Questa volta voglio proporvi una ascolto diverso, (quasi) niente musica, (quasi niente) canzoni.

Vi propongo un ascolto che spero vi possa tirar su il morale.

Questo venerdì ascolteremo una colonna del nostro cinema, un personaggio che è stato l’interprete del primo film italiano a colori,
il principe della comicità e della risata: Antonio De Curtis in arte Totò!


(Nota personale: il nome completo è Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, grazie wikipedia!)

Iniziamo con una scena che farte della storia del cinema: La lettera, da Totò Peppino e la Malafemmina

(Nota personale: la scena è talmente famosa che è poi stata ripresa da Benigni e Troisi in
Non ci resta che piangere
giusto per citare un altro film comico.
Notate una cosa: il prode Peppino, inizia a scrivere la lettera normalmente, alla fine si ritrova a scrivere in un angolino del foglio.
Sembra che la cosa sia dovuta a Totò che si è fatto prendere la mano ed è andato “lungo” nella dettatura)

Comunque Totò non era solo la celebre maschera che tutti conosciamo.

Era poeta:

(Nota personale: Avete notato com’era diversa la voce di Totò da quella di Antonio De Curtis?
è una poesia che fa sempre effetto, e ci fa capire quanto sensibile era l’animo di Totò.)

Era paroliere:

(Nota personale: qui lo vediamo a Studio Uno del 1965.
L’interpretazione di Mina è eccezionale, canta con un filo di voce una vera e propria poesia.
Totò, anzi Antonio, fin da subito deve ricorrere a degli espedienti per non farsi sopraffare dall’emozione e per non piangere.
Se guardate attentamente l’espressione di Totò, vedrete come si fa trasportare dai sentimenti, tanto che Mina a più riprese lo guarda un po’
preoccupata)

sua è anche un’altra famosa canzone, Malafemmena, qui interpretata da Teddy Reno, a quel tempo giovane in cerca di successo

mentre questa è la versione di un altro grande cantante napoletano: Roberto Murolo

(Nota personale: Totò dedicò questa canzone alla moglie, Diana Bandini, nell’anno del loro divorzio. Io la dedico a una persona che non c’è più…)

Era anche un grande interprete tragico:
qui lo vediamo in “Uccellacci e uccellini” di Pier Paolo Pasolini, con un discorso sulla morte

o come in Cosa sono le nuvole di Pier Paolo Pasolini, in cui interpreta una marionetta Jago che dopo aver tramato contro Otello, fa una brutta fine:
gli spettatori allo spettacolo invadono il palco e salvano la bella Desdemona.

(Nota personale: questi due film, sono passati molto raramente in TV e sempre a ore molto tarde.
In questi film, la carica emotiva e la bravura di Totò sono ben misurabili. A quanto vedete, aggiungete che Totò, quando ha girato questi film era ormai quasi cieco per colpa di una malattia agli occhi)

OK, ma adesso basta con queste cose tristi e gustiamoci, un Miss mia cara miss

(Nota personale: musica allegra, canzone simpatica, Totò che diventa un pupo…insomma un concentrato della sua arte!)

E concludiamo con la video sigla di “Totò un altro pianeta”,
sigla creata unendo tutti i suoi tormentoni più famosi

(Nota personale: alla fine della sigla, si può vedere Totò fare il verso a Pinocchio. Quella scena è tratta da :
qui
il film è il primo film italiano a colori: Totò a colori, di cui fa parte anche la scena del treno con l’onorevole Trombetta.
Quello che per noi è il grande Totò, a quei tempi veniva considerato un po’ più di un buffone, solo un veicolo per provare innovazioni tecniche, vedi il colore, o per lanciare cantanti (più o meno) del momento, vedi Teddy Reno e altri)

Ultima curiosità: se vedete Polvere di stelle, il film con Alberto Sordi e Monica Vitti ambientato durante la seconda guerra narra le vicende di una compagnia
di teatro leggero, d’avanspettacolo, quando la compagnia viene cacciata dal teatro dove ha sempre lavorato, è perché viene sostituita da una in cui c’è Totò!
Un altro omaggio a questo grande attore.

Se avete voglia di saper tutto su Totò http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_De_Curtis e il sito “ufficiale”
http://www.antoniodecurtis.com/
in cui vi invito a inserire la vostra richiesta per far dedicare una Piazza al grande Totò.

Vi saluto indistintamente.

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