Ne L’ascolto del venerdì del 2007-12-07 dedicato a Totò citavo, tra l’altro, un episodio di un film di Pier Paolo Pasolini “Che cosa sono le nuvole?”.

Verso la fine un cantante appariva per portare via le marionette rotte. Il cantante, il cui compleanno si è festeggiato il 9 gennaio scorso, era

Domenico Modugno. Nasce infatti il 9 gennaio del 1928 in un paese della Puglia.

Questa è la canzone che canta caricando le marionette

Ma noi tutti lo conosciamo per “Volare!”

(Nota Personale: non ho sbagliato a scrivere “Volare!”, questo infatti è il titolo con cui la magnifica “Nel Blu dipinto di blu” venne pubblicata in America. A voler essere sinceri “Volare!” è molto più diretto di “Nel blu dipinto di blu” ma è anche meno poetico!)

Modugno è noto per la gestualità con cui accompagna le sue esibizioni. “Tutto ciò che egli fa è poi tanto italiano: italiano è il suo aspetto, italiana la sua ispirazione. Chioma e sospiri sono italiani, gesti e sgomenti sono italiani: esasperati, scatenati, eccessivi, dilaganti.” (Enzo Biagi, al rotocalco Epoca, il 25 ottobre 1959)

Ed è proprio con questa “volare” che Modugno raggiunge una popolarità mondiale! La canzone viene incisa in numerose versioni, per la Francia, la Spagna, il Belgio, la Finlandia e il sud America :

(Nota personale: il video è molto carino, interpreti Germán Valdez “Tin tan” e Ana Luisa Peluffo, e anticipa, involontariamente, un’altra canzone di Modugno “Vecchio frak”, per questo ho preferito questa versione a quella più famosa dei Gipsy Kings).

vince il festival di Sanremo del 1958, nello stesso anno arriva terzo all’Eurofestival, e viene quindi consegnato alla leggenda della musica grazie ai 3 premi Grammy vinti (disco dell’anno, canzone dell’anno e interprete dell’anno). La canzone diventa così popolare da essere eseguita all’arrivo di una nostra delegazione in Pakistan al posto dell’inno nazionale!

( Nota personale: se avete visto il film “Il compagno Don Camillo”, all’arrivo e alla partenza della delegazione italiana, la banda suona proprio “Volare!”. Ecco qui il filmato, vedete gli ultimi 30 secondi circa. Una piccola conferma di quanto canzoni come questa possano diventare famose; anche se, forse, in Don Camillo ci si voleva riferire al fatto che “‘O sole mio” venne suonata al posto dell’inno di Mameli durante l’ingresso dei nostri atleti alle Olimpiadi del 1920).

Il successo della canzone è travolgente conquista anche l’America: Modugno parte per un lungo tour che lo porterà in varie città degli USA e si esibisce anche alla Carnegie Hall.

Ormai è divenuto Mr. Volare.

L’anno dopo ritorna al festival di Sanremo e, sempre in coppia con Johnny Dorelli come per “Nel blu dipinto di blu”, presenta un nuovo successo che gli permette di vincere ancora la competizione canora. La storia di un amore che finisce sotto la pioggia: la canzone diventerà famosa per il ritornello “Ciao ciao bambina”, mentre “Piove” è il titolo corretto:

(Nota personale: la canzone parla di un tema tristissimo, la fine di un amore, eppure non ti rende triste sentirla! Solo un grande compositore può creare una magia del genere. Anni dopo Carmen Consoli nella sua L’ultimo bacio la cita, forse un po’ troppo. Cosa che gli creerà anche qualche problemino con gli autori di Piove.)

La popolarità di Modugno non conosce limiti, se non quelli che gli vengono “imposti” dal gareggiare con il Reuccio della Canzone Claudio Villa, gara che “spacca in due” l’Italia. E nel 1962 si presentano assieme a Sanremo per vincerlo con la canzone Addio, Addio.

Quattro anni più tardi Modugno conquista il suo quarto festival di Sanremo con la canzone “Dio, come ti amo”:

(Nota personale: ascoltate la musica! È ancora molto attuale. E ascoltate le parole: la prima dichiarazione d’amore, quel “Dio, come ti amo” è quasi sofferto, ti arriva come un pugno allo stomaco)

Ma Modugno è stato anche un cantante scomodo.

La sua “Meraviglioso”, fu esclusa dal festival di Sanremo del 1968, perché ritenuta non adatta a partecipare al festival

mentre è un inno all’amore per la vita nel suo complesso!

(Nota personale del 2008-03-24: essendo un inno alla vita condannava in modo forte il suicidio. L’anno prima Luigi Tenco si era tolto la vita proprio durante il Festival di Sanremo. “Meraviglioso” sembrava quindi stigmatizzare quel gesto. La storia vuole, a torto, che fu Renzo Arbore a volerla eliminare: mentre fu tutta la giuria che si oppose. Per maggiori dettagli vedi il libro “Volere è Volare: Domenico Modugno cantante, poeta, rivoluzionario”)

La sua “Vecchio Frak”

è ispirata al suicidio del principe Raimondo Lanza di Trabia, e ad una storia di fantasmi che la madre raccontava a Mimmo da bambino. “Vecchio Frak” venne censurata per la frase “Ad un attimo d’amore, che mai più ritornerà” che poteva alludere a un piacere fisico.

Frase che dovrà essere cambiata in “Ad un abito da sposa, primo ed ultimo suo amor”.

(Nota personale: Se ascoltate bene, la canzone si conclude con l’abito che scende verso il mare, la richiesta “chi mai sarà?” e l’addio al mondo: forse l’uomo in frak aveva lasciato questo mondo gettandosi in un fiume. Proprio per la storia di fantasmi dico che il video Brasiliano di “Volare!” anticipa un po’ questa canzone! Inoltre anche questo successo di Modugno è conosciuto anche con il titolo di “L’uomo in frak”, forse era un po’ un destino che le sue canzoni fossero note con più di un nome)

Modugno non si vergognava di trattare temi molto scomodi, come l’amore di un uomo maturo per una ragazza molto più giovane: “Il maestro di violino” (nota: 2008-01-17 cambiato il video visto che è stato rimosso da youtube)

oppure, precorrendo i tempi, parlare dei problemi dei padri che non possono stare con i loro figli e, nella canzone, non reggendo più al dolore conclude che “domani tu lo saprai”. Ha infatti intenzione di suicidarsi: “Piange il telefono” (nota: 2008-01-17, 2008-05-04 cambiato il video visto che è stato rimosso da youtube)

e ancora scrive una canzone per quelle che oggi noi chiamiamo le coppie di fatto “diverso il cognome ma uguale il nome”: “L’anniversario”

(Nota personale: le ultime canzoni sono di un toccante tremendo! e appunto per questo furono attaccate dalla critica che sosteneva che egli faceva leva sui buoni sentimenti per fare successo. Personalmente credo che con queste canzoni, stiamo parlando degli anni ’70, Modugno abbia contribuito e non poco a sollevare alcuni temi di dibattito che sono tuttora attuali)

Vi lascio con l’ultima canzone incisa da Mimmo, “Delfini (Sai che c’è?)”, qui cantata dal vivo con suo figlio, anche lui cantautore come il padre. Qui Mimmo era già stato colpito dall’ictus che lo costrinse per molto tempo a rimanere lontano dal palcoscenico

(Nota personale: la canzone è stupenda! Nel video qui sopra, purtroppo non è completa, ma l’ho postato perché è una delle ultime apparizioni di Modugno.)

Mentre qui la potete ascoltare per intero:

L’ascolto di oggi è molto toccante…e per farmi perdonare commetto un atto sacrilego verso il grande Mimmo.

Vi posto “L’uomo in Smart!” dissacrazione di “L’uomo in frak”

Altra nota dissacrante, Mr. Volare è un cattivo del fumetto cyberpunk Ranxerox.

A loro modo, anche questi sono tributi ad un uomo e ad un artista di grandezza immane.

Al prossimo Venerdì

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