Come tutti, anch’io da piccolo, ho fatto le mie marachelle e i mie piccoli furti.

Ho deciso di ammetterli pubblicamente: da piccolo rubavo i cetrioli sotto sale che una vicina metteva a seccare al sole.

Credo proprio che ora mi toccherà trovarmi un avvocato!

Magari Paolo Conte! Laureato in giurisprudenza, ha anche fatto l’avvocato, e da questo deriva il suo soprannome “L’avvocato (col vizio del jazz)”.

Per sua stessa ammissione, Conte, ha iniziato a comporre canzoni all’università durante una lezione di diritto. Lui è l’autore di canzoni quali “Azzurro”:

Che contiene il famoso “treno dei desideri” e quella frase che descrivere una solitudine massima “(non c’è) neanche un prete per chiacchierar”.

(Nota personale: Come molti, il primo incontro con Conte, l’ho avuto grazie ad Adriano Celentano che cantava questa sua canzone, e per molto ho creduto che Celentano ne fosse il compositore.)

o “La coppia più bella del mondo”, qui nella divertentissima versione Mina-Celentano

(Nota personale: anni dopo a Rockpolitik Celentano la rifece con Benigni: http://www.youtube.com/watch?v=0cVsyBFgDqk)

o di “Insieme a te non ci sto più”, struggente canzone che parla delle disillusioni che può provocarci la persona amata. Canzone divenuta famosa per l’interpretazione di Caterina Caselli:

e ripresa anche da Battiato e da Vanoni per citarne due:

(Nota personale: la canzone fa parte anche del film “La stanza del figlio“, di Nanni Moretti, e viene cantata da tutta la famiglia nell’ultimo momento in cui sono ancora tutti riuniti. Nello stesso film c’è anche una canzone di Brian Eno: “By this river” che può essere benissimo vista come una dichiarazione della nostra incapacità di staccarci dalle cose. Anche quelle che ci fanno male.)

Sue sono anche “Onda su onda”, in cui un naufrago si prende la rivincita sulla sua Sara, portata al successo dal bravo Bruno Lauzi, :

(Nota personale: “Sara, ti sei accorta?”…cioè?cioè? lei ha, forse, visto il suo uomo cadere in acqua e non ha fatto nulla???? Meglio l’isola!!)

una canzone su un certo “Bartali” campionissimo di ciclismo, qui interpretata da un giovanissimo Enzo Jannacci

(Nota personale: Bartali è qui “interpretato” da Massimo Boldi e l’ammiraglia è una Renault 5!)

Enzo Jannacci canterà un’altra canzone di Conte: “Messico e nuvole” (qui nella recentissima versione di Giuliano Palma & Bluebeaters)

Nonostante i successi come autore, il successo come cantante tarda ad arrivare, forse per “colpa” della particolare voce di Paolo Conte che io definisco di cartone: rigida un po’ ruvida com’è il cartone dei pacchi, sembra che strappi le parole delle canzoni dall’ambiente che gli sta attorno.

La notorietà arriverà solo nel 1979, dopo 5 anni di “gavetta” con l’album “Un gelato al limon” e la canzone omonima:

Dello stesso album sono anche “Bartali”, “Blue Tangos” e “Sud America” che fanno capire al pubblico che Conte è un cantautore completo, profondo e un musicista, anche, non banale

(Nota personale:Forse è un po’ troppo affascinato dalla Francia, e questo spiegherebbe perché la popolarità oltre le Alpi è molto maggiore. Notorietà transalpina tanto alta che gli è valsa delle onorificenze e il privilegio di suonare al teatro Olympia)

Due anni dopo, 1981, esce un altro album di Conte, che contiene la canzone, forse, più famosa di tutte “Via con me”, qui cantata da Roberto Benigni:

mentre questa è una interpretazione di Conte:

(Nota personale: questa è stata la seconda canzone di Paolo Conte che ho incontrato in vita mia e proprio nell’interpretazione di Benigni. La canzone è stupenda e ti rapisce, sei quasi forzato anche tu all’invito di scappare e via!)

Negli anni ’80 si rafforza l’idea di Paolo Conte come cantautore di stile.

Di quegli anni sono canzoni come: “Sparring partner”

la “Sotto le stelle del Jazz”

la melodica e criptica “Max” (qui al Montreux Jazz Festival)

la bellissima e famosissima “Happy Feet”

(Nota personale: non vi ricorda nulla quella macchina da scrivere che “duetta” con po’ con la musica? “The typewriter song“)

e molte altre che ne hanno consacrato l’immagine di vero Musicista e Cantante.

Paolo Conte è anche pittore e per molto tempo lavora al progetto di un’opera: Razmataz. Opera difficile Razmataz, esce prima come libro illustrato, poi ne vengono incise le musiche principali e quindi, nel 2000, esce un lavoro multimediale: un DVD con tutte le musiche e i disegni fatti dallo stesso Conte.

(Nota personale: ho una copia del DVD. Come lavoro è complesso e spiazzante! I personaggi parlano solo nella loro lingua nativa: i francesi in francese, il latin lover italiano in italino, l’orchestra jazz america in inglese con forti inflessioni americane. I disegni di Conte fanno da cornice al tutto, sottolineati da musiche d’atmosfera. Un prodotto da vedere)

Negli anni recenti ha pubblicato Reveries (2003, che propone anche alcune nuove canzoni), Elegia (2004, album nuovo) e un doppio CD con il concerto tenuto all’Arena di Verona.

Da Elegia, vi propongo la canzone che dà il titolo all’album: “Elegia”

Mentre nel 2007 la “Piccola Orchestra Avion Travel” ha pubblicato “Danson metropoli”. Un disco in cui reinterpreta le canzoni di Conte alla maniera degli Avion Travel. Lavoro sviluppato a stretto contatto con lo stesso Conte. Vi propongo:

“Sijmadicandhapajiee

(Nota personale: Sijmadicandhapajiee, che significa “siamo cani da pagliaio”, è un detto tipico dei contadini delle zone di Asti per indicare le persone che coltivano pochi interessi o che comunque non escono mai dalla propria ristretta cerchia di conoscenze ed attività, persone “per cui le arti stan nei musei”)

“Elisir”

(Nota personale: questi due video mi ricordano molto per la ricchezza visiva “Maraja” di Vinicio Capossela)

Vi invito a visitare il sito degli “Avion Travel” http://www.avion-travel.net, in sottofondo delle canzoni tratte proprio da “Danson metropoli”.

Vi lascio con “Genova per noi”, da cui ho rubato la frase che da il titolo a questo post.

Al prossimo venerdì.

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