La settimana scorsa ho terminato con la categoria di cartoni dedicati al tema: “guardie e ladri”, da oggi cambio argomento e passo ad un tema più “edificante” e vi parlerò di sport.La protagonista dell’ascolto di questa settimana è una ragazzina che all’apparenza sembra timida ed indifesa, ma davanti ad una rete da pallavolo si trasforma in una forza della natura. Naturalmente sto parlando di Mimì Ayuhara

Il cartone è stato pubblicato in italia con il titolo: “Mimì e la nazionale di pallavolo”, mentre il titolo originale sarebbe stato: “Attack N. 1”, devo dire che trovo più suggestivo quello originale , anche se  sembra il nome di un videogame sparatutto ;-).

La giovane protagonista Mimì Ayuhara, (nella prima versione della traduzione in italiano veniva chiamata solo con il cognome anche dai propri familiari !!! mentre il nome nella versione originale è: Kozue) è una liceale innamorata della pallavolo, che con moltissimi sacrifici, riesce ad imporsi nel campionato nazionale scolastico di pallavolo. Successivamente crescendo entra a far parte della nazionale maggiore del Giappone, insieme alla sua amica del cuore Midori.

La nostra eroina partecipa a due edizioni dei campionati modiali: la prima disputata negli States nella quale il giappone si classifica secondo perdendo in finale contro l’Unione Sovietica, la seconda in Bulgaria dove Mimì ed il resto della squadra conquistano il tetto del mondo (pallavolistico) in una finale-rivincita sempre contro l’Unione Sovietica.

La serie si conclude con questa importantissima vittoria e con Mimì che riceve il prestigioso riconoscimento di “migliore giocatrice” (Attack n.1 da cui il titolo originale) e guarda con speranza alla partecipazione alle olimpiadi di Monaco 1972.

Il cartone è ambientato nei primi anni ’70 (visto il riferimento a Monaco 1972) ed effettivamente le migliori squadre di pallavolo femmininile del mondo erano proprio il Giappone e (l’allora) URSS. Inoltre l’edizione dei giochi olimpici di Monaco 1972 verrà ricordata non tanto per le imprese sportive ma per i tragico attentato terroristico compiuto ai danni degli atleti israeliani.

Ma passiamo alla sigla:

Cantata da una giovanissima Georgia Lepore. Devo dire che la trovo una sigla abbastanza particolare, infatti inizia in maniera molto energia quasi da sembrare una canzone “dance”, poi il ritornello: “… con le mani tiri come uragani …” cantata dalla vocina dolce e sottile della Lepore mette nel cuore una piccola “nota di tristezza”. La trovo comunque adatta al cartone dove vengono messe in evidenza i grandi sacrifici per arrivare a raggiungere i risultati più importanti (tipici temi di molti cartoni che  abbiamo visto finora).

Adesso pero’ vi lascio, ho trovato un pallone da pallavolo e voglio vedere se riesco a colpirlo così forte da trasformarlo in una “ciambella”.

Ciao a tutti

Roberto

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