Il 20 Febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti pubblica su “Le Figaro” il Manifesto del Futurismo. L’avanguardia delle avanguardie.

Diciamolo subito. La cosa che non mi piace del Futurismo è il disprezzo per la donna e il suo carattere “guerraiolo”. Il glorificare la guerra come igiene del mondo, mi fa ricordare le parole di Mussolini quando parlava della guerra in Albania e della mediocre razza italiana.

Dalla sua il futurismo ha avuto un dinamismo unico. Era un’auto lanciata a tutta velocità, una locomotiva che entrava di forza nel sapere umano

Kraftwerk “Trans Europe Express”

(Nota personale: I Kraftwerk, sono un gruppo tedesco del 1970, sono considerati tra i gruppi pionieri del genere pop sintetico. Non sono dei futuristi e non sono guerrafondai, ma la loro musica è qualcosa di unico. Come lo fu il movimento artistico dei futuristi.)

Il Futurismo mirava a rappresentare sulla tela, non le classiche tre dimensioni, altezza, larghezza e profondità (prospettiva), ma anche la quarta, il tempo.

Nel suo ripensare il mondo, non si limitava a riprogettare il modo di scrivere, con l’abbandono del testo scritto che deve seguire ad esempio regole di punteggiatura, a riprogettare il modo di mangiare, ad esempio eliminando la pastasciutta e suggerendo di accompagnare i piatti con suoni e profumi, a riprogettare le città e il modo di viverle, incentrandole  sulla dinamicità e la facilità del trasporto

Kraftwerk, “Autoban” (authoban è il termine tedesco per autostrada)

ma arrivò anche a riprogettare l’uomo. Lo stesso Marinetti era un fautore dell’uomo-macchina, del robot:

Kraftwerk, “The Robots”

Questa idea dell’uomo-macchina fu criticata dal movimento futurista brasiliano, il movimento antropofago fondato da Oswald De Andrade, lo stesso De Andrade citato nella canzone “La domenica delle Salme” di Fabrizio De André. È di De Andrade la frase, che è un invito a tutti i proletati brasiliani di “tenere un cannone nel cortile”.

L’idea dell’antropofagia era quella consumare le altre culture e di farle proprie. Nel manifesto dell’antropofagia si legge la riga “Tupi or not Tupi” celebrazione dei tupi, un gruppo etnico Brasiliano, ma anche la “cannibalizzazione” del celebre “To be or not to be” (“essere o non essere”) di Shakespeare.

“La domenica delle Salme”

Più tranquille furono le relazioni con i raggisti russi, movimento fondato da Michail Larionov e da Natal’ja Gončarova. Quest’ultima famosa per il quadro “Il ciclista”

Kraftwerk,”Tour de France”

La più grande sconfitta del Futurismo è quella di essere entrato nei musei. Il manifesto di Marinetti si concludeva con la frase:

“Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.”

Non ci sono riusciti ed ora i loro lavori sono appesi alle pareti di qualche museo scappato alla loro idea di rimodernamento. Forse è anche per questo che il nostro Paese è così invecchiato.

Al prossimo venerdi.

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