Dopo avervi ossessionato per 6 settimane con il rugby, ed una doverosa pausa di riflessione per rispettare le persone colpite dal tragico terremoto in Abruzzo, ho pensato di riprendere i miei articoli parlando di un tema caro a molti “ragazzi e ragazze” della mia età.

Sto parlando dei cartoni animati degli anni ’70 e ’80, prodotti nel paese del Sol levante, che hanno fatto sognare una generazione di ragazzini.

Quindi nelle prossime settimane vi proporrò (è coniugato correttamente controllate qui) i video con le sigle, di alcuni dei cartoni animati “made in japan” che mi hanno appassionato nel tempo.

Spero che riascoltare e rivedere le magnifiche sigle vi faccia tornare in mente tanti bei ricordi (come capita anche a me), e che vogliate fare partecipi anche gli altri lettori delle vostre sensazioni, commentado numerosi gli articoli.

Inoltre non mi considero assolutamente un esperto, quindi se rileverete omissioni, errori, c*****e di vario genere, siete invitati a segnalarle.

Ma “bando alle ciance” iniziamo con la categoria che preferisco: i “robottoni da combattimento”, che da un certo punto di vista mi ricordano quanto successo con i Beatles, nel senso che dopo il successo di uno sono nati una serie infinita di “cloni”.

Credo che il capostipite di questa “genìa” possa essere considerato il grande GOLDRAKE

In questo cartone animato ci sono tutti o quasi gli ingredienti che hanno dettato le linee guida per la nascita di tutti gli altri “robottoni”:

  • Un robot dalle dimensioni gigantesche (più alto dei gratacieli di qualsiasi città)
  • Un’organizzazione aliena che mira a distruggere il mondo, sfornando una serie interminabile di robot dalle prestazioni equiparabili a quello del protagonista, ma mai in grado di sconfiggerlo.
  • Una o più battaglie in ogni puntata, che hanno come sfondo la citta metropolitana, durante le quali il robot protagonista dopo molte sofferenze riesce ad ottenere la vittoria.
  • Il comandante giovane, dinamico, con un nome impronunciabile ed una calzamaglia attillata. Che quando il robot viene colpito dalle armi nemiche soffre fisicamente.
  • Una serie di amici del comandante, tipicamente: una bella ragazza, un ragazzino sveglio, un gregario “un po meno figo” ed un “ciccione” che in alcuni casi comandano a loro volta dei robot minori. Tutta la squadra guidata da un anziano saggio molto istruito
  • ecc…

Mi rendo conto di essere stato un po sarcastico nell’enunciare gli elementi comuni di tutti i cartoni relativi ai robot, ma non ho saputo resistere vista l’insistenza con la quale il modello è stato replicato.

In realtà credo che in questo cartone, come negli altri ci sia molto della cultura giapponese, in particolar modo i sentimenti positivi di amicizia, lealtà ed onore uniti alla forza ed al coraggio dei Samurai.

Ai miei tempi Goldrake era già un “classico” ed era abbastanza difficile poterne vedere le puntate, ma per amarlo era sufficiente l’alone di gloria che proveniva dai racconti dei ragazzi più grandi uniti ai numerosi gadget che si potevano trovare in giro (mi ricordo di aver avuto una bottiglia di bagnoschiuma a forma di goldrake).

Una curiosità: lo sapete che Nagai Go, l’inventore di Goldrake, Mazinga e Jeeg Robot è stato ospite dell’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2007? seguendo questo link potete vedere l’annuncio dell’evento che, vi confermo, ha avuto molto successo:

http://venus.unive.it/asiamed/altro/schede/nagai.html

Ma veniamo al “pezzo forte”, le sigle di inizio e di fine rispettivamente: “Ufo Robot” e “Goldrake”:

Alzi la mano chi non le ha cantate almeno una volta, io non so decidere se preferisco quella iniziale, dinamica e sprintosa, oppure quella finale più dolce e riflessiva.

A proposito della sigla finale, ve ne propongo una versione di Alessio Caraturo

Mi piace molto il tono dolce e malinconico di questa interpretazione, trovo anche molto elegante il video, dove il nostro eroe proietta solo la propria ombra senza mai entrare in scena, inoltre è interessante, almeno per una volta vivere una delle avventure dal punto di vista dei cittadini inermi che vengono salvati.

Per questa settimana può bastare cosi’, adesso mi è venuta fame, fado a farmi un’insalata di matematica.

ciao a tutti

Roberto

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