Nella società attuale è di vitale importanza l’omologazione.

Tutto quello che non ricade dentro alcuni parametri ben definiti è visto con diffidenza. Perché quello che non presenta i nostri canoni estetici non fa parte del nostro gruppo e quindi deve essere emarginato.

Da emarginare sono tutti quelli che sono diversi dalla maggioranza, diversi per il loro colore, per il loro orientamento religioso, politico, sessuale.

Tutte cazzate! L’unico motivo ammissibile è la cattiveria della persona presa come singolo.

Queer è un termine che racchiude al suo interno la “comunità” gay, lesbica, transex e bisex ed in origine aveva una forte connotazione negativa. Oggi le cose sono un po’ cambiate.

Di recente, la comunità GLBT, soprattutto a Roma,  è stata oggetto di attacchi molto pesanti. Questo post, attraverso le canzoni di alcuni artisti, vuole esprimere solidarietà a delle persone che sono perseguitate solo per i loro gusti sessuali.

Queen “I want to break free”

Video simpatico, in cui si può ammirare qualche esempio giocoso di travestitismo e l’edonismo del corpo di Mercury.

(Nota personale: per chi segue un po’ i messaggi subliminali nella canzone “Barcelona”  è presente un backmasking in cui si può sentire Mercury che dice “ho un uomo”)

Parlando di “travestitismo” non possiamo dimenticare i Culture Club e il loro frontman Boy George

“Do you really want to hurt me?” (“Veramente mi vuoi far male?”)

Nel video è divertente vedere come si scandalizzano le persone in piscina all’apparire di George, molto meno divertenti sono le scene del processo e della galera che riportano alla memoria il fatto che in Gran Bretagna l’omosessualità era illegale e tratta come una malattia mentale sino al 1945!

A tale riguardo basta ricordare le recenti scuse di Gordon Brown nei confronti di Alan Turing e, andando un po’ indietro nel tempo,  la celebre lettera di Oscar Wilde resa famosa da Benigni

(Nota personale: Viene da chiedersi come abbia fatto il nostro Paese qui portato d’esempio a diventare un posto in cui si picchiano le persone per i loro orientamenti sessuali)

Discorso toccante e anche la canzone che lo segue non è da meno.

Per concludere con il grande  Elton John, con una canzone-augurio “I’m still standing”: Io sono ancora in piedi.

In fondo, in fondo, ognuno di noi è diverso in qualcosa, ed è proprio questa diversità che ci fa progredire.

Al prossimo venerdì.

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