Per quelli che non lo sanno lo spritz è una bevanda alcolica tipica delle mie parti. Ormai si consuma solo nelle sue versioni più “cariche”, cioè più alcoliche, quelle versioni che si fanno con Aperol, vin bianco Prosecco e acqua oppure “Campari, Prosecco e poca acqua” (Ivano docet).

Ore 17.00 di venerdì 22 agosto 2008, durante una pausa post lavorativa gli spritz prodotti in proprio certo non mancavano e mentre il prode Andrea sculettava tra i banchi, rischiando di essere più volte impalmato da Luca, ci arrischiavamo tutti a notare che era sexy quasi come Freddy Mercury in “I want to break free”

quando da dietro arriva una frase di Matteo: “Chi Mercury? quello dei Queen? Ma quelli son tutti morti!”

Panico tra gli astanti per essersi persi una così grave notizia!

Dopo poco la notizia veniva corretta in “Son vivi…ma è da tanto che non fanno più nulla”.

Quello che stava succedendo, era la genesi di una leggenda metropolitana, fortunatamente stroncata sul nascere.

Le leggende metropolitane nascono così, senza motivo e il più bel campionario si trova nella canzone di Elio e le storie tese “Mio cuggino”

(Nota personale: il video è recitato tutto all’indietro!)

Le leggende metropolitane, o leggende urbane, toccano un po’ tutti gli aspetti della vita, dal sesso (il “benvenuto nell’AIDS” citato anche da Elio nella sua canzone) al divertimento (le lamette applicate ai scivoli nei parchi acquatici) dagli incidenti stradali (“si è tolto il casco e gli si è aperta la testa”, sempre Elio) agli animali (“un cane invece era un topo” sempre Elio).

Queste leggende sono anche “settoriali”. Ci sono leggende su libri ormai persi o libri che scompaio e riappaiono, film maledetti, e ci sono anche le leggende urbane sulla musica. Ve ne racconto due.

La prima nota anche come PID: Paul Is Dead, cioè Paul McCartney è morto(!) e quello che noi conosciamo come Paul è un sosia. “Indizi” su questo sono sparsi per tutta la discografia dei Beatles, non ultimo il video di “Free as a bird”.

Che contiene anche un backmasking alla fine! Il backmasking è la pratica di inserire in una canzone una frase cantata al contrario.

(Nota personale: a questa storia che Paul sia morto e che l’attuale sia solo un sosia, io non ci credo!)

La seconda che vi presento è una, per me, molto bella, una a cui ci voglio credere, anche se so che le cose non stanno assolutamente così…purtroppo!

Elvis Presley è vivo!
Quello che è morto è solo un sosia! Elvis è sotto il programma di protezione testimoni…

Questa diceria è talmente “importante” che i Dire Straits ci fecero sopra la celebre “Calling Elvis”

(Nota personale: nel testo sono citate molti titoli di canzoni del Re. Divertitevi a scoprirle! E se non li riconoscete i pupazzi sono i mitici Thunderbirds. Una serie cult inglese in cui questa squadra speciale era impegnata a salvava vite in pericolo in una spasmodica corsa contro il tempo.)

Nel tempo libero Elvis, canta ancora. Interpreta “Yesterday” dei Beatles (che coincidenza…)

Ma quando è su di morale canta “La vida loca”

Peccato che quanto Ricky Martin la pubblicò, Elvis fosse già passato a miglior vita!

Per tutti quelli che credono come me in Elvis vivo e vegeto, consiglio il bel e divertente film horror “Bubba Ho-tep“.
Elvis, qui invecchiato e ritiratosi in una casa di riposo, dopo aver perso tutti i sui averi nell’esplosione della sua roulotte, deve combattere un “buzzicone di mummia” (traduzione rudimentale del titolo) che ha deciso di sfamarsi con le anime dell’ospizio. L’unico ad aiutarlo è un uomo di colore che in realtà è John Kennedy.

(Nota personale: se riuscite a trovarlo ve lo consiglio! è recitato bene e l’idea che Elvis è un nonnetto che ha bisogno di visite è carina!)

Ovunque tu sia Elvis, ti auguro una buona giornata.

E spero di averti tra i miei visitatori.

Al prossimo venerdì!

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