Di recente ho rifatto visita al blog di Eccio e mi sono imbattuto in un post per me molto interessante!

Nel post dal titolo E’ un genio… suona il kazookeylele, campeggia solo un video, questo:

(Nota personale: bravo è bravo…peccato che poi si mette a cantare!)

Il video, divertente, mi ha portato alla mente i tacabanda, cioè quei musicisti che, da soli, suonano più di uno strumento alla volta.

Quand’ero piccolo ancora se ne trovava qualcuno, in qualche fiera di paese o al mare, pronti a spillare qualche monetina ai bimbi che rimanevano ammagliati dai vestiti strani e delle musiche festose. Un po’ come succedeva in un vecchio carosello della Doria:

La figura del tacabanda, quello che in inglese viene detto “one-man band” (letteralmente banda di un uomo solo) è una figura storica che si può far risalire sino al medioevo. In alcuni manoscritti del 13esimo secolo sono state ritrovate raffigurazioni di persone che suonavano un flauto e contemporaneamente battevano un tamburello: i “progenitori” dei moderni “one-man band”.

Una rappresentazione molto più semplice, e reale, rispetto all’immaginario “One-mand band” Pixar.

(Nota personale: a me la bimba mette quasi paura! Ha uno sguardo cattivo…ma cattivo! Inoltre è dotata dell’orecchio assoluto visto che accorda il violino senza bisogno di diapason.)

Ma l’attività del tacabanda, non si limita solo alle fiere paesane. Nel corso degli anni, musicisti di diversi generi si sono misurati con questa tecnica. Dalla versione più semplice “chitarra e armonica” che possiamo apprezzare nella dolcissima “Harvest moon” di Neil Young

o nella ben più arrabbiata “Hurrican” del grande Bob Dylan.

arrivando a livelli di assoluta genialità come per Jesse Fuller, detto “The lone cat” (il gatto solitatio), che arrivò ad inventare un nuovo strumento la fotdella cioè un tipo di chitarra-basso che si suonava con i piedi grazie ad una pedaliera. La potete vedere qui suonata da Jesse in “Red River Blues” (1968)

Ma nel cuore e nel nostro immaginario il tacabanda sarà sempre quello simpatico e fracassone come Professor Gizmo qui in “Tiger Rag”

o ancora di più Totò, che in “Totò le Mokò” si guadagna da vivere come tacabanda prima di scoprire di essere parente di Pépé Le Mokò.

(Nota personale: l’articolo dedicato a Totò è disponibile qui)

Alla fine del film, l’esperienza come “one man band” sarà usata da Totò per sbaragliare da solo tutta la banda di Pépé: li affronterà armato di pistole, mitragliette, bombette, tricche tracche e castagnole!

A pensarci bene, forse sono anch’io un po’ un “one man band”: cerco su google, visito youtube, sento una canzone scrivo un post…tutto nello stesso momento o quasi.

Cosa non faccio per voi lettori! 🙂

Al prossimo venerdì.

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