Alcune canzoni ci fanno star bene, altre ci ricordano tempi poco felici, altre ci fanno ridere.Generalmente queste ultime ricadono nel filone demenziale.

Genere un po’ snobbato da tutti, più che altro per i testi espliciti delle canzoni, il demenziale sembra essere destinato a piccole comparsate in programmi TV.

(ATTENZIONE LE CANZONE CITATE POSSONO CONTENERE PAROLACCE AL LORO INTERNO! ^_^)

A questa categoria di comici-cantanti appartengono personaggi come Checco Zalone, famoso per “Siamo una squadra fortissimi”:

e ospite quasi fisso di quella trasmissione-cult che era Zelig qui in “Un po’ di Fi…”:

oppure il Giginho (Fabrizio Casalino) di Colorado Cafè:

“la festa di Marco”

“A chi serao”

(Nota personale: simpatico e bravo! Mi piace più di Checco che basa la sua comicità sulla sgrammaticatura e sul “finto ignorante”)

Nei filmati di prima c’era Claudio Bisio. Anche lui ha fatto un LP demenziale in compagnia di Rocco Tanica dal titolo “Patè d’animo”. Il singolo “Rapput”, contenuto nel disco fu il successo dell’estate 1991 (Nota: Se non riuscite a vedere il video, non cliccate sul simbolo di “play” ma sul video in modo che si apra in un’altra pagina):

(Nota personale: Mamma mia che fiatone ti faceva venire cantarla! E mi sono sempre fermato ad immaginare “la nostra ferrovia che trafigge i solai che ne sai?”)

Abbiamo citato Rocco Tanica, che è un componente del gruppo demenziale per definizione, quello a cui tutti noi pensiamo quando parliamo di questo genere di musica: “Elio e le storie tese”.

Nella loro lunga carriera, sono attivi dal 1980, hanno conosciuto un successo sempre crescente. La prima canzone che si deve citare di Elio è la ormai mitica “Cara ti amo!”. L’unica canzone che ha il coraggio di dire veramente com’è il rapporto tra giovani uomini e giovani donne.

(Nota personale: per la prima volta l’ho sentita quando erano un gruppo underground, facendomi “prestare” la cassetta dal fratello più grande di un mio amico…c’erano ancora le cassette!)

Come tutti i grandi gruppi hanno avuto una conversione alla religione…sì insomma…più o meno: “Born to be Abramo”

(Nota personale: occhio al ciondolino rosso! Lì c’è Elio…più o meno.)

Ah, se vi state chiedendo se è lui o non è lui quel personaggio che appare col bastone, cerrrto che è lui! Patrick Hernandez!!!

Nel 1992 esce “Servi della gleba” contenuto nell’album “Italyan, Rum Casusu Çikti“.

E con “Servi della gleba” si inizia a conoscere Mangoni: architetto milanese che si diletta in improbabili balletti.

(Nota personale: nel video è quello vestito tipo Big Jim. Ho visto ben due concerti di “Elio e le Storie Tese” e devo dire che Mangoni con il suo fisico curvilineo quando balla la lap dance, qui, suscita scalpore…per un motivo o per l’altro!)

Il 20 febbraio 2008 è stato pubblicato “Studentessi“, e nell’album è compresa “Parco Sempione”: una seria e pesante denuncia contro l’amministrazione della Regione Lombardia che ha dato il via libera alla distruzione e cementificazione del parco “Bosco di Gioia”, un parco di Milano. Contro quest’opera sono state raccolte invano 16.000 (sedicimila) firme e il tastierista Rocco Tanica ha fatto anche lo sciopero della fame.

Ma Elio e le storie tese, anche se i più famosi, non sono l’unico gruppo demenziali italiani. I loro “progenitori” sono gli Skiantos gruppo bolognese nato negli anni ’70, famoso per la recente comparsa in Colorado Cafè live.

“Il Rock Ti Dà Lo Shock”:

Mammaz:

Mentre qui vi potete godere una piccola perla: 30 secondi di “Sono un ribelle mamma”, interpreti Roberto “Freak” Antoni (voce degli Skiantos), Alessandra Mostacci e la cantante Antonietta Laterza. Visitate anche il suo blog.

Contemporanei agli Skiantos sono gli Squallor.

Gli Squallor si distinguevano, oltre che per i testi molto coloriti, anche per aver creato tutto un loro micro-universo il cui esponente di spicco è il piccolo e carognissimo Pierpaolo, qui impegnato in quello che gli riesce maglio: chiamare il padre per avere dei soldi e offenderlo/ricattarlo:

Tra le loro coloritissime canzoni segnalo “O Tiempo Se Ne Va

e “Chi Cazz’ M’ ‘O Fa Fa’ “

“Telefona a Stu Cazz” qui “doppiata” da un simpatico signore che sembra proprio divertirsi

Chiudiamo rapidamente con quelli che si possono considerare due comete della canzone demenziale:

Federico Salvatore “Azz”:

Marco Carena “Buona notte”:

Al prossimo venerdì.

(Nota personale: il titolo di questo post è lo stesso di una canzone degli Skiantos)

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