Altro venerdì, altre 20 canzoni sempre dalla lista delle migliori 500 di sempre secondo Rolling Stones.

141. All I Have to Do Is Dream, The Everly Brothers

(Nota personale: un duo di fratelli, che finì per influenzare con il suo stile gruppi come i Beatles, Beach Boys, i Bee Gees e Simon and Garfunkel. Sono ancora in attività esibendosi dal vivo.)

142. Please, Please, Please, James Brown

(Nota personale: “un pezzo di merda” queste erano le parole del principale della casa discografica con cui Brown doveva pubblicare questo pezzo. Non male come recensione per una canzone che aiutò a James a farsi conoscere. Conoscere soprattutto come ballerino; le sue mosse e spaccate influenzarono altri cantanti tra cui Michael Jackson, Prince e MC Hammer che nel suo video Too Legit lo ebbe accanto.)

143. Purple Rain, Prince

(Nota personale: questa canzone faceva parte della colonna sonora del film 1985 “Purple Rain” per la quale Prince vince il premio Oscar)

144. I Wanna Be Sedated, The Ramones

(Nota personale: traendo ispirazione dai propri problemi, i Ramones composero questa canzone con una chitarra ossessiva e ripetitiva. Una compulsione musicale che non seda affatto chi l’ascolta)

145. Everyday People, Sly and the Family Stone

(Nota personale: Sly prima di fondare questo gruppo, faceva il DJ ed ebbe modo di lavorare con molti grandi della musica, Dylan, Hendrix, James Brown. Questa canzone fu il suo primo numero uno. A testimoniare l’importanza storica di questo gruppo e della loro musica, ci pensarono gli Arrested Development che li citarono nella loro “Everyday People”)

146. Rock Lobster, The B-52’s

(Nota personale: arragosta rock? pesce cane? pesce gatto? balena in bikini? Certo il testo è una bella zuppa di mare, e anche la musica: senza basso! Questo era il primo single dei B-52 che anni dopo avremmo aprezzato di più per la loro “Love Shack”

147. Lust for Life, Iggy Pop

(Nota personale: in attività dal 1967, Iggy Pop è IL Punk: sia nella musica che nelle sue esibizioni dal vivo. Nella sua carriera ha pubblicato 18 album. Questa canzone, scritta assieme a David Bowie fa parte, con una testo ripulito, della colonna sonora di Trainspotting. Questo ne ha riconfermato la valenza di classico e gli ha aperto le porte alluso commerciale in pubblicità di auto e viaggi)

148. Me and Bobby McGee, Janis Joplin

(Nota personale: uscito poco meno di un anno dalla sua morte, è anche l’unico numero uno di quest’artista dalla potente voce. Il pezzo è un country molto lontano dal blues che l’aveva resa famosa. Di lei si ricordalo stile emancipato che voleva sottolineare l’uguaglianza tra bianchi e neri. Tanto che arrivò a comprare una lapide più decente per Bessie Smith, cantante che lei apprezzava e che era morta nel 1937 perché dopo un incidente d’auto non fu aiutata subito perché “negra”)

149. Cathy’s Clown, The Everly Brothers

(Nota personale: passati alla neonata etichetta Warner Bros, scartarono otto canzoni prima di scegliere questa. Ebbero ragione realizzando un nuovo numero uno!)

150. Eight Miles High, The Byrds

(Nota personale: canzone scritta durante il volo che portò la band dall’America in Inghilterra, anche se dopo anni di diniego, i componenti della band ammisero che era ispirata e rivolta anche al loro consumo di stupefacenti. Impressionante la chitarra che richiama suoni orientali che richiama quasi il sitar)

151. Earth Angel, The Penguins

(Nota personale: canzone dolce dolce che certamente si porta dietro tutti i suoi anni, è del 1954, ma non per questo non è godibile. Registrata in un garage finì per diventare un classico che ancora oggi possiamo ascoltare in alcuni film che raccontano quegli anni. Uno tra tutti: “Ritorno al futuro”)

152. Foxey Lady, Jimi Hendrix

(Nota personale: il suono distorto della chitarra è quello che lo ha reso famoso. Qui inizia da lontano, come fosse un ricordo che ritorna, un bolide che si avvicina e poi l’esplosione della chitarra che ti travolge. Un pezzo storico)

153. A Hard Day’s Night, The Beatles

(Nota personale: una delle tante canzoni dei Beatles che hanno fatto impazzire milioni di persone.)

154. Rave On, Buddy Holly and the Crickets

(Nota personale: canzone del 1958, uno degli ultimi hit di Buddy. Morirà l’anno successivo in un incidente aereo durante una tournée)

155. Proud Mary, Creedence Clearwater Revival

(Nota personale: mescolanza di stili c’è un po’ di rock and roll, di blues, di gospel e soul e un riff di chitarra che difficilmente si scorda. E sì, la canzone non si chiama “Rollin’ on the River”)

156. The Sounds of Silence, Simon and Garfunkel

(Nota personale: questa versione è com’era stata pensata da Simon e Garfunkel. La prima versione rilasciata dalla casa discografica era una versione arricchita con batteria e chitarre elettriche, che venne realizzata dal produttore senza interpretare i due artisti!)

157. I Only Have Eyes for You, The Flamingos

(Nota personale: Cover di una canzone del ’34 rivista per essere al passo coi tempi, 1959. “I only have eyes for you” con la sua musica ossessiva, la voce calda del cantante e un’intrigante coretto di “doo-bop-sh-bop” fu un successo di questo grande gruppo dell’era doo-wop.)

158. (We’re Gonna) Rock Around the Clock, Bill Haley and His Comets

(Nota personale: anche se non è la prima canzone rock della storia, divenne l’inno dei giovani degli anni ’50 e contribuì a portare il rock al grande pubblico.)

159. I’m Waiting for the Man, The Velvet Underground

(Nota personale: scritta da Lou Reed è uno dei pezzi classici di questo gruppo. Il tema tratta di una persona che vuole comprarsi 26 dollari di droga e “sta aspettando il suo uomo”, lo spacciatore. Ah, il pezzo è prodotto da Andy Warhol)

160. Bring the Noise, Public Enemy

(Nota personale: prima canzone rap che incontriamo, e non poteva essere che dei mitici Public Enemy. Tra i nomi che potrebbe capitarvi di sentire nel fuoco di file delle parole ci sono Yoko Ono e Anthrax , che fecero una cover di questa canzone.)

Come sempre ci fermiamo dopo 20 brani.

Al prossimo venerdì.