La ragazza che studia:

… Oggi mi sono seduta lontano dalle mie compagne di classe, sarò interrogata in italiano e voglio ripassare un po. Tutto sommato non mi dispiace, preferisco studiare piuttosto che sentirle parlare delle loro mestruazioni, dei loro capelli e dei loro “morosetti” …

… E poi non sopporto quando si mettono a giudicare gli altri, per esempio l’altro giorno ce l’avevano con quel signore che oggi è in giacca e cravatta, dicevano che è proprio uno sfigato perchè non parla mai con nessuno, una ha detto che secondo lei è un serial killer, secondo me è solo molto triste …

… Vediamo …. dov’ero arrivata? … si adesso mi ricordo, la parafrasi di “A Zacinto”:

Nè piu’ mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque

[Non tornero’ piu’ nelle spiagge che ho frequentatto da ragazzino.]

Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco Mar da cui vergine nacque

[Isola di Zante (isola greca anticamente denominata Zacinto) che ti trovi nel Mar Egeo, dal quale (secondo la tradizione) e’ nata la dea Venere, uscendo dall’acqua.]

Venere, e fea quell’isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
[Sempre secondo la tradizione la dea Venere rese fertili le isole del mar Egeo con il suo primo sorriso.]

le tue limpide nubi e le tue fronde
[Il tuo cielo limpido ed i tuoi boschi sono stati descritti.]

l’inclito versi di colui che l’acque
cantò fatali, e il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
[Nell’ importante poema dell’autore, che narro’ il lungo viaggio per mare lontano da casa, e tutte le avventure vissute da Ulisse prima di ritornare nell’isola di Itaca caratterizzata da un terreno pietroso (il poema e’ l’Odissea e l’autore Omero)]

… Accidenti questa parte è difficile …

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
[Non ritornerò più da te (isola di Zante) che sei stata la mia terra natale e ti posso dedicare solo questo sonetto.A causa del destino (l’autore viveva in esilio) morirò lontano da te.]

… Spero proprio che non mi chieda questa parafrasi, sugli ultimi versi faccio sembre un gran casino! …

… Certo che e’ proprio una bella poesia, se non avessi dovuto studiarla per forza forse l’avrei apprezzata di più, ma devo dire che richiama suggestioni oniriche (attraverso i ricordi dell’infanzia), per poi passare alla dimensione del mito (con le citazioni dell’Odissea) e concludere con la malinconia dell’esilio, il tutto dentro la struttura rigida del sonetto. Se fosse una canzone sarebbe “Innuendo” dei Queen, con i suoi cambi improvvisi di ritmo e melodia:

While the sun hangs in the sky and the desert has sand
While the waves crash in the sea and meet the land
While there’s a wind and the stars and the rainbow
Till the mountains crumble into the plain
Oh yes we’ll keep on tryin’
Tread that fine line
Oh we’ll keep on tryin’ yeah
Just passing our time
While we live according to race, colour or creed
While we rule by blind madness and pure greed
Our lives dictated by tradition, superstition, false religion
Through the eons, and on and on
Oh yes we’ll keep on tryin’
We’ll tread that fine line
Oh we’ll keep on tryin’
Till the end of time
Till the end of time

Through the sorrow all through our splendour
Don’t take offence at my innuendo

You can be anything you want to be
Just turn yourself into anything you think that you could ever be
Be free with your tempo, be free be free
Surrender your ego – be free, be free to yourself

Oooh, ooh –
If there’s a God or any kind of justice under the sky
If there’s a point, if there’s a reason to live or die
If there’s an answer to the questions we feel bound to ask
Show yourself – destroy our fears – release your mask
Oh yes we’ll keep on trying
Hey tread that fine line
Yeah we’ll keep on smiling yeah
And whatever will be – will be
We’ll just keep on trying
We’ll just keep on trying
Till the end of time
Till the end of time
Till the end of time

… L’autista ha acceso l’autoradio, meno male che ha tenuto il volume basso. Certo che è proprio bella questa canzone di Bob Marley, non ho capito bene quale sia il titolo, sicuramente c’è la parola “Zion” ( l’ultima città abitata dagli uomini, descritta nel film “Matrix”). Dovrebbe bastare digitare “bob marley zion” per cercarla e scaricarla da Internet …

—-
(Continua …)

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