I tempi cambiano.

Cambiano e noi non ce ne accorgiamo, almeno io ho questa impressione.

Per me il 25 aprile è sempre stata la Festa della Liberazione. I nazisti erano i cattivi, quelli che stavano dalla parte del torto. Dalla parte della ragione c’era la Resistenza.

La Resistenza era formata da italiani che lottavano per liberare l’Italia occupata dai nazisti che facevano cricca coi fascisti.

In questi anni, pian piano, queste idee sono state riviste, rivisitate, ritoccate. Un po’ come certe signore che sembrano sempre giovani e che nascondono le foto degli anni precedenti per non far vedere i lavori del chirurgo.

L’ultimo ritocco è contenuto tutto nei primi 5 secondi del discorso del nostro nostro premier Silvio Berlusconi.

Sì, avete proprio sentito bene. La Festa della Liberazione è diventata la Festa della Libertà. Non è una differenza da poco. La Libertà è un concetto astratto che difficilmente sapiamo spiegare senza ricorrere a degli esempi.

Un cambio del genere inoltre elimina una domanda molto semplice. Talmente semplice che pure un bambino saprebbe farla. Festa della Liberazione: Liberazione da chi?

E da una domanda così semplice, si inizierebbe a parlare di nazismo, fascismo, comunismo, repubblica di Salò, nascita della Repubblica Italiana, nascita del MSI e la sua morte per confluire nel Partito delle Libertà.

“Bella Ciao”, cantata dai Modena City Ramblers

perché la Liberazione si può festeggiare anche a tempo di rock.

Al prossimo venerdì.