Questa settimana continuiamo con i cartoni animati giapponesi, ma cambiamo genere (per l’ennesima volta 😉  ),  questo articolo (così come quelli che lo seguiranno) ha una particolarità:Se lo strizzate esce del MIELE!

Infatti oggi inauguriamo il filone dei cartoni: “dolci e strappalacrime”. Il nostro ospite di questa settimana è la mitica Heidi (Arupusu no Shōjo Haiji nella versione originale):

Come sicuramente saprete, la trama del cartone è basata sulle vicende del romanzo omonimo di Johanna Spyri.

Heidi  è una bambina molto simpatica e vivace che rimane orfana molto presto e viene allevata dalla zia Dete fino all’età di 6 anni.
Successivamente la zia trova un lavoro a Francoforte e, suo malgrado, si ritrova costretta ad affidare la piccola al nonno, un vecchio burbero che conduce una vita solitari fra i monti.

La nostra amica si abitua ben presto alla vita da montanara, facendo amicizia con Peter un giovane pastore del luogo ed apprezzando particolarmente lo stretto contatto con la natura. Inoltre con la sua dolcezza riesce ad intenerire il cuore del nonno.

Successivamente la zia Dede, pentendosi di avere abbandonato l’amata nipotina in mezzo ai monti, cerca di rimediare procurandole un lavoro a Francoforte, come dama di compagnia di Clara, una ragazzina costretta sulla sedia a otelle.

Anche a Francoforte la nostra Heidi riesce a farsi amare da tutti (compresa la signora Rottenmeie, severa governante) , e pur dovendo affrontare molte difficoltà riesce a convincere Clara a trascorrere un periodo di vacanza tra i monti. Durante questa vacanza le condizioni di Clara migliorano a tal punto da permetterle di tornwre a camminare.

La storia si conclude con Heidi che rimane definitivamente a vivere con il nonno.

Sono sempre stato molto affascinato da questa produzione giapponese che è riuscita a mantenere sempre un “sapore europeo”, per non parlare dei valori positivi (amicizia,altruismo) che vengono profusi a man bassa. In fondo credo che noi tutti vorremmo essere come Heidi e portare la gioia in ogni luogo cove

passiamo alla sigla cantata da Elisabetta Viviani:

Si tratta di un classico, ogni volta che la sento mi sembra di tornare bambino.

Adesso però vi devo lasciare, vado sui montu a salutare qualche capra.