Con l’articolo della scorsa settimana su Daiarn3 ho deciso di concludere la mia “mini panoramica” sul mondo dei robot da combattimento, ovviamente l’argomento meriterebbe una trattazione piu’ completa, ma a me bastava ricordare insieme a voi alcuni dei mitici robot che hanno accompagnato la mia infanzia e dei quali mi ricordavo le sigle con piacere.

Quindi da oggi, pur rimanendo in tema di cartoni animati giapponesi, iniziero’ a parlavi di un altro filone che ho deciso di definire “fantascientifico”.

Il primo cartone di qesta categoria del quale vi parlerò, unisce la solennità di un classico della letteratura cinese, alla spensieratezza dei “beach boys” californiani.

Si tratta di Starzinger:

A questo punto vi starete chiedendo cosa c’entrano la letteratura cinese e i ragazzi californiani, ed io vi rispondo subito:

La storia che sta alla base di Starzinger è una rivisitazione in chiave fantascientifica di un classico della letteratura cinese: Viaggio in occidente, nel quale un monaco buddista accompagnato da 3 discepoli, compie un viaggio avventuroso scontrandosi con demoni malvagi, al fine di arrivare in India (e si, bisogna essere cinesi per considerare l’india a occidente 😉 ) a recuperare importanti testi buddisti.

Nel nostro caso il monaco è sostituito dalla bellissima principessa della Luna Aurora (chissà cosa avrebbe detto Neil Armstrong se l’avesse vista appena sbarcato sul nostro satellite, altro che: “questo è un piccolo passo per un uomo …..”)
ed i discepoli sono 3 coraggiosi cavalieri cyborg, che la accompagnano e la proteggono in un pericoloso viaggio, caratterizzato da cruente battaglie contro mostri sanguinari, fino ad arrivare al Grande Pianeta e ristabilire l’energia galattica.

E fin qui abbiamo spiegato la parte più facile, e i “beach boys” californiani cosa c’entrano ???

Beh la risposta è molto semplice, basta vedere il modo in qui i 3 cavalieri cyborg (Jan Cogh, Don Hakka, Sir Gorgo) conducono le loro piccole navicelle spaziali, stando rigorosamente in piedi, proprio come i migliori campioni di Surf californiani:

Ma passiamo al pezzo forte dell’articolo, la sigla:

Gli interpreti sono superobots, e devo dire che hanno fatto davvero un bel lavoro. La melodia è molto dolce ed a tratti malinconica, però in alcuni momenti fornisce anche una sensazione di solennità.

Adesso però si è fatto tardi, ho una lezione di surf .

Ciao a tutti

Roberto

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