Niente zucche ma ossimori

L’anno scorso in questo periodo avevo deciso di parlarvi della festa di Halloween, quest’anno invece ho cambiato idea, e vi parlo di un artista che io ed Antonio apprezziamo moltissimo: Si tratta di Vinicio Capossela, a dire il vero Antonio ha già dedicato una delle sue ottime monografie al grande Vinicio, e quindi sapete già “l’indispensabile” .

Quello che volevo  raccontarvi è che tendo ad apprezzare i lavori di Capossela con il passare del tempo, per esempio circa un anno fa ho seguito il consiglio di Antonio ed ho acquistato il CD “Da solo”.

Devo dire che i brani non mi hanno soddisfatto molto, però proprio in questi giorni ho sentito il bisogno di riascoltarlo e sto iniziando ad apprezzarli un po di più.

In particolare volevo farvi ascoltare: Lettere di soldati

Apre la strada
la vita e l’amore
chiude la strada
la morte e il dolore
limpida è l’aria
la palma è tranquilla
il fiume scorre
la luna non vede
che polvere e stelle
l’alba non sente
l’angoscia di noi
Piccoli soldati
piccoli e armati
dal coraggio d’ordinanza e dalla noia
dalla gloria dal rancio e dagli eroi
e dalle..
lettere d’amore
La casa ci separa e ci avvelena
nessuno tornera’ più come prima
Filo spinato
cemento armato
occhi nascosti
ovunque per terra
la radio gracchia
la testa scuote
le buche e le ruote
il cielo è soltanto
una feritoia
un recinto blindato
di un vetro di Humvee
Il deserto è tranquillo
non c’è linea del fronte
pattuglia di guardia
a balia del nulla
nulla che esplode
rovente nell’aria
odore di gomma
e carne bruciata
e pezzi di cranio
cervella per terra
e pezzi di faccia
e pezzi di noi
meccanismi d’ossa
e protesi in cambio
e sangue drenato
e sangue versato
In sacchi di plastica
torna un soldato
e lascia effetti
foto e armadietti
e alcool in branda
pornografia
e giacche graduate
lucenti e stemmate
e soldi e coraggio
e contratti d’ingaggio
lascia un alloggio
e lascia..
lettere d’amore
Uccidere non è peccato se non sei ucciso tu
uccidere non è peccato se è regola e lavoro
50 metri
sparare al motore
a 20 nel vetro
a 10 nel cuore
non hai conosciuto
chi è che hai centrato
una croce nel vetro
nebulizzato
non era un soldato
non era un soldato
piccolo e armato..
Il cielo ora è più nero e non è fumo
nessuno tornera’ più come era
La notte è serena
la palma è tranquilla
il fiume scorre
Babilonia muta
resta nel sole
e non si importa di noi
Piccoli soldati
piccoli e armati
piccoli soldati
piccoli e armati

La cosa che apprezzo maggiormente è l’ossimoro che viene messo in scena, una musica dolce e sussurrata quasi una ninna nanna, mentre il testo descrive situazioni terribili:

[...]
nulla che esplode
rovente nell’aria
odore di gomma
e carne bruciata
e pezzi di cranio
cervella per terra
e pezzi di faccia
e pezzi di noi
meccanismi d’ossa
e protesi in cambio
e sangue drenato
e sangue versato
In sacchi di plastica
torna un soldato

[...]

Ma gli ossimori sono presenti anche nel testo, per esempio vengono associati: l’alcool in branda e la pornografia alle lettere d’amore che vengono lasciati dai soldati che ritornano dentro sacchi di plastica.

Secondo me l’ossimoro è una figura retorica molto adatta a rappresentare la situazione di questi soldati. Alcuni di noi li vogliono lì (in Iraq, Afganistan e  molti altri posti) e pensano che stiano combattendo una “guerra giusta”, altri invece pensano che la guerra non sia giusta, ma comunque rispettano questi soldati e li piangono con sincerità quando tornano in sacchi di plastica.

Spero che il brano abbia aiutato anche voi riflettere un po, e vi do appuntamento a venerdì prossimo.

Ciao a tutti

Roberto

2 Risposte a “Niente zucche ma ossimori”

  1. lascoltodelvenerdi Dice:

    Personalmente mi ha fatto molto piacere risentire questo brano e sapere che le tue critiche (in parte condivise, lo sai) sull’opera di Capossela si stanno ridimensionando.

    Probabilmente quello che c’ha spiazzati è una maggiore maturità del lavoro di Vinicio che non ci aspettavamo di trovare.

    • robmcmlxxvi Dice:

      E’ anche vero che le canzoni hanno spesso bisogno di un po di tempo per essere apprezzate, credo che a volte siano come delle tele bianche, che iniziano a dipingersi con i ricordi che associamo loro man mano che passa il tempo.

      Per esempio “Lettere di soldati” dopo l’ultimo attentato di settembre, dove sono morti 6 militari italiani, ha iniziato ad avere un significato ancora maggiore.

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