Ed ebbene sì.

Il vostro dinamico duo di bloggers, che poi saremmo io e Roberto, ha partecipato al concerto della PFM che si è svolto a Jesolo lo scorso 19 Maggio 2009.

La PFM, Premiata Forneria Marconi, è una grande band italiana, che durante il concerto mi ha fatto pensare di potergli affibbiare la dicitura di Pink Floyd italiani.

La PFM ha iniziato la sua attività negl’anni ’60 con il nome di I Quelli, band nella quale il cantante era un certo Teo Teocoli.

La fama della PFM è legata alla loro collaborazione con Fabrizio De André, tanto che alcuni la reputano, come ho avuto modo di verificare, una cover band!

Il concerto, a cui abbiamo assistito, era diviso in due parti.
Nella prima si potevano ascoltare alcune canzoni di De André rifatte dalla PFM. Praticamente delle canzoni diverse dagli originali di Fabrizio, ma non stravolte, non snaturate, ma riarrangiate con un gusto rock.

Il concerto, come da tradizione, si è aperto con “Bocca di rosa”

Seguita subito da “La guerra di Piero”, una poesia in musica contro l’assurdità delle guerre.

Dopo la guerra tra i popoli, si passa alla guerra personale, alla rivalsa e alla voglia di “vendetta” di piccolo uomo, “Un giudice”, piccolo sia di statura fisica che morale.

La canzone “Andrea”, arriva a rilassarci un po’ con la sua poesia. Qui nella versione live del ’79. La voce è quella di Faber.

Giugno ’73, una canzone molto personale e toccante, la segue subito dopo:

e quindi “Maria nella bottega del falegname”

(Nota personale: all’inizio, durante il concerto, c’era stato chiesto di battere le mani come fossero il martello del falegname. Purtroppo dopo l’inizio, molti hanno smesso, rovinando un po’ il coinvolgimento emotivo. Un vero peccato!)

lentamente la canzone è diventata “Il testamento di Tito”

“Zirichiltaggia”, che racconta di una discussione accesa tra due pastori sardi.

Subito dopo “La canzone di Marinella”, a cui che gli arrangiamenti della PFM regalo un’ulteriore alone di poesia e di “fiaba”

e poi tutti a urlare con “Volta la carta”

“Amico fragile”, canzone lenta, riflessiva, toccante

Praticamente tutte le canzoni che la PFM ha riarrangiato con Faber per il disco e per i concerti che fecero assieme nel 1979.

Questo concludeva la prima parte del concerto, quella dedicata a Fabrizio De André. Erano circa le 22.30, e alcune persone, alla frase del cantante, Franz Di Cioccio,  “ora eseguiremo alcune canzoni del nostro repertorio, andremo avanti per circa un’ora” risposero alzandosi dai loro posti ed abbandonando il concerto!

Personalmente lo trovo brutto come gesto nei confronti degli artisti e lo interpreto come un “sono venuto per sentire le canzoni di Faber, di voi non mi importa nulla”. Inoltre queste persona hanno pagato il biglietto intero per ascoltare mezzo concerto. Che logica c’è?

Certamente la seconda parte del concerto era completamente diversa, la musica era soprattutto strumentale, ma comunque di qualità assoluta: la PFM non è mica uscita da X-Factor! Lo so che è banale dirlo parlando della PFM, ma voglio far pesare la cosa alla gente che non è rimasta fino alla fine, se per caso leggessero questo post.

Si sono persi, la bella “Il Banchetto”

e la rockeggiante “Maestro della voce”, qui dal love in Giappone

e una commovente e dilatata versione di “Impressioni di settembre”.

Il concerto si chiudeva con “Il Pescatore” di De André; quindi quelli che sono andati via a metà concerto se lo sono perso: peggio per loro!

Dopo “Il Pescatore”, la band è ritornata per un grande saluto fatto da tre brani. Durante uno dei quali, c’hanno invitato a “far casino, un casino positivo” per 30 secondi: è stata la mia prima esperienza di free rock!

La seconda parte del concerto è quella più difficile da documentare senza cadere nella banalità, perché la PFM fa  musica all’attimo, quella che “noi chiamiamo musica al dente”, citando Di Cioccio. I video che ho messo qui, danno solo un’idea di com’era la seconda parte e di cosa si perdono tutti quelli che non restano sino alla fine!

Alla fine di tutto ero contento e completamente senza voce, e credo che possiate immaginarvi il perché.

Purtroppo non sono riuscito a farmi fare l’autografo. Peccato.

Sperando di avere della voce in più,

Al prossimo venerdì.

Annunci