14 Aprile 2008.

Si sono concluse le elezioni e da poco si conosce, in modo ufficiale, la coalizione vincitrice.

Mentre su tutti i TG nazionali e meno rimbalzano le stesse immagini, con le stesse bandiere e le stesse facce, io vengo scosso da un “Ma nooo” di tristezza espresso da mia madre verso le immagini in bianco e nero che fanno da sfondo dalla notizia.

La notizia era la scomparsa di Marisa Sannia.

La cosa che più colpisce sentendo la notizia è il fatto che originariamente doveva fare la giocatrice di pallacanestro: giocò anche in nazionale.

Nel 1965 partecipa al concorso voci nuove ad Iglesias arrivando seconda con il brano di Adamo “Perduto Amor”, qui nella cover di Franco Battiato

(Nota personale: canzone tristissima)

La svolta decisiva avvenne con la vittoria di un concorso indetto dalla Fonit Cetra che gli valse un contratto di ben 5 anni. Durante un’audizione Sergio Endrigo e Luis Enriquez Bacalov la notano e decidono di produrla. Per lei scrivono la canzone “Tutto o niente”.

La prima canzone del video è “Sarai fiero di me”, 1967. Grazie a questo brano Marisa si classificò terza nella sezione giovani del Festivalbar di quell’anno. Qui la potete sentire per intero.

(Nota personale: i due presentatori sono Giorgio Gaber e Caterina Caselli, la celebre “casco d’oro”. Ehm…il balletto…non vi pare un po’ troppo eccessivo per una canzone così dolce amara? L’audio è un po’ fuori sync. Il video è tratto dalla trasmissione “Diamoci del tu”)

Sempre nel ’67, parteciperà al programma “Settevoci“, condotto da Baudo: un quiz in cui partecipano 2 cantanti agli inizi, 4 affermati, uno famosissimo e quattro concorrenti vengono abbinati ai 4 cantanti affermati. Molto apprezzata dal pubblico la sua voce e la sua immagine di ragazza “acqua e sapone”. Vinse per sette puntate consecutive.

L’anno successivo, 1968, partecipa al festival di Sanremo dove interpreta, in coppia con Ornella Vanoni la canzone di Don Backi “Casa Bianca”.

(Nota personale: nel video all’inizio si riconosce il reuccio della canzone italiana Claudio Villa)

Il brano fu anche interpretato dallo stesso Don Backi e da Dalida.
Il successo della canzone, mezzo milione di copie vendute, porta il cinema ad interessarsi di lei. Nel ’68 interpreta il film “Stasera mi butto” accanto a Giancarlo Giannini.

Sempre nel ’68 incide “Io ti sento”, un brano di Armando Trovajoli, che diventa la colonna sonora del film di Dino Risi “Straziami ma di baci saziami”.

Nello stesso anno partecipa al Festival internazionale della musica leggera di Venezia con il brano “Non è questo l’addio” e a “Canzonissima” dove arriva in finale con la canzone “Una donna sola”.

(Nota personale: introdotta da un grande della nostra tv e del nostro cinema, Walter Chiari)

Nel 1969 incide “La compagnia”

canzone di Mogol e Carlo Donida. Reinterpretata negli anni da Lucio Battisti e, più recentemente, da Vasco Rossi. Sempre nel ’69 incide al due successi.

La spagnoleggiante “Una lacrima”

(Nota personale: presentata da Johnny Dorelly. Trasmissione Canzonissima)

e “La finestra illuminata”, con cui arriva in semifinale nella Canzonissima del ’69-70.

(Nota personale: canzone che parla dell’invidia per una coppia di amanti…chi non l’è stato almeno una volta?)

Nel 1970, ritorna al Festival di Sanremo. Questa volta in coppia con Gianni Nazzaro, ad interpretare il brano “L’amore è una colomba”

Grazie a questo bano, la sua notorietà varcherà i confini nazionali: Spagna, Francia, Giappone, Sud America.

Sempre nel 1970, esce un LP in cui interpreta delle canzoni di Sergio Endrigo, di cui vi propongo la dolcissima “Come stasera mai”, qui in un video di un fan.

(Nota personale: com’è bello riscoprire nella persona che si ama qualcosa di nuovo, qualcosa che non avevamo mai notato!)

Con Endrigo si esibirà anche al festiva di Veradeiro a Cuba.

Sempre nel ’70 presenta a Canzonissima il pezzo “La primavera”. Struggente canzone di Don Backy

(Nota personale: presentata dal grande Corrado Mantoni)

Nel 1971, partecipa al Festiva di Sanremo con il brano “Come è dolce la sera stasera”

Il brano arrivò inaspettatamente al quarto posto e ottenne un buon risultato commerciale, tanto che qualche anno dopo fu incisa da Baglioni per il mercato sud-americano.

Nel 1972 oltre a partecipare al 33 giri “L’arca”, una bella raccolta di canzoni per bimbi, esce il il 45 giri “Un’aquilone”, un pezzo dalle sonorità country.

nel lato B era presente il brano “Il mio mondo, il mio giardino” a firma Francesco De Gregori, Amedeo Minghi e Edoardo De Angelis.

Negli anni successivi ci fu anche il suo esordio prima in teatro e poi come cantautrice, nel 1976 con l’album “La pasta scotta”.

Nel 1984 partecipa ancora al Festiva di Sanremo con il brano “Amore amore”

brano non fortunato.

Dopo anni non molto fortunati, musicalmente parlando, indice del 1993 “Sa oghe de su entu e de su mare” una raccolta di undici brani in lingua sarda su testi del poeta Antioco Casula detto ‘Montanaru’ (1878-1957) e rielaborate con la collaborazione dello scrittore Francesco Masala.

Il CD è una dichiarazione d’amore alla propria terra e alle proprie radici.

Nel 1997 ripeté l’esperienza con un secondo CD “Melagranada” da cui vi propongo “Ria Ria”. Qui in un pezzo di archeologia televisiva.

Questo suo “ritorno alle origini” la porterà a pubblicare altri cd, l’ultimo nel 2008 “Rosa de papel”.

Il suo sito internet può essere raggiunto da qui.

Al prossimo venerdì.

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