Il primo novembre 2009, si è spenta Alda Merini.

Ora tutti le riconoscono il ruolo di Poetessa; ma per molti anni Alda è stata emarginata da molta di quella gente che ora la piange.

Una vita segnata dall’esperienza straziante dei manicomi.

La vita che “non ha senso” ma che ti dà un senso, come disse a Bonolis.

Una vita che Alda ha saputo ascoltare, amare e che ha trasformato in parte in Poesia, come testimonia il titolo di una raccolta “Più bella della poesia è stata la mia vita”.

Molti, purtroppo, conosceranno Alda solo per le battute di Maurizio Milani durante i suoi interventi a “Che tempo che fa”.

Personalmente il mio primo incontro con Alda, l’ho avuto grazie al “Maurizio Costanzo Show”. Ero molto più giovane, avrò avuto circa vent’anni e mi ricordo di aver provato una grande compassione per quella “vecchia signora” che di fronte a tutti, con un dolore fisico, parlava delle sue difficoltà quotidiane, dei suoi problemi economici.

Ho un ricordo vago della puntata, Alda recitava una sua poesia in cui parlava, mi pare, del dolore di una madre. Ricordo invece chiaramente il mio choc quando capii che parlava di sé, quella madre era lei quel dolore era il suo.

Molte sue poesie sono state tradotte in canzoni, come “I Poeti” che già abbiamo ascoltato quando parlando di Simone Cristicchi

o come quelle cantate da Milva

“Sono nata il 21 a primavera”

o il brano che Alda ha dedicato a Milva, “Gli occhi di Milva”, tutti lavori contenuti in “Milva canta Merini”

Nel 2001, Alda compie un gesto veramente pop. A settant’anni posa seminuda per la copertina del cd “Canto di spine” del gruppo Altera, in cui erano musicate poesie di Merini, Montale, Pasolini, Quasimodo, Ungaretti, Pavese, Caproni, Cardarelli, Govoni, Saba, Crovi e canzoni di De André

Un gesto provocatorio, ma molto meno disturbante di certi “culendari” che si possono acquistare in edicola.

Ad Alda, alla sua grandezza, non solo poetica, il professor Roberto Vecchioni ha dedicato una canzone-biografia che se ascoltata con attenzione commuove

“Canzone per Alda”

Straziante il verso, “non scrivo più/mi legano i polsi” rimando crudele all’esperienza del manicomio.

Scrivendo questo post, mi sono reso conto di quanto c’è da imparare da Alda, ad iniziare da quella discussione di circa il senso della vita con Bonolis.

Vi segnalo il sito ufficiale di Alda Merini: http://www.aldamerini.com/

Al prossimo venerdì.

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