Ciao a tutti
Da lunedi’ Antonio mi ha concesso un grande onore, cioe’ la possibilita’ di postare direttamente articoli su questo blog. Io gli avevo lanciato la proposta cosi’ come provocazione, ma invece lui mi ha preso sul serio ed eccomi qua’.

Sento gravare sulle mie spalle una grande responsabita’ perche’ gli articoli scritti da Antonio sono sempre molto interessanti e ben curati.

Non ritengo opportuno creare dei doppioni rispetto agli interventi di Antonio, ma piuttosto delle piccole aggiunte un po’ come cioccolatini (oppure i biscottini alla cannella che qualcuno di voi ama tanto ;-P ) che accompagnano un buon caffe’.

Come saranno fatti questi “cioccolatini”? non lo ho ancora deciso definitivamente, voglio cercare di mantenere i due “capi saldi” di questo blog:

– l’ascolto: Quindi intendo proporre articoli che riguardino sempre qualcosa da ascoltare, anche se cerchero’ di ampliare l’esperienza dell’ascolto.
– Il Venerdi’: Ho sempre trovato eccezionale l’idea di Antonio di proporre un piccolo momento di piacere da condividere con gli amici l’ultimo giorno della settimana lavorativa, giusto per prepararsi all’imminente week-end, quindi anch’io proporro’ i miei interventi il venerdi’, e spero di avere la stessa puntualita’ e costanza di Antonio nel rispettare le scadenze.

L’argomento che voglio proporre in questa settimana (e nelle propossime) si intitola: “Esperienze Sinesetiche”, di cosa si tratta?

Cito Wikipedia: “La sinestesia è una figura retorica. È un tipo particolare di metafora che prevede l’accostamento di due sfere sensoriali diverse. Essa ricorre anche nella lingua parlata di tutti i giorni (esempio “Giallo squillante”). Ha largo uso in poesia:”

Quindi quello che faro’ oggi e nelle prossime settimane e’ proporvi situazioni dove si accostano la sfera sensoriale uditiva a quelle di altri sensi.

Per questa volta ho deciso di associare l’ascolto (percezione uditiva) di un brano di Lou Reed (Walk on The Wild Side):

Alla lettura di una poesia (percezione visiva): “Il Sabato del Villaggio” di Giacomo Leopardi

La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell’erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch’ebbe compagni nell’età piú bella.
Già tutta l’aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
giú da’ colli e da’ tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l’altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s’affretta, e s’adopra
di fornir l’opra anzi al chiarir dell’alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d’allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Indipendentemente dal testo, che potete trovare tradotto qui, ho sempre associato il brano di Lou Reed ad un’atmosfera di tramonto, quel momento magico che si interpone fra la giornata con la sua frenesia e la notte calma e placida, il momento in cui si smette di lavorare e ci si dedica a se stessi oppure agli amici (quanti di voi non hanno mai bevuto un aperitivo in compagnia a fine giornata dopo il lavoro?).

La stessa atmosfera la ritrovo nella poesia di Leopardi: che descrive con la sua maestria il momento della giornata che vi ho descritto in precenza:
[…]
Già tutta l’aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
giú da’ colli e da’ tetti,
al biancheggiar della recente luna.
[…]
E mette in scena una serie di attori che in varie maniere provano e fanno provare al lettore la sensazione di gioia e soddisfazione per la fine della settimana lavorativa e l’imminenza del giorno di festa.

si conclude cosi’ questa prima esperienza sinestetica, fatemi sapere cosa ne pensate oppure se secondo voi il brano andava associato ad una poesia diversa oppure se la poesia andava associata ad un brano diverso, oppure ditemi semplicemente quello che volete.

ciao a tutti

Roberto.

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