Cosa distingue il genere umano dagli animali?

Il suono.

L’uomo è l’unico animale che compone musiche anche con strumenti e non con la sola voce.

Lo fa per trasmettere i propri sentimenti.

Nel 1992, la mia attenzione venne catturata da una canzone dolcissima, in cui una bimba gira praticamente tutto il mondo a bordo del suo triciclo. Il messaggio visivo: i gesti sono comuni a tutte le popolazioni del mondo.

Deep Forest, “Sweet Lullaby” (“Dolce ninna nanna”)

La canzone rapisce per la dolcezza delle parole anche se incomprensibili. Solo con l’avvento di internet, sono riuscito a leggerne il testo e ad averne una traduzione.
La canzone è originaria delle Isole Salomone ed è una ninna che il fratello maggiore canta a quello più piccolo (il “sasi sasi” iniziale) pregandolo di non piangere più anche se adesso sono entrambi orfani.

(Nota personale: il testo originale e la traduzione in inglese di molte delle canzoni sono reperibili qui)

Il genere del duo musicale francese Deep Forest, può essere definito world music (musica del mondo) e ci permette di ascoltare musiche che provengono da ogni dove. Spesso sono dei veri e proprio documenti che ci permettono di ascoltare canzoni che altrimenti andrebbero perse. Il loro primo album “Deep Forest”, 1992, si apriva con una voce che recitava “Somewhere, deep in the jungle, are living some little men and women, they are our past, and maybe, maybe they are our future… “, cioè “Da qualche parte, nel profondo della foresta, vivono dei piccoli uomini e donne, loro sono il nostro passato, e forse, forse sono il nostro futuro…

Il secondo lavoro “Boheme”, dedicato alla Boemia e ai Paesi limitrofi è del 1995. La canzone più famosa di tutto l’album è senza dubbio “Marta’s Song” (la canzone di Marta), interpretata dalla bellissima voce di Marta Sebestyen.

Tuttavia, la world music, è, in parte, un “rubare” la cultura dei altre popolazioni e nazioni. Le canzoni dei Deep Forrest possono anche essere viste come un semplice “rifare con gusto più occidentale” delle canzoni o delle musiche nate in parti diverse del mondo. Spesso senza fornire spiegazioni sul vero significato di quelle opere.

Ad esempio “Marta’s Song” parla di una ragazza che non riesce a capire perché la sua cintura, una fasca di colore rosso caratteristica del suo popolo, nonriesce più a fare i tradizionali tre giri attorno al suo addome. Evidentemente la ragazza è incinta.

Un altro esempio sono il gruppo tedesco Sacred Spirit (noto anche come Sacred Spirits) che ha rifatto in chiave tecno-new age musiche e canzoni dei nativi d’America:

Yeha-Noha (Desideri di felicità e prosperità) qui cantata da Kee Chee Jake della tribù Navajo.

Ly-o-lay ale loya (“Danza circolare antioraria”)

Anche in questo assistiamo ad un rifacimento delle musiche per renderle più “digeribili” a noi occidentali. Bisogna però rendere atto ai Sacred Spirit di aver devoluto parte dei loro incassi all’organizzazione per i diritti dei nativi americani “Native American Rights Fund”.

Almeno in questo dimostrano di aver imparato che la vita e la conoscenza si basa su di un dare e avere.

Al prossimo venerdì.

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