La scorsa settimana abbiamo raggiunto il primo quinto della lista. Abbiamo fatto tanta strada, ma davanti a noi ci sono ancora ben 400 canzoni da scoprire.

Come ricordo sempre, la lista non è da interpretare come “la prima è la migliore” ma come “queste sono 500 canzoni che in un modo o nell’altro hanno fatto la storia della canzone”.

Come sempre ricordo il link alla lista originale di Rolling Stones. E adesso continuiamo con altre 20 posizioni.

101. Voodoo Child (Slight Return), Jimi Hendrix

(Nota personale: la chitarra di Hendrix è un pennello che lancia segni di colore acido sull’animo di chi l’ascolta. Uno strumento riconoscibile tra mille, com’è riconoscibile il “wha-wha” di questa Voodoo Child.)

102. Be-Bop-A-Lula, Gene Vincent and His Blue Caps

(Nota personale: Un titolo senza senso per una canzone mitica. Il titolo sembra richiamare quello di un altro pezzo “Be-Baba-Leba”, il titolo di una canzone R&B di discreto successo cantata da Helen Humes che successivamente incisa da Lionel Hampton con il titolo “Hey! Ba-Ba-Re-Bop” si rifà alle frasi dei circoli jazz degli anni quaranta, frasi che finirono per dare il nome ad un genere il bebop)

103. Hot Stuff, Donna Summer

(Nota personale: La regina della Disco! E questo pezzo è la quintessenza della disco music, con un tocco di batteria che stizza l’occhio al rock. Il pezzo è ritornato di moda, se mai non lo fosse stato, grazie al film Full Monty, in cui alcuni cassintegrati lo usavano per un loro divertente spogliarello!)

104. Living for the City, Stevie Wonder

(Nota personale: 7 minuti di film le cui immagini sono dipinte dalla musica e dalla voce del ragazzo prodigio Stevie Wonder. La storia quella di un ragazzo di colore che lascia la città di nascita Hard Times (cioè Tempi Difficili), per cercare fortuna a New York. Sarà scambiato per un “negro spacciatore di droga”, come canta Stevie nella canzone)

105. The Boxer, Simon and Garfunkel

(Nota personale: la storia di un giovane boxer di New York, senza amore, senza casa, senza lavoro; ma anche se alla fine se ne va piangendo e gridando “Me ne vado” il lottatore che è in lui resta. Fu la canzone di apertura del primo Saturday Night Live che andò in onda dopo l’attacco del 11 Settembre 2001)

106. Mr. Tambourine Man, Bob Dylan

(Nota personale: canzone testo poetico e trasognato. Un barbone richiede ad un tamburino di suonargli una canzone, che gli tenga compagnia, che gli faccia dimenticare  il dolore di oggi almeno fino a domani. In queste frasi qualcuno ha visto nella figura del tamburino uno spacciatore di droga. A sostegno di questa tesi, c’è il fatto che nello slang di New York il tambourine è lo spacciatore di marijuana e ad una storia raccontata da un ex manager di Bob secondo cui, Dylan spiegò ad alcuni fans che la figura del tamburino è proprio quella dello spacciatore di droga)

107. Not Fade Away, Buddy Holly and the Crickets

(Nota personale: canzone importante per il ritmo che si rifaceva a quello del grande Bob Diddley, ma qui Holly lo fa completamente proprio. Della canzone venne fatta un cover da parte dei Rolling Stones e Bruce Springsteen la omaggia parafrasandone una frase nella sua “Pink Cadillac”)

108. Little Red Corvette, Prince

(Nota personale: la prima volta che prince entra nella top ten, e lo fa con una canzone dal testo pieno di riferimenti sexy, una canzone all’inizio calma che poi pian piano esplode in un assolo di chitarra)

109. Brown Eyed Girl, Van Morrison

(Nota personale: la chitarra come protagonista, una voce particolare e un “sha-lalla-lalla” che fu una croce per Morrison quando si trovava a cantare in playback. La canzone è ritornata di moda grazie al film “A letto con il nemico” con al bellissima Julia Roberts.)

110. I’ve Been Loving You Too Long (to Stop Now), Otis Redding

(Nota personale: una canzone immortale, cantata con un trasporto tale da far partecipe chi la sente. “Ti ho amato per troppo tempo per smettere per adesso” e si sente tutto il dolore di chi non vuole che una storia finisca)

111. I’m So Lonesome I Could Cry, Hank Williams

(Nota personale: una canzone rilasciata come b-side per paura di scontentare troppo gli abituali ascoltatori di questo cantante country. Una canzone che fu riscoperta dopo la sua tragica fine, una canzone avanti rispetto a tutte le altre del suo tempo. Williams era un cantante country che cantava dell’America povera, di quella che la depressione del ’29 l’aveva conosciuta benissimo, di barboni e di emarginati. Williams morì il primo gennaio del 1953, mentre in macchina veniva portato ad un concerto in cui doveva esibirsi. Accanto a lui venne ritrovata una canzone mai incisa “Then The Fateful Day Came” (“Dunque il giorno fatale è giunto”). Cinque giorni dopo la sua morte uscirà il brano “I’ll Never Get Out of This World Alive” (“Non uscirò mai vivo da questo mondo”), titolo terribilmente profetico).

112. That’s All Right, Elvis Presley

(Nota personale: una cover di un pezzo di Arthur Crudup, che velocizzato passa dal blues al rock & roll)

113. Up on the Roof, The Drifters

(Nota personale: una rilassante canzone estiva dedicata a chi va a prendere il sole sul tetto della sua casa a New York)

114. Da Doo Ron Ron (When He Walked Me Home), The Crystals

(Nota personale: canzone leggera leggera tipa dello stile pop degli anni ’60. Il verso senza senso “Da Doo Ron Ron” e la musica trascinante che esalta la voce della cantante Dolores “LaLa” Brooks ne fecero uno dei maggiori successi del gruppo che arrivò al numero 3 della top 100)

115. You Send Me, Sam Cooke

(Nota personale: canzone dolce, rilassante, che non venne apprezzata al momento della registrazione, tanto che l’etichetta decise di licenziare Cooke ritenendo che stesse virando troppo verso una musica leggera allontanandosi dal r&b che aveva fatto fino a quel momento. Per tutta risposta la canzone arrivò prima in classifica nel ’57 facendo di Cooke uno dei fondatori del soul.)

116. Honky Tonk Women, The Rolling Stones

(Nota personale: Scritta da Jagger e Richards mentre erano in vacanza si fa ricordare per lo scampanellio di fondo e per la chitarra che gli regalano qual qualcosa da localaccio fumoso di infimo ordine. La canzone segna anche l’ingresso nella band di Mick Taylor)

117. Take Me to the River , Al Green

(Nota personale: probabilmente la versione dei Talking Heads di questa canzone è più famosa, ma l’originale è di Al Green, che la scrisse in un momento della sua vita in cui cerva una stabilità maggiore. I versi “portami al fiume/lavami/pulisci la mia anima” riflettono appunto questa ricerca)

118. Shout (Parts 1 and 2), The Isley Brothers

(Nota personale: canzone famosissima grazie al film culto “Animal House” e di recente diventata tormentone del programma “Matricole e meteore”! La canzone è un tempo di corsa trascinante che ti fa letteralmente alzare dalla sedia e ballare, il tutto aiutato da una potente voce che grida (shout) il testo della canzone)

119. Go Your Own Way, Fleetwood Mac

120. I Want You Back,The Jackson 5

(Nota personale: Michael era ancora piccolo ma già aveva una forza sul palcoscenico che più di qualche adulto gli invidiava. I 5 Jacson erano Jackie, Jermaine, Tito, Marlon ed il piccolo Michael. Formatosi nel 1966 il quintetto vide avvicendarsi negli anni tutti i fratelli Jackson. Nella sua storia il gruppo ha pubblicato 26 album, in quello del 1989 2300 Jackson Street, nella traccia con lo stesso nome cantano tutti i fratelli e le sorelle Jackson ad eccezione di La Toya)

E questa era la ventesima canzone di oggi.

Al prossimo venerdì.