Oggi è venerdì, ma non è un venerdì come gli altri.E’ il Venerdì Santo, il giorno in cui si ricorda la Passione di Gesù Cristo, in attesa della Pasqua di Risurrezione.

Come forse avrete intuito a Natale (quando vi ho raccontato che preferivo il presepe all’albero) io mi considero un “credente”, quindi oggi desidero parlarvi proprio della Passione.

Al giorno d’oggi è diventato difficile parlare di religione cattolica, innanzitutto perchè la Chiesa, soprattutto quella inglese, non sta assolutamente facendo una “bella figura”, inoltre ormai esiste una sorta di “ipersensibilità” in tema religioso, per non offendere la sensibilità di chi professa una religione diversa, sembra quasi che non si debba mai parlare di religione o mostrare simboli religiosi.

Ma anche se è difficile ho deciso di farlo lo stesso, senza nessuna volontà di offendere chi non la pensa come me (rimanendo ovviamente a disposizione per eventuali commenti).

Con questo articolo sul venerdì Santo, desidero proporvi alcuni diversi modi con i quali il mondo dell’arte ha interpretato gli eventi della Passione.

Iniziamo con due dipinti di Salvador Dalì, Corpus hypercubus:

e Cristo di San Juan de la Cruz:

In questi casi secondo me la suggestione nasce soprattutto dalle scelte geometriche dell’autore, la “croce ipercubica” oppure la visione prospettica “estremizzata” rendono queste opere davvero originali, ed emozionanti.

Passiamo al Cinema e vediamo il punto di vista di un regista molto controverso: Pier Paolo Pasolini con alcune scene dal film: La Passione secondo Matteo:

Trovo che l’uso del bianco e nero, unita all’interpretazione da parte di attori non professionisti, renda il film molto “essenziale”, che impone allo spettatore di tralasciare gli aspetti “estetici” per concentrarsi sulle intenzioni comunicative del regista.

Rimaniamo nel mondo del Cinema, passando ad un regista sicuramente più “immaturo” di Pasolini e maggiormente inserito nell’ambito dello star system hollywoodiano, l’australiano Mel Gibson con The Passion of the Christ:

In questo caso l’aspetto estetico è quasi preponderante, inoltre la scelta rivoluzionaria del regista di far interpretare il film utilizzando le lingue originali del tempo (l’aramaico, il latino, il volgare germanico, ecc…) tende a far distogliere lo spettatore dal dialogo, che viene “sbirciato” nei sottotitoli, mentre a parlare sono soprattutto le immagini,  molto suggestive anche se forse eccessivamente sanguinarie (il film stato accompagnato da intense polemiche a causa della violenza delle scene e di una presunta tendenza antisemita).

Concludiamo in musica con un’aria tratta dall’opera La passione secondo Giovanni, di Johann Sebastian Bach:

La musica classica, soprattutto quando raggiunge questo livello di qualità, mi mette quasi in soggezione. In questo caso la drammaticità degli eventi della Passione, viene rappresentata musicalmente in maniera molto intensa e quasi malinconica.

Finisce qui questa mini escursione sulla Passione vista da diversi artisti. Spero che le immagini e le musiche che vi ho proposto vi abbiamo aiutato a riflettere sul significato della giornata odierna, sia che vi riteniate credenti o meno.

Non mi resta che augurare una Buona Pasqua a voi tutti, e a coloro che amate.

Ciao a tutti

Roberto

Annunci