Mi trovo a passare davanti ad un impianto stereo.

“Stereo”…si tratta di un 5+1 attaccato ad un “muro al plasma” di non so quanti pollici.

La musica che ne esce è la bella, dolce e ferente “Anna e Marco”.

E proprio grazie a questa canzone e ai tanti colpi che mi ha perso il cuore sentendola, mi sono messo a scrivere del grande Lucio Dalla.

(Nota personale: l’avete sentita? quale poesia! “mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle”. E il finale? Lei voleva morire, lui scappare: due nullità, due inesistenze, che si incontrano, forse fanno l’amore, e tornano tenendosi per mano. La loro vita ora è una. Adesso stanno assieme e hanno entrambi la forza per rimanere lì a viverla)

Sapevo che Lucio, aveva iniziato suonando in un gruppo, i Flippers, quello che non sapevo è che questo era in realtà il suo secondo gruppo! Il primo si chiamava “Reno Jazz Gang” e ne faceva parte anche il regista Pupi Avati. Durante l’esperienza dei Flippers, collabora anche ad alcune incisioni del cantante Edoardo Vianello: tipo i Watussi, e sempre durante quel periodo si “esercita” nei suoi celebri vocalizzi. Un esempio dei quali, è la sigla che accompagnava i film del Lunedì di Rai Uno.

(Nota personale: Dell’esperienza musicale del “Reno Jazz Gang”, Avati, trarrà il film “Ma quando arrivano le ragazze?” in cui l’alter ego del regista aiuta “Dalla” a colmare le sue lacune)

Il Dalla che molti di noi conoscono è quello delle canzoni degli anni ’70.

Del ’79 è la già citata “Anna e Marco” mentre di qualche anno prima è “Com’è profondo il mare”, che per me è la prima canzone che ho sentito di Lucio:

(Nota personale: Mi incantava la musica, quel fischiettato, quel mare e il ripetere insistente della profondità sottolineata dal basso. Il verso “Babbo che eri un gran cacciatore”, è dedicato al padre di Dalla che gestiva un club di tiro al volo, morì quando Lucio aveva solo sette anni.)

e del 1971 è la celebre “4-3-1943”

(Nota personale: come tutti saprete, il titolo della canzone doveva essere “Gesù bambino”. Dovette essere, cambiato colpa censura, nella data di nascita di Lucio, così come furono riviste alcune strofe, la più famosa: “E ancora adesso che gioco a carte/e bevo vino / per la gente del porto /mi chiamo Gesù bambino” originariamente era “E ancora adesso mentre bestemmio/e bevo vino / per i ladri e le signore /sono Gesù bambino”. C’è anche una versione in cui dice “per i ladri e le puttane”)

del ’72 “Piazza grande”

del ’76 “Il motore del 2000” e “Nuvolari” (qui in una versione recente)

(Nota personale: Tazio Nuvolari, detto “Il mantovano volante”, è una leggenda delle corse automobilistiche, di lui si raccontano storie mirabolanti: una volta si fermò per un rifornimento, tolsero il volante per un controllo e la chiave che usarono per stringere il bullone centrale del pignone di sterzo si incastrò e non fu più possibile estrarla: Nuvolari ripartì e concluse la gara guidando con la chiave inglese al posto del volante. Il talismano, a cui fa riferimento la canzone, è una serie di tartarughine d’oro che il poeta Gabriele d’Annunzio gli donò: “all’uomo più veloce, l’animale più lento” era la dedica.)

Grazie al look che Lucio adotta in quegli anni, si formerà di lui l’immagine che lo identifica in: quella cosa pelosa, sotto ad un buffo copricapo e ad un paio di occhialetti rotondi, come dimostra la presentazione di Mike Bongiorno e anche “Caro amico ti scrivo” o meglio “L’anno che verrà” (che è il titolo corretto) la canzone è sempre del ’79:

(Nota personale: Questa immagine di Lucio, con la coppola e gli occhiali era talmente famosa da essere usata almeno una volta come copertina di un suo disco. Lo stesso Lucio “ci gioca”: coppole, cappelli e berretti fanno quasi sempre parte del suo vestiario artistico.)

L’anno successivo, il 1980, vede Lucio impegnarsi con canzoni come “Futura” (qui in una versione molto recente)

o “Balla Balla Ballerino”

o “Washington”, ambientata in una terra post atomica, lo si capisce dalla frase “non è rimasto in piedi più niente nemmeno la”:

(Nota personale: lo si capisce anche dalla frase “è solo un sasso/non si vede un casso”…)

o la poco nota ma molto ritmata “Tutta la vita” (qui in un video pourtpurri di un fan) :

Nel 1986, Dalla incide un capolavoro “Caruso”:

(Nota personale: Musica da brividi. Ho scelto questa versione in cui Lucio duetta con Pavarotti. Le loro voci regalano brividi in modo diverso. Vi segnalo una canzone popolare “Pecchè” cantata da Caruso, in una rara incisione dell’epoca. Due parole su questo grandissimo della musica. Fu uno dei tenori più famosi al mondo, tanto che: un giorno, s’era scordato i documenti e per farsi riconoscere da un’impiegata gli bastò intonare un acuto, e se avete visto il film a lui dedicato “Il Grande Caurso”, interpretato da Mario Lanza altra bellissima voce tenorile qui in “Because“, saprete che Caruso fu il primo a cantare “Vesti la giubba” da “I Pagliacci” di Leoncavallo con il celebre singhiozzo)

Gli anni ’90, vedono Lucio impegnarsi in canzoni più pop. Escono quindi “Attenti al Lupo”:

(Nota personale: il testo è stato composto da Ron)

la romantica “Henna” (video di un fan, qualche immagine può essere un pochettino forte):

la famosissima, bella e speranzosa “Canzone”:

(Nota personale: “non può restare indifferente, e se rimane indifferente non è lei”…se questa non è la testardaggine che solo un amore non corrisposto può dare…ditemi voi cos’è!)

un commovente ricordo di un grande Pilota di F1 “Ayrton” Senna:

(Nota personale: il giorno prima, il 30/04/1994, Roland Ratzenberger perdeva la vita nello stesso circuito di Imola)

la multietnica “Ciao”

la musicissima “Io tra un’ora sono lì”

la giovanile e piena di ricordi “Lunedì”, che fa parte del suo ultimo album:

(Nota personale: all’inizio del video, viene inquadrata una foto con due donne e un ragazzo. Si tratta di Lucio, della Madre e di una, se non ricordo male, cugina. La foto è anche la copertina dell’album Cambio uscito nel 1990.)

Rapidamente due duetti (scusate il gioco di parole)

Dalla – De Gregori “Ma come fanno i marinai”

Dalla – Morandi “Vita”

Dalla è anche autore di un musical “Tosca Amore disperato”, qui in un duetto con la grandissima Mina canta “Amore disparato”

(Nota personale: lacrime. La storia è quella della Tosca di Puccini, rivisitata da Lucio.)

Vi lascio con una canzone dal testo spinto, a luci rosse! Quindi occhio ad ascoltarla! È severamente vietata ai minori di 18 anni!

“Disperato Erotico Stopm”

Spero vi sia piaciuta questo corsa appresso a Lucio!
Al prossimo venerdì.

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