mare:
http://www.youtube.com/watch?v=5SpKo1zaE5c&feature=related
Una rotonda sul mare:
http://www.youtube.com/watch?v=s9G_-pJLQYI&feature=related
Sapore di sale:
http://www.youtube.com/watch?v=eZGm5slLI54
Concludo ricordando un brano moderno che mantiene sonorita’ anni ‘30:
La bella canzone di una volta: http://www.youtube.com/watch?v=lf1zDquXLNM
ciao a Tutti
20/04/2008 alle 10:13 |
Robi mi sono permesso di mettere un paio di “andata a capo” in più.
Il tuo commento m’era arrivato doppio ed era andato in spam! Hai rischiato!
Che dire. Il ventennio fascista è stata una pagina molto buia della storia italiana. E mi fa star male che alcuni vogliono ripensarla e riscriverla.
Il video di Fascisti su Marte è una chicca: sempre bravo Corrado Guzzanti.
Delle canzoni estive che hai citato, la mia preferita è “Una rotonda sul mare” di Bongusto.
Forse è la più triste tra quelle citate…
31/05/2008 alle 12:55 |
caspita. ma che bello e dotto questo post…complimenti!
31/05/2008 alle 13:47 |
Marckuck,
Nel mio piccolo tento di dare il meglio!
17/07/2009 alle 00:12 |
[...] Da segnalare “Tutto è finito Mariù”, dal video divertentissimo e dal richiamo a quella Mariù dei telefoni bianchi [...]