Prima puntata

Ho finito con il direttore, ritorno alla mia postazione ed inizio a liberare la mia (ormai ex) scrivania. Mentre lavoro il collega che occupa il “loculo” a fianco del mio mi chiede come sto, se ho gia’ trovato un altro lavoro, se rimarro’ in citta’, capisco che sono solo frasi di circostanza e gli rispondo di conseguenza, rimanendo sul vago: “… in fondo me lo aspettavo …”,”… ho gia’ fatto alcuni colloqui e mi faranno sapere …”, “… dipende da dove trovo il prossimo lavoro …”.

La scrivania e’ completamente sgombra, il pc era gia’ stato rimosso e portato in laboratorio per reinizzializzarlo. Chiedo al collega se puo’ dare un occhiata allo scatolone con le mie cose mentre vado un attimo al bagno.

Finalmente! sta per arrivare il momento cruciale, il battito cardiaco inizia ad accelerare, mi dirigo verso la toilette con la mia valigetta in mano.

Appena entro sento il rumore dello sciacquone, e vedo uscire da uno dei bagni l’altro mio vicino di scrivania, sta parlando al cellulare, penso:”solo un idiota come lui puo’ mettersi a telefonare mentre e’ al cesso!”, lui mi nota, si rivolge sbrigativamente al suo interlocutore dicendo:“ti devo lasciare, ti richiamo dopo”, chiude la chiamata e mi saluta: “ciao, meno male che non te ne sei gia’ andato, mi sarebbe dispiaciuto non salutarti” esita un po’, riesco a percepire il suo imbarazzo e vedo gli occhi che iniziano a diventargli lucidi, con la voce un po rotta dall’emozione continua:“… E poi, e poi, ti volevo ringraziare, praticamente tutto quello che riesco a fare in questo posto me lo hai insegnato tu!, sentiremo tutti la tua mancanza!” e mi porge la mano per stringere la mia, l’unica cosa che riesco a rispondergli e’:“non ti sei lavato le mani”, mi dice:“hai ragione! Sono proprio un idiota!, aspetta un attimo”, si avvicina al lavandino, si lava le mani e ritorna, stavolta gli stringo la mano e dentro di me penso: “lo ho appena considerato un idiota, invece lui mi stima cosi’ tanto, questo rischia di rendere tutto maledettamente difficile!”, mi dice:“ci mancherai moltissimo, mi raccomando facci sapere dove vai e torna a trovarci, noi tutti ti auguriamo i migliori successi”, lo ringrazio e gli rispondo in maniera forse un po’ fredda: “grazie, anche tu mi mancherai, ti faccio sapere dove vado, tanti auguri anche a te”.

Esce dal bagno ed io mi sento “spiazzato”, non mi sarei mai aspettato un saluto cosi’ caloroso e sincero, dicendo:”… ci mancherai…”, “… torna a trovarci …”  ecc..  ha parlato al plurale per farmi credere che anche gli altri colleghi la pensano come lui, ma so benissimo che non e’ vero.

Pero’ adesso devo smettere di pensarci altrimenti rischio di rovinare tutto, ho una cosa importante da fare!.

Mi chiudo nel bagno, abbasso il coperchio del water e mi siedo. Inizio a sudare, ho l’impressione che il mio battito cardiaco si senta anche all’esterno dell’edificio, controllo che nella tasca destra dei pantaloni ci sia la banconota da 20 euro, mi sistemo la cravatta, apro la valigetta, prendo la busta e la infilo nel taschino della giacca, adesso sono pronto.

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(Continua …)

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