Nel celebre quadro che Salvador Dalì dipinse nel 1931, “La Persistenza della memoria” si viene colpiti dalla ipermollezza degli orologi che ne fanno parte (per questo è detto anche “Gli orologi molli”) .

Forse rappresentano idee incerte, ricordi di cui non sappiamo più precisamente ne dove ne come. Ma sono lì che ci tormentano, che rimangono fissi nella nostra memoria. Fissi come certi ritornelli che non escono più dalla nostra mente.

Sylvie Vartan “Zum zum zum” (1968 )

(Nota personale: zum zum zum zum zum zum… ehm… bello il video! possiamo rivedere anche dei giochi che non facciamo più: il salto della corda, il campanone o campanile, la cavallina, e poi i pallottolieri, i girelli dei bimbi le enormi palle gonfiabili per giocare in spiaggia! Insomma un tuffo nella memoria un ritorno a quando eravamo piccoli)

In questo post potrete ascoltare alcune delle canzoni più ripetitive (o ossessive…) che la mente umana abbia creato. Quelle canzoni che se le ascolti una volta non te le levi più dalla testa per tutta la giornata.Quelle canzoni che come predetto da Sylvie Vartan: ” ‘sta mattina la cantavo io soltanto, ma ‘sta sera già mi sembra chiaramente di sentire tanta gente che la canta assieme a me”.

“Zum Zum Zum” era anche la sigla del programma Canzonissima del 1968, condotto da Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli. Essendo sigla di un programma importante si fecero le cose in grande

(Nota personale: difficile trovare una sigla così elaborata nei programmi dei nostri giorni. Per problemi organizzativi, la versione della sigla non fu incisa. Ne approfittò Vartan per pubblicare la propria e arrivare prima in classica.)

mentre nel 1970, Canzonissima ci deliziava con

Raffaella Carrà, “Ma che musica Maestro”.

Nel 1969 la vostra psiche iniziava ad essere tormentata da Gershon Kingsley e la sua “Popcorn

(Nota personale: qui è lo stesso compositore che la esegue al pianoforte)

“Popcorn” fu pubblicato per la prima volta nel ’69, nel primo album di Kingsley “Music To Moog By”, ma la versione più nota, quella che ci ha fatto impazzire, è quella degli Hot Butter “Popcorn” (1972)

(Nota personale: “poppo poppo poppo pò”…ehm… forse la musica più ossessiva in assoluto! Rifatta quasi da tutti e usata anche in alcuni vecchi videogiochi per ZX Spectrum e Commodore 64)

La versione degli Hot Butter (Burro “Caldo”, cioè burro fuso…che poi ci sta benissimo sui popcorn) fu la prima composizione elettronica, o più precisamente Synthpop, ad entrare nelle classifiche americane.

Il genere synthpop, si sviluppò negli anni ’80, tanto che un po’ tutti i gruppi o cantanti usavano suoni sintetici.

In quegli anni si potevano sentire altri tormentoni come:

Claudio Cecchetto,”Gioca Jouer” 1981,

(Nota personale: però la mia versione con cose tipo: tornire, forgiare e temprare risulta molto più impegnativa e alla fin fine divertente!)

OFF, “Electrica Salsa”, 1986 dalla Germania

(Nota personale: “ba ba ba ba”…cosa aggiungere?)

L’anno dopo, 1987, dalla Granbretagna M|A|R|R|S, Pump Up the Volume

(Nota personale: chi non ha mai desiderato diventare un astronauta? Insomma, prendere un aereo e alzarsi da terra arrivando ad altezze impensabili è una cosa stupenda, ma addirittura posare piede su un pianeta che non è il tuo…)

Nel 1989 i Kaoma, ci deviziavano, sarcasticamente si intende, con “Lambada

(Nota personale: che dire…m’arrendo, è impossibile scrivere qualcosa di sensato! Potrei aggiungere, quello che viene detto nella wiki: Kaoma gruppo francese che canta in portoghese, mentre la canzone è un tipo di ballo brasiliano. Caratteristica del ballo? La posizione delle cosce mentre si balla. Sarà per quello che ha avuto successo? Sicuramente!)

Dopo qualche anno di pace, il tutto riesplose nel 1995 con Los Del Rio…”Macarena

(Nota personale: chi crede che invecchiando si diventi più saggi, tenga sempre presente “Macarena” e i due “vecchietti” che la cantano)

Las Ketchup, Aserejé, 2002 dalla Spagna

(Nota personale: nel solito sito sui messaggi subliminali, le Las Ketchup vengono accusate di satanismo…o meglio viene accusata la loro copertina, leggete qui. All’inizio non ci credevo…ma visto i danni che hanno fatto…)

Insomma…se siete arrivati fin qui e non vi siete rimbambiti del tutto, aspettando il prossimo tormentone destinato a frullarci in testa chissà per quanto, chiediamo aiuto e consiglio a

Sergio Sgrilli

Come sempre è meglio riderci su!

Al prossimo venerdì.