Di recente, dalle nostre TV, viene trasmesso lo spot di una nuova banca.

Ballerini acrobatici saltellano allegramente prima di fischiare e urlare “Che banca!”.

Il lato comico? La canzone su cui si basano fa parte del genere musical-gangster.

Semplice ironia o lapsus freudiano?

La canzone a cui si rifanno è la famosa “Che bambola”

(Nota personale: ormai la definizione “bambola” e il fischio, anche se un po’ maleducati, fanno parte del modo di comunicare di certi “signori”)

Fred Buscaglione, nome d’arte di Ferdinando Buscaglione classe 1921, è uno dei più popolari interpreti di swing dell’immediato dopoguerra.

Fin da piccolo, dimostrò un interesse per la musica, tanto che il padre lo iscrisse al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Abbandonò ben presto gli studi a causa delle ristrettezze economiche della famiglia e del poco interesse per la musica classica.

Ben presto inizio a suonare nei locali notturni come multistrumentista. Durante la seconda guerra mondiale, fu internato in un campo di prigionia americano in Sardegna, qui continuò ad esibirsi e conobbe con le nuove sonorità americane fino ad allora censurate dal regime fascista.

Il successo arrivo nel 1955 quando pubblicò il primo 78 giri che conteneva “Che bambola”. Il disco vendette qualcosa come un milione di copie.

Grazie a questo successo, iniziò ad interpretare il ruolo di gangster Americano. Un po’ Clark Gable, duro e spietato con i nemici ma esattamente l’opposto con le donne, soprattutto se molto belle.

Nel 1956 esplose con un susseguirsi di canzoni:

La spagnoleggiante “Porfirio Villarosa”

La disperata richiesta di un marito farfallone “Teresa non sparare”

Nel 1957, “Pericolosissima” dedicata ad una signorina mozzafiato

“Whisky facile”

Di cui esiste una versione quasi introvabile, eseguita in occasione di una sua partecipazione al “Musichiere” di Mario Riva anno 1960, cantata assieme ad un coro di bimbi, forse il Piccolo Coro dell’Antoniano (!), che apostrofava il suo comportamento tra una strofa e l’altra.

Il 1958 si apre con la celebre “Eri piccola”

(Nota personale: se vogliamo è un po’ la conclusione della canzone “Pericolosissima”. Ha conquistato la ragazza bellissima…che poi l’ha rovinato)

“Vecchio Boxeur”

(Nota personale: ascoltandola non tornano alla mente dei vecchi locali fumosi? affollati da signori dal “Whisky facile” e da belle Bambole?)

“Fantastica”

e una sua versione di “Nel blu dipinto di blu” che nulla ha da invidiare a quella di Domenico Modugno

(Nota personale: molto bello l’inizio pieno di energia e il finale più scanzonato)

“Love in Portofino”

(Nota personale: Buono l’accento. Evidente ricordo del tempo passato in Sardegna…)

“Buonasera (Signorina)”

“Non partir”

Nel 1959 pubblica “Carina”

brano dedicato ad una bella signorina.

e “Che notte”

(Nota personale: l’audio è un po’ fuori sync. Il video fa parte di un film interpretato da Buscaglione. Lo spogliarello della signorina è molto sexy!)

e forse la sua canzone più famosa, in cui esprime le sue doti canore al meglio “Guarda che luna”

“Il dritto di Chicago”, un duro davvero duro

Del 1960 è “Noi duri”. Qui nel trailer del film omonimo.

(Nota personale: nella sua breve vita artistica, ha interpretato anche qualche film)

La vita di Buscaglione si fermò il 3 febbraio 1960 quando la sua Ford Thunderbird si scontrò con un grosso camion Lancia.

Il crimine non paga?
Forse Buscaglione è l’unico “criminale” per cui questo detto non vale. Autoironico, ammiccante, ha rubato soprattutto il cuore di chi ama divertirsi con la buona musica.

Al prossimo venerdì.

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