È mercoledì 27/02 e su RaiUno stanno dando una ricostruzione, non so quanto piegata alle esigenze di produzione e di sceneggiatura, della vita di Rino Gaetano.

Rino è stato un artista eclettico, è impossibile rimanere insensibili ascoltando le sue canzoni. Nella musica italiana è stato un imprevisto, una di quelle cose che quando succedono ti lasciano stordito senza una direzione.

Il suo primo lavoro, Ingresso libero (1974), si apriva con la bellissima “Tu, forse non essenzialmente tu”:

(Nota personale: la trovo una dichiarazione d’amore stupenda e trovo anche che dica una verità, che tutti noi sappiamo ma non abbiamo il coraggio di ammettere: ci innamoriamo di qualcuno senza motivo! Tu, ma anche se non sei tu…ma è meglio che sia tu)

conteneva poi dei brani “ermetici” che giocavano con le parole e con le situazioni “A Khatmandu”

o come “Supponiamo un amore”

si concludeva con “L’operaio della FIAT (la 1100)”, una bella canzone impegnata, qui in un video di un fan:

(Nota personale: non mi pare per nulla male come inizio! nel video c’è un Classico: il lavoro in catena di Charlot di Charlie Chaplin)

Nel 1976, usciva “Mio fratello è figlio unico“, che conteneva la canzone che da il titolo all’album, qui in una esecuzione dal vivo:

Nell’album erano presenti anche “Sfiorivano le viole”

o “Berta filava”

(Nota personale: anche questo disco ci regala un grande Rino. I suo testi sono un po’ più accessibili ma c’è sempre quel apparente nonsense che spiazza un po’: Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo/tuttora in voga. Bisogno di aggiungere altro?)

Guardatevi il video di “Berta Filava”: avete mai visto uno cantare con un cane in braccio? e quel ex-voto messo alla foto di Rito come se fosse lui il santo? Immagini che presentano un qualcosa di artistico/futuristico e forse un po’ difficili da realizzare adesso…

L’anno dopo, 1977, esce l’album che diventerà il simbolo di Rino, perché contiene la canzone che tutti noi colleghiamo subito al suo nome “Aida“:

(Nota personale: vogliamo cambiare l’inno italiano? Scegliamo Aida di Rino Gaetano)

mentre qui potete vederne un pezzo cantata da Rino dal vivo, così potete ammirare il suo look:

la forza di Aida è tale da oscurare canzoni come “Spendi spandi effendi”

(Nota personale: entrambe le canzoni mi sembrano quanto mai attuali! Ma cos’è quella pompa di benzina che ha in mano? )

1978, esce “Nuntereggae più“, qui nel video orginale:

e la bella “Gianna” che presentò anche al Festival di Sanremo:

(Nota personale: allora Festival di Sanremo 1978, oggi Festival di Sanremo 2008, c’è stato un piccolo ricordo per Rino?)

Avete notato? Consegna di medaglia al maestro e al pubblico: per me questi sono gesti da avanguardia artistica.

e la canzone che da il titolo a questo post “E cantava le canzoni”, qui al Cantagiro del ’78 con una piccola introduzione dovuta alla trasmissione Ritratti di RaiTre:

1979, esce “Resta vile maschio, dove vai?

(Nota personale: ahi ahi! Rino che mi combini? Vai via con una e te ne porti dietro un’altra? Non si fa così!)

“Ahi Maria”

(Nota personale: se guardate il video, al minuto 2, quando Rino ritorna sul palco e ci rimane un pochetto, in primo piano un tecnico entra di corsa e sbracciandosi gli fa segno di tornare verso il pubblico. La canzone un po’ sudamericana è davvero divertente e piena di quelle frasi gaetaniane tipo “il caimano che non approva il progetto del metrò”).

L’anno dopo, 1980, esce il suo ultimo disco “E io ci sto

che contiene anche la canzone “Ti ti ti ti”:

(Nota personale: certo che una rabbia come quella descritta dalla canzone, di solito, non la leghiamo mai a personaggi come Rino. Però io credo sul serio che lui la provasse.)

Questi sono tutti gli album fatti da Rino. L’anno dopo, nel 1981, perse la vita in un incidente stradale.

“Ma il cielo è sempre più blu” (singolo del 1975)

“Chi gioca a Sanremo”, e lui forse ci ha giocato molto!

Ciao Rino.

e noi…

Al prossimo venerdì.

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