Anche quest’anno Sanremo (festival) è passato.

Il motto? Sempre il solito: Perché Sanremo è Sanremo. Un motto che in sé ha il significato della continuità ma sa anche un po’ di ristagno…sembra quasi dire che a Sanremo (festival) non cambi nulla.

Ad esempio cosa manca rispetto al Festival del 1986? Già…manca lui!

Manca Renzo Arbore!

Nel 1986 partecipò, arrivando secondo, con una canzone ammiccante ai doppi sensi: “Il Clarinetto”

(Nota personale: nel 1986 avevo 11 anni…la canzone mi piaceva, ma non riuscivo a capire perché mia zia rideva come una matta per quel clarinetto, la chitarrina e la sveltina in do…)

Classe 1937 è uno dei grandi della musica italiana. La sua carriera è dedicata alla buona musica straniera, italiana, napoletana.

Inizia alla radio dove, assieme a Gianni Boncompagni, cura programmi mito quali Bandiera Gialla, Per voi giovani e Alto Gradimento: tutte trasmissioni che segnarono un’epoca, contribuendo al lancio di mode musicali, cantanti o personaggi: Giorgio Bracardi e i suoi tormentoni, in “Alto Gradimento”, il “genere rock” straniero, in “Per voi giovani”, mentre è un segno indelebile nella storia musicale italiana “Bandiera Gialla”. Quest’ultima è una trasmissione mito: venivano presentate delle canzoni che il pubblico votava per acclamazione. Alla più votata veniva “consegnato” il premio “disco giallo”. Nacque così l’usanza di apporre il simbolo della “bandiera gialla” sulle copertine dei dischi in modo da aumentarne le vendite.

Alla storica trasmissione fu dedicata anche l’omonima canzone di Gianni Pettenati:

(Nota personale: l’abbiamo sentita un po’ tutti e tutti sappiamo dell’esistenza di una importante discoteca in quel di Rimini. Potenza della radio!)

Arbore è un folletto dello spettacolo. Radio, cinema, TV, musica. Sembra proprio non mancare nulla! E per parlare di Arbore si deve parlare dei sui programmi, dei sui film, delle persone che ha lanciato o reso famose.

L’Arbore televisivo inizia le sue avventure con la trasmissione “Speciale per voi” (1969-1970) ma la prima affermazione si ha con un programma alternativo alla “Domenica In” di Corrado Mantoni: “L’altra domenica” che lancia, tra gli altri, un quasi sconosciuto. Un tale Roberto Benigni nei panni di un “critico televisivo”.

Nella sigla del programma:

potete riconoscere Isabella Rossellini, che nel programma era una inviata speciale da New York, Mario Marenco, in collegamento da Roma e le Sorelle Bandiera…

(Nota personale: anno 1979, programma pomeridiano, RAI e dragqueen…un po’ in anticipo sui tempi non trovate?)

L’anno dopo, 1980, presenta un film di cui è attore, regista e sceneggiatore: Il Pap’occhio, che gli creerà più di un problema con la Chiesa per battute come questa:

Seguito nel 1983 da “F.F.S.S. cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?” il secondo film che narra le disavventure di una cantante napoletana che tenta di far fortuna. F.F.S.S. sta per Federico Fellini Sud Story. Infatti il film “dovrebbe essere” di Fellini ma un colpo di vento getta dalla finestra la sceneggiatura che sarà raccolta al volo da Arbore e Luciano De Crescenzo (sì lo scrittore, l’autore di “Panta rei” o “Il dubbio” , quello con la barba bianca) . Pochi minuti bastano per capire il tenore demenziale del film

(Nota personale: mi raccomando vestito pesante che a Milano fa freddo. Totò e Peppino l’avevano detto)

Qualche anno dopo, 1985, Arbore irrompe nelle TV italiane con un altro programma cult: Quelli della notte.

(Nota personale: avevo 10 anni, ma mi ricordo che ne sentivo parlare pure io e poi la sigla è diventata iperfamosa, grazie anche al botta e risposta tra Neruda e Picasso…)

Anche questa trasmissione lancia personaggi: Nino Frassica

o Riccardo Pazzaglia, Andy Luotto (lo sceicco, personaggio che creò problemi e lamentele da parte di alcune ambasciate), Maurizio Ferrini (all’estrema destra), Bracardi, Marisa Laurito, Simona Marchini. Marisa Laurito, faceva parte delle prime uscite de “L’orchestra Italiana”: una band costruita da Arbore.

Mitica anche la sigla di chiusura, azzeccatissima per un programma che iniziava alle 23.00 circa: “Il materasso”

(Nota personale: Notate il cappello di Marcello? Il fetz con le forbici: è un richiamo a quello idossato da Totò nel film “Un turco napoletano”, potete vedere alcune scene qui)

Pochi anni dopo, 1987-1988, e nelle notti italiane il blu delle TV risplende animato da:

Proprio “Indietro Tutta!” che quindi quest’anno compie vent’anni! Augurissimi!

(Nota personale: il paragonare la TV ad un nuovo focolare…io l’ho usato in un tema di italiano alle medie! Citazione o plagio? Ma soprattutto: il professore se ne sarà mai accorto?)

Caratteristiche della trasmissione: il bravo presentatore Nino Frassica conduce un’improbabile telequiz, il pubblico presente partecipa realizzando uno scontro Nord contro Sud, stacchetti musicali danzati dalle Ragazze Coccodè, e lo sponsor l’inventato Cacao Meravigliao:

Lo “sponsor”, il Cacao Meravigliao, non mancò di creare qualche problema: visto che alcuni credevano che esistesse veramente e quindi chiedevano ai negozianti di procurarlo!

(Nota personale: certo che i “problemi” ad Arbore non mancano…)

Questa fu l’ultima volta dell’Arbore televisivo sino al 2005, quando ritornò prepotentemente con “Speciale per me – Meno siamo, meglio stiamo!”. Programma che, vista l’ora in cui veniva trasmesso, era seguito da: me, il conte Dracula e qualche metronotte!

Programma di memorabilia e modernariato televisivo il tutto infarcito di buona musica.

Tra le cose trasmesse pesco:

Il duca Leo di Sanfelice “Voglio fare la modella”

I Capitan Jive: “Swinga!”

(N0ta personale: si balla! fortissimi! e se non ricordo male sono da Portogruaro…o era Pordenone???)

Il Cafone ‘Nduccio: “Signorì”

(Nota personale: una delle più belle canzoni d’Amore che abbia mai sentito! semplice ma che ti fa sentire quel brividino che solo l’Amore ti regala!)

Il bravissimo, geniale, eccezionale Stefano Bollani che oltre ad esibirsi in pezzi tipo Maple leaf rag,

si divertiva a proporre canzoni per altri artisti tipo Battiato, Branduardi, Jannacci o Jovanotti:

Durante il periodo dall’assenza televisiva, Arbore, si è dedicato alla sua Orchestra Italiana portando in tutto il mondo la musica italiana, quella napoletana in particolare, riabilitando il mandolino, realizzando i dischi “Napoli. Punto e a capo” (1992), “Napoli due punti. E a capo” (1994) e “Napoli: punto esclamativo! Internescional uei! (1995). Durante questo “riproporre musica napoletana”, fece apprezza/riscoprire a molti Roberto Murolo. Qui lo possiamo vedere in due bei duetti

“Don Raffaè” con Fabrizio De André

(Nota personale: mi sembra quasi che Murolo interpreti un vecchietto stizzoso che perso ogni freno, dice le cose come stanno! Divertente.)

e la bella “Cu mme” in duetto con Mia Martini

Di seguito alcuni pezzi alla rinfusa che fanno apprezzare l’estro poliedrico di Renzo:

un revival vintage “Bongo Bongo”

(Nota personale: Arbore è anche un grande appassionato e stimatore del jazz e swing, tanto d’aver fondato una piccola band: gli “Swing Maniacs”)

due canzone Napoletane con la n-maiuscola: “Era ‘de maggio”

(Nota personale: tutte immagini di quella bella città che è Napoli…ma come abbiamo potuto permettere che tutto andasse a male?)

e la divertente “Come facette mammata”

e uno dei tanti giochi musicali di Renzo: Smorz ‘e ligh

Spero di essere riuscito a trasmettere il mio amore per quest’artista, e di avervi contagiati!

Al prossimo venerdì

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