Nel post della scorsa settimana oltre a parlare di Cab Calloway, ho nominato spesso Duke Ellington.

Questo post ne spiega la grandezza.

Edward Kennedy Ellington detto Duke nasce il 29 aprile del 1899 a Waschington. All’età di 7 anni prende le prime lezioni di piano, anche se a quell’età era molto più interessato al baseball e al disegno tanto da vincere un concorso indetto dalla NAACP (National Association for the Advancement of Colored People, Associazione Nazionale per l’avanzamento, nel senso di miglioramento, di emancipazione, della gente di colore).

Ancora giovanissimo, nel 1914, mentre era “l’addetto alla soda” in un bar, cioè la persona che faceva dei gelati misti a soda, compone ad orecchio, visto che non sapeva leggere o scrivere musica, la sua prima composizione “Soda Fountain Rag, conosciuta anche come “Poodle Dog Rag” dal nome del locale dove lavorava.

Questa composizione gli permise di iniziare iniziare con le prime esibizioni. A detta dello stesso Duke, durante le serate, suonava “Soda Fountain Rag” in stile tango, fox trot e altri, visto che non aveva altre composizioni con cui esibirsi.

Nel 1918 si sposa con Edna Thompson e l’anno sucessivo nasce il loro figlio Merce.

All’età di 19 anni, Duke era un musicista in ascesa!

Di li a poco, il 4 dicembre 1927 “Duke Ellington e la sua orchestra”, debuttano nel famoso Cotton Club di Harlem. Sono di questo periodo celebri brani quali

“Black and Tan Fantasy”

“The Mooche”, sì quello al piano è proprio Duke in persona,

“East St.Louis Toodle-Oo”

tutti in stile “jungle” come volevano i tempi…e i bianchi.

Gli anni ’30. Gli anni del Cotton Club, Duke vi si esibì ininterrottamente sino al 1932, e della tournée in Europa, 1933, sono da ricordare per brani di un’incredibile profondità come “Mood Indigo” (doppio click per farlo partire)

o stomp ricchi di swing come “Rockin in rhythm”

e per delle “hit” ancora famose come “Sophisticated Lady”

“It don’t mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing)”

o la dolcissima “In a sentimental mood”, qui in una cover del grande Michel Petrucciani, che per espressività si avvicina moltissimo all’originale

Gli anni ’40, sono da ricordare come gli anni di massimo splendore dell’orchestra, in questo periodo sono realizzati pezzi come

“Concerto for Cootie”, dedicata a Cootie Williams componende della banda, qui in una cover di Ryan Kisor e la Lincoln Center Jazz Orchestra

“Cotton tail”

“Take the A train”, che divenne una sorta di sigla d’appertura per gli spettacoli di Duke

Nel 1943 eseguirà per la prima volta la suite “Black, Brown and Beige” ispirata all’integrazione raziale negli Stati Uniti, qui ascoltabile in 4 parti:

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

I primi anni ’50 videro Duke affrontare praticamente da solo i problemi della sua orchestra e l’abbandono di alcuni grandi solisti. Si dovranno attendere gli anni dal ’56 al ’60 per rivedere l’orchestra sulla cresta dell’onda.

Con pezzi come “Such Sweet Thunder”

“Anatomy of a Murder”, colonna sonora dell’omonimo film in cui Ellington fa anche un piccolo cameo

Questo mi permette di ricordare un punto che Duke ha in comune con Calloway: l’essere apparso in molti film e di aver così contribuito ad abbattere le barriere razziale dell’industria dell’intrattenimento americana.

Gli anni ’60 e ’70 furono costellati da tournée in tutto il mondo, da riconoscimenti ufficiali da parte del presidente degli Stati Uniti Nixon, Medaglia Presidenziale della Libertà, e del presidente francese Pompidou che gli concesse la legione d’onore.

Duke Ellington, morì il 24 maggio 1974. Solamente nell’ottobre dell’anno precedente, aveva tenuto presso l’Abbazia di Westminster a Londra il Terzo concerto di musica sacra, un’opera in cui fondeva il jazz con la liturgia cristiana.

“Praise God”

Praise God, cioè Elogiate Dio, e noi credo dobbiamo farlo, almeno, per averci dato Duke Ellington.

Al prossimo venerdì.

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