Quando nel 2005 lo vedemmo nei nostri televisori, a tutti sembrò il classico ragazzo che non avrebbe fatto strada.

Uno di quelli che se andava a lavorare in miniera, forse era meglio!

E in un certo senso, lui in miniera c’è andato sul serio!

Simone Cristicchi, classe 1977 romano di nascita e di famiglia, si presenta al grande pubblico nel 2005 con il colorato e scanzonato brano “Vorrei cantare come Biagio”

Brano che nella sua apparente leggerezza, sottolinea come, alcuni artisti, divengano dei veri e propri tormentoni (“pesante la tua musica leggera, la trovi su cd, lp e su dischetti per tastiera” praticamente ovunque!) e, aiutato dal video, mette in luce le difficoltà di un cantante emergente che deve anche confrontarsi con i soliti “Gatto e Volpe”.

Da questo punto di vista il  brano non deve essere visto come la canzone di uno che prova a sfondare a spese di uno più famoso ma, semmai, come uno che ne ha “bussato a molte porte” e  sta per gettare la spugna. Cristicchi prima di questo bravo:

nel 1997, essendone un profondo conoscitore, partecipò ad una serata dedicata al cantautore statunitense Jeff Buckley interprete di brani come

“Hallelujah” di Leonard Cohen (doppio click per ascoltare il brano)

e “Lover, you should’ve come over”

alla stessa serata sono presenti Morgan, dei Bluvertigo, e Cristina Donà

nel 1998 partecipò e vinse con il brano “L’uomo dei bottoni” il “Concorso Nazionale Cantautori”

nel 2000 aprì i concerti di Max Gazzé e Niccolò Fabi. Nello stesso anno pubblicò il primo singolo “Elettroshock” con un buon successo radiofonico.

nel 2002 pubblicò il secondo singolo “Maria che cammina sull’autostrada” e partecipò, purtroppo eliminato, al programma “Destinazione Sanremo”, presentato da Pippo Baudo e Claudio Cecchetto, con il brano “Leggere attentamente le istruzioni”.

nel 2003 presentò il brano “Studentessa universitaria” alla giuria del Festival, che venne bocciato da Tony Renis. Nello stesso anno però vinse il premio Cilindro d’argento nel concorso Una casa per Rino, festival dedicato a Rino Gaetano. Da qui inizia una importante attività live con la cover band CiaoRino, con la quale aprirà i concerti di Max Gazzé, Niccolò Fabi e Marlene Kuntz.

E quindi il 2005, anno della presentazione del brano che lo rese famoso e che apre questo ascolto. Una curiosità, lo stesso Antonacci lo presentò in anteprima il 12 aprile al Palalottomatica di Roma. Se non altro è uno che sta al gioco!

Nello stesso anno esce il suo primo album “Fabbricante di canzoni”, che contiene il tormentone “anti-Antonacci” e quella “Studentessa universitaria”, scartata da una certa giuria, che vincerà il Premio Musicultura (già premio Recanati) e la Targa della critica. Per la lista completa dei premi vinti quell’anno vi rimando alla biografia del sito ufficiale di Simone (in fondo a questo ascolto).

(Nota personale: All’inizio Simone entra in video con la valigetta che portava nel primo video, quasi a creare un filo di connessione tra i due)

Del primo album, uscito anche in una edizione speciale post Sanremo nel 2006 contenente anche la traccia arrivata seconda alla 56esima edizione del Festival

“Che bella gente”

contiene anche il duetto con Sergio Endrigo in “Questo è amore”

due pezzi questi in cui scopriamo un Cristicchi, serio, profondo e capace di esprimersi completamente anche in una canzone d’autore non sua.

Il disco è scelto da “Stylus Magazin” come disco della della settimana, non accadeva da tre anni per un LP italiano, e Simone riceve lodi dal recensore.

Sempre nel 2006, si cimenta anche in un improbabile tormentone balneare “Ombrelloni”, in cui vengono derisi i testi delle canzoni estive

Nel 2007, Simone partecipa a Sanremo con la canzone “Ti regalerò una rosa” e vince nella categoria Campioni

I “matti” sono un po’ una costante nella produzione di Cristicchi, nella canzone “Che bella gente” li preferisce ai “normali”, poi dedica questa canzone ad uno di loro. Sviluppa ancora di più il tema in un libro “Centro di igiene mentale” edito da Mondadori in cui raccoglie testimonianze dirette, lettere e documenti che esprimono una umanità censurata nelle cartelle cliniche.

Nello stesso anno, partecipa al disco “Rasoi di seta” nel quale alcuni cantautori interpretano poesie di Alda Merini. Simone duetta con Giovanni Nuti nella canzone “I poeti”

Sempre del 2007 è il secondo album “Dall’altra parte del cancello”, che contiene il pezzo che gli ha fatto vincere Sanremo. Il cancello del titolo potrebbe essere quello dietro al quale di trova Antonio di “Ti regalerò una rosa”. Nello stesso LP è presente una divertente “Italia di Piero” con tanto di marcetta dei bersaglieri

(Nota personale: Ma Piero…è un ballista o uno dei tanti matti?)

Anni 2008-2009 Cristicchi è in giro per l’italia con il Coro dei Minatori di Santa Fiora.

“Volemo le bambole”

Un coro di arzilli settantenni e più, con cui Cristicchi ripesca e modifica aggiornandole, “quelle meglio son del premier”, un po’ le canzoni delle popolari.

Sarà la bellezza delle terre toscane che rigala tanta forza a questi cantanti ed è pure contagiosa!

“Volemo le bambole” a La notte della taranta

avete notato? Il presentatore parla, ma il pubblico continua a cantare Volemo le bambole, tanto che il Coro e Cristicchi ripartono per un paio di strofe!

Forti no?

Per conosce meglio Simone e le sue attività che vano oltre a quelle di semplice cantante, vi consiglio di visitare il suo sito www.simonecristicchi.it in cui potete trovare anche questo video di presentazione del prossimo DVD con il resoconto del tour assieme al coro dei minatori

e poi c’è anche il blog www.cristicchiblog.net

Al prossimo venerdì.