Non preoccupatevi, non è come pensate, non ho deciso di riprendere a stressarvi con i cartoni giapponesi, ovvero ho deciso di farlo solo questa settimana.
E per quale motivo? chiederete voi, vi rispondo subito:

Vi ricordate l’articolo che ha pubblicato Antonio esattamente un anno fa? parlava di Giacomo, una  nuova stella apparsa nel cielo.
Beh oggi quella stella ha un anno in più ed è sempre più splendente, inoltre fonti molto attendibili mi hanno fatto sapere che ama già guardare i cartoni animati, e in particolare i Barbapapà, per questo motivo ho deciso di parlarvi di questo cartone animato giapponese.

Cosa posso raccontarvi di questi simpatici personaggi che oggi emozionano Giacomo e gli altri “cuccioli” come lui, nello stesso modo in cui hanno emozionato noi che adesso siamo “grandicelli”?

Iniziamo conoscendo gli ideatori: i coniugi Annette Tison e Talus Taylor (architetto francese lei, docente di matematica statunitense lui) che hanno iniziato nel 1969 a pubblicare un fumetto che narra le vicende di questi esseri di “zucchero filato” (il nome Barbapapà, in francese Barbe à papa significa proprio zucchero filato) sempre in prima libera per proteggere l’ambiente e gli animali, approfittando della loro possibilità di trasformarsi in qualsiasi cosa.
Dal fumetto è stata poi ricavata la serie di cartoni animati  che tutti conosciamo (coprodotti dalla televisione olandese Polyscope e le giapponesi K&S e Top Craft), pubblicati per la prima volta in Italia nel 1976, e riproposti oggi nella tv digitale terrestre (purtroppo non so dirvi il canale).

Ma conosciamo un po meglio i personaggi:

  • Il capostipite: Barbapapà, di colore rosa e dalle dimensioni enormi, che compare per la prima volta dal terreno di una villetta spaventando gli adulti ma diventando subito un grande amico di due bambini: Francesco e Carlotta.
  • La moglie: Barbamamma, di colore nero, dalle forme più aggraziata rispetto al marito.

Poi i figli della coppia:

  • Barbabella, di colore viola, vanitosa e amante dei gioielli.
  • Barbaforte, di colore rosso, amante dello sport e dell’attività investigativa.
  • Barbalalla, di colore verde. musicista e appassionata di botanica ed ecologia.
  • Barbabarba, di colore nero e dall’aspetto peloso, un artista con la pelliccia spesso imbrattata di colori.
  • Barbottina di colore arancione, la “secchiona” della famiglia.
  • Barbazoo di colore giallo, amante degli animali e dell’ecologia.
  • Barbabravo di colore blu, scienziato ed inventore “pasticcione”.

Ma passiamo alla sigla: “La famiglia di Barbapapà”, scritta e interpretata da Roberto Vecchioni insieme ad un coro di voci bianche: Le mele verdi:

La melodia è dolce,  stralunata e sognante, in una parola: BELLISSIMA!

Adesso però devo lasciarvi, devo andara a tagliarmi la BARBA ;-P.

Ciao a tutti.

Roberto

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