Il 20 luglio è una data storica per l’umanità.

Per la prima volta un uomo toccava la superficie di un altro pianeta.

Era il 20 luglio del 1969 e non appena Tito Stagno gridò il suo celebre “Ha toccato!!” venne prontamente smentito da Ruggero Orlando: per noi italiani lo sbarco del primo uomo sulla Luna è anche un battibecco tra i nostri due telecronisti!

Il nostro satellite naturale è stato da sempre un compagno di viaggio. Per milioni di anni ci ha osservato e forse, ogni tanto, s’è chiesto qualcosa di noi: Angelo Branduardi “Luna”.

(Nota personale: il video è un vero pezzo di archeologia: per chi non lo conoscesse quello è uno dei simboli di VideoMusic la prima TV Italiana dedicata completamente alla musica.)

Certamente questa è una interpretazione molto poetica, storicamente le cose sono andate diversamente.

Negli anni ’60, la corsa alla conquista del cosmo era affare quasi esclusivo dei russi. Il primo satellite artificiale lo Sputnik (1957) era loro, il primo uomo nello spazio Jurij Alekseevič Gagarin (1961) era russo, la prima donna nello spazio Valentina Vladimirovna Tereškova (1963) era russa, il primo astronauta a compiere una “passeggiata extra veicolare”, cioè ad uscire dalla capsula che l’aveva portato nello spazio, Aleksej Archipovič Leonov (1965) era russo.

I russi ormai “governavano” lo spazio.

Solo nel 1962, l’America per voce del suo presidente, l’indimenticato JFK John F. Kennedy, entrava nella corsa spaziale, con lo storico discorso alla Rice University nel mese di settembre:

(Nota personale: l’anno dopo questo discorso nell’università fu aperto il primo centro di studi spaziali e nel 1981 venne scelta come deposito degli archivi per gli archivi della NASA. Alla Rice hanno parlato anche Nelson Mandela e il Dalai Lama)

Il discorso contiene due passaggi fondamentali:

“No nation which expects to be the leader of other nations can expect to stay behind in this race for space.”

e

“We choose to go to the Moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard.”

che tradotti un po’ liberamente:

“Nessuna nazione che vuole essere il leader di altre nazioni può permettersi di rimanere indietro nella corsa per lo spazio”

ed

“Abbiamo scelto di andare sulla Luna in questa decade e di fare altre cose, non perché sono semplici, ma perché sono difficili”.

Ed erano talmente difficili, che sotto l’amministrazione Kennedy furono stanziati qualcosa come 25 miliardi di dollari per la corsa spaziale!

JFK, non vide mai lo sbarco: fu assassinato nel novembre del 1963.

L’anno dopo, 1964, Frank Sinatra portava al successo una canzone del 1954, “In other words” conosciuta meglio, visti gli anni, come “Fly me to the moon”

Servirono solo altri 5 anni, e la luna fu conquistata!

La conquista della Luna fu uno dei risultati più alti della storia dell’umanità.

Risultato non privo di ombre.

Da quella più imponente e storicamente rilevante, che è la partecipazione al progetto dello scienziato tedesco Von Braun. Lo stesso che progettava i missili V1 e V2 per Hitler!

(Nota personale: se andate a visitare la pagina wikipedia di Von Braun, trovere una sua foto a “braccetto” con JFK)

A quelle più “risibili” che sostengono che tutto è stato girato in teatri di posa super segreti dal registra Stanley Kubrick. Kubrick nel 1968 stava terminando quel capolavoro che è “2001: odissea nello spazio“.
Sembra, addirittura, che la NASA cambiò alcuni dettagli estetici delle tute spaziali dopo aver visto quelle disegnate per il film di Kubrick.

(Nota personale: se ne avere la possibilità guardatevi “2001: odissea nello spazio”, molto probabilmente non ci capirete nulla ma è un film bellissimo!)

Tutto questo è “riassunto” dai R.E.M. con “Man on the moon”, qui la traduzione che vi consiglio per capire appieno la canzone.

Qualcuno mi chiederà cosa ne penso.

Io personalmente non ho dubbi sul fatto che abbiamo lasciato questa terra e che gli astronauti della missione Apollo 11, Neil Armstrong e Buzz Aldrin hanno camminato sulla Luna. Anche perché oltre a quella missione ce ne sono state ben altre 8.

Lo Spazio è la nostra ultima frontiera, la nostra sfida più immensa. L’uomo da sempre esplora il mondo che gli sta attorno, compreso lo stolto che iniziava la sua scoperta guardando il dito e non la luna indicata dal saggio.

Star Trek Enterprise

(Nota personale: bellissimo video! Qui potete vedere spiegato il significato dei fotogrammi. Leggetelo, ne vale veramente la pena! Non è solo una sigla ma quasi una ricostruzione storica delle conquiste dell’esplorazione umana…e per scoprire una cusiosità su questa sigla!)

Ma voi cosa pensate? Ci siamo andati sulla Luna?

Al prossimo venerdì.

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