Dopo la pausa dedicata al D-day riprendo a parlarvi di cartoni animati giapponesi. Dopo i robot e le serie dedicate alla fantascienza, ho deciso di esplorare insieme a voi un altro genere:quello che definisco “gli eroi tristi“, vale adire quei protagonisti dalla grandissima forza fisica, dai saldissimi principi morali di altruismo, lealtà e giustizia, ma con gli occhi ed il cuore velati di una grande tristezza.

Il primo esponente di questa categoria non può essere che lui, l’immenso Ken il guerriero

La storia che sta alla base di questo cartone è ambientata in un futuro post-atomico, dove gli esseri umani devono sopportare le difficili condizioni ambientali e le angherie di una serie di personaggi malvagi, che approfittano della situazione per comportarsi da sovrani prepotenti.

In questo contesto si sviluppano le vicende di Kenshiro il 64-esimo successore della divina scuola di Hokuto (un’antichissima istituzione che professa una particolare arte marziale, che attraverso la pressione di particolari punti del corpo, permette di sconfiggere e distruggere l’avversario), il quale dapprima deve lottare per salvare la propria donna Julia, la quale però muore per cause naturali, e successivamente per salvare il genero umano dalla schiavitù  dei sovrani prepotenti.

A fare da sfondo a queste vicende vi è lo scontro fra le diverse scuole di arti marziali e le relative filosofie.

Ovviamente questa descrizione della storia è molto introduttiva, giusto per inquadrare un po il cartone per coloro che non lo conoscono (credo siano davvero pochissimi), per avere informazioni più precise vi consiglio di consultare wikipedia.

Ma torniamo al nostro Kenshiro, personalmente amo molto questo personaggio, dal fisico poderoso e gli occhi di ghiaccio sempre coperti da un velo di tristezza, che parla pochissimo ed ha un carattere apparentemente freddo e distaccato, ma sempre pronto a combattere con tutta la sua forza per difendere i deboli e gli oppressi.

In lui si vedono i tratti caratteristici degli antichi samurai: Il senso di giustizia, la lealtà, l’altruismo, il senso di reponsabilità nell’uso di un’immensa potenza fisica capace di essere distruttiva.

Credo che Ken sia quello che in fondo tutti noi vorremmo avere il coraggio di essere.

Passiamo adesso al “piatto forte” dell’articolo di questa settimana, la sigla:

Cosa dire di questa sigla, io la trovo solenne ed emozionante, credo che aiuti lo spettatore ad entrare nella vicenda ed ad assumere il punto di vista del nostro Ken. Gli autori sono Claudio Maioli (voce e compositore della musica) e  Lucio Macchiarella (autore del testo), vi invito a leggere questa bella intervista ai due autori pubblicata nel sito http://www.hokutonoken.it/intervista-maioli-macchiarella.htm

e vi propongo, sempre dal sito http://www.hokutonoken.it due video con un saluto degli autori:

Claudio Maioli:

Lucio Macchiarella:

Adesso vi saluto anch’io perchè ho un appuntamento con il dermatologo, visto che mi sono usciti 7 “strani bozzi” sul petto, chissa di cosa si tratta.

Ciao a tutti.

Roberto

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