Ovvero: pensa globalmente, agisci localmente.

Il motto, secondo alcuno dovuto a David Brower mentre per altri è di Rene Dubos, è divenuto un po’ il motto degli oppositori alla globalizzazione .

La globalizzazione, cioè veder tutto il mondo come un unico mercato, la possibilità cioè di un capitalismo mondiale. Quindi lo sfruttamento delle risorse mondiali, siano esse risorse materiali o umane.

Il motto “think globally, act locally” prevede, al suo interno, lo sfruttamento, consapevole, delle risorse locali proiettandone gli effetti a livello mondiale. Un uso responsabile delle risorse: se finisco tutta l’acqua della mia zona questo avrà ricadute su tutte le zone adiacenti.

Chissà se vale anche per la musica…

Tentiamo di scoprirlo vedendo un paio di gruppi “glocal”, cioè quei gruppi che agiscono localmente e pensano globale.

Nel 1991, nascevano a Sud i 99 Posse. Il luogo di nascita è il Centro Sociale Occupato Officina 99 del quartiere Gianturco di Napoli.

Sin dai primi lavori i testi sono caratterizzati da una forte connotazione politica e di critica sociale.

Dopo i primi due lavori “Rafaniello & Salario garantito” del 1992, rilasciati come single, pubblicano l’album “Curre curre guaglio’ “, 1993, la cui title track entra nella colonna sonora del film Sud di Gabriele Salvatores

(Nota personale: testo forte, musica senza respiro, scariche di energie continue)

Il disco si aggiudica la Targa Tenco per il miglior lavoro in dialetto.

Nello stesso disco erano presenti “Rigurgito antifascista”

(Nota personale: il ritornello: “se vedo un punto nero sparo a vista” è derivato da un motto della seconda guerra mondiale, quando i partigiani, per lo più comunisti, dicevano “se vedi un punto nero spara: tanto o è un prete o è un fascista”. Naturalmente questa frase è da inquadrare nel periodo storico e sociale del tempo, significativamente diverso dall’attuale)

e “Ripetutamente”

I due album successivi, “Incredibile opposizione tour 94 ” e “Guai a chi ci tocca ” del ’95, videro la collaborazione del gruppo con la formazione de Bisca, quest’ultimo album si chiudeva con la traccia “Tu lo chiami dio”

Il gruppo si sciolse dopo altri 3 album “Cerco tiempo”, del ’96, “Corto circuito” del ’98

e “Quello che”

(Nota personale: due canzoni “leggere” se paragonate al resto della produzione. Comunque nei video sono presenti dei rimandi visivi alla lotta di “liberazione” delle persone e lo stesso inizio di “Corto circuito” descrive una volontà di cambiare le cose )

e “La vida que vendrà” del 2000 che conteneva “L’anguilla”

e la divertente “Comuntwist”

(Nota personale: divertente ma contenente sempre un messaggio)

Quindi i “glocal” musicali sono impegnati politicamente e attaccano il malcostume. Bhe non proprio tutti.

la canzone era “Murassi”

Ed ebbene sì, questi sono proprio i nostri venezianissimi Pitura Freska (in italiano, Vernice Fresca).

Comunque anche loro hanno scritto le loro canzoni di protesta contro il sistema:

“Bruta banda” (in italiano “Brutta Banda”) dall’album omonimo del 1991

Nell’album era presente anche il pezzo più famoso del gruppo “Pin Floi”, resoconto semiserio del grandioso concerto che i Pink Floyd tennero a Venezia.

(Nota personale: il concerto veneziano dei Pink Floyd fu il primo trasmesso in mondo visione)

“Tasse”, dal album successivo “Duri banchi” del 1993

oppure a favore della legalizzazione delle droghe leggere

“La Pianta”, album “Duri banchi”

o “Olanda”

Abbiamo visto due gruppi molto lontani tra loro, ma che con le loro canzoni, trasmetto in modo serio o meno messaggi e critiche.

Che dire alla fine della storia?
Vojo tornar picinin! (voglio tornare piccolo!)

“Picinin”

Al prossimo venerdì!

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