E così mentre Roberto vi parla del concerto che ci siamo goduti assieme, io mi cimento in una monografia dedica a…

Beh l’avete capito. Parliamo di Samuele Bersani classe 1970, un quasi mio coetaneo, che mi ha incantato con più di una canzone.

La carriera di Samuele, inizia grazie a Lucio Dalla che lo vuole come “spalla” nel tour che porterà alla pubblicazione del live “Amen”.

Nel disco di Dalla è possibile ascoltare il primo lavoro pubblicato di Samuele, la “toccantissima”  “Il mostro” (1991)

(Nota personale: un brano a favore del mostro, del diverso, una situazione che nei film è rappresentata dalla storia del bambino che diventa amico della creatura che tanta paura fa ai grandi. )

Anni più tardi, Samuele scriverà per Dalla la bellissima “Canzone”.

“Il Mostro” fu pubblicato anche nel suo primo album del 1992 “C’hanno preso tutto”, anche se il brano che fece da trascinatore fu la storia di due minorenni, guidano un motorino non una macchina, della loro vita di disadattati e di un loro furto: “Chicco e Spillo”

(Nota personale: questo fu il primo brano che ascoltai di Samuele e mi conquistò. Anche a distanza d’anni non perde la freschezza musicale con un testo che rimane tragicamente d’attualità)

Samuele è un cantautore e ai cantautori serve tempo per realizzare un buon prodotto. Passano ben tre anni prima che venga pubblicato il secondo album “Freak”, 1995.

Il tempo non è passato invano e anche se l’album viene presentato dalla giocosa title-track “Freak”, che vede Samuele impegnato nel ruolo di improbabile esportatore di piadina romagnola in India:

(Nota personale: il video è stato girato in India, uno scrive una canzone e poi va in india per girare il video…bello no?)

Tanto “Frek” è giocosa e spensierata, anche se la ragazza non lo ringrazia per gli orecchini che gli regala, tanto “Spaccacuore” è profonda e tocca il tema dell’amore finito per volontà sua.

(Nota personale: canzone toccante fin dai primi versi di recente rifatta da Laura Pausini, io continuo a preferire questa versione.)

Nel disco è presente un’altra canzone stupenda che spesso viene un po’ dimentica “Cado giù”

(Nota personale: una canzone sul cambiare, su quello che era, su quello che si diventa, su lettere scritte che nessuno ha mai letto. Un po’ su quello che poteva essere)

Passano altri due anni e nel 1997 esce il terzo album il cui titolo è composto da tre asterischi “***” e che alcuni chiamano con il nome dell’artista “Samuele Bersani”.

Anche in questo album si ripresenta l’accoppiata di canzone spensierata e canzone toccante. Il ruolo della spensieratezza è rappresentato da “Coccodrilli”

(Nota personale: che a me personalmente ricorda un po’ lo stile di “Freak”)

Mentre il brano più letterario di tutto il disco è “Giudizi universali”, con cui Samuele vince il Premio Lunezia per il miglior testo

(Nota personale: quel “potrei ma non voglio fidarmi di te” è una pietra tombale su un amore finito, e anche la signorina non doveva essere un granché dato che viene descritta come “la copia di mille riassunti”. Oppure è l’ultima cattiveria che Samuele si concede nei suoi confronti.)

Tre anni dopo, 2000, Samuele partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Replay”

Per lui un quinto posto e il premio della critica.

Il brano precede l’uscita del quarto album “L’oroscopo speciale”, che ottenne un buon riscontro sia dalla critica che dal pubblico e vinse il Premio Tenco. Nello stesso è contenuto anche il brano “Il pescatore di asterischi”

Questo è forse l’album più conosciuto di Samuele dato che queste canzoni compongono la colonna sonora del film “Chiedimi se sono felice” del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo; e proprio per questo film compone la canzone “Chiedimi se sono felice” che è presente nell’album nelle edizioni dal 2001 in poi.

Questo non è l’unico lavoro cinematografico che ha fatto, nel 1998 aveva interpretato le canzoni del cartone “La gabbianella e il gatto” tratto dal romanzo di Luis SepúlvedaStoria di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare“. “Siamo gatti, beati noi!”

Nel 2002 esce la prima raccolta di suoi successi “Che Vita!”, contenente tre inediti “Milingo”

(Nota personale: dissacrante. È l’unica cosa che mi viene da dire e visto il tema, forse è l’unica cosa da dire.)

dedicata alla storia dell’omonimo vescovo esorcista Emmanule Milingo.

“Le mie parole”, canzone letteraria a cui Samuele ci ha ben abituato

(Nota personale: scrivere una canzone sulle parole, sulle proprie parole, richiede da parte di un cantautore un bel po’ di coraggio, non credete?)

E quella più famosa dei tre, che fece anche da lancio e da il titolo alla raccolta: “Che vita!”

(Nota personale: canzone fresca come il bucato che fa all’inizio del video…anche se poi si conclude con un cimitero. Parabola della vita?)

Anno 2003, esce “Caramella smog”, l’album porterà a Samuele due Targhe Tenco, quella per il miglio disco dell’anno e quella per la miglio canzone: “Cattiva”

(Nota personale: piuttosto inquietante il finale del video)

La cattiva della canzone non è una persona, ma “la cattiva maestra”, la TV.

Vi propongo anche il brano che da il titolo all’album, che presenta anche collaborazioni con Fabio Concato (in “Binario tre”), Sergio Cammariere (in “Se ti convincerai”) e Rocco Tanica (in “Concerto”), “Caramella smog” appunto

(Nota personale: l’inizio mi pare azzeccato per il periodo di recessione che viviamo. Ma sicuri che l’ha scritta nel 2003 e che non ha il dono della preveggenza?)

“Lo scrutatore non votante”, il brano qui sopra, è usato per il lancio del settimo lavoro di Samule “L’aldiquà”. Si tratta di una critica del “greyman” l’uomo grigio, quello che on prende posizione, il medio per eccellenza indifferente a tutto.

“L’aldiquà” si aggiudicaen presto il disco d’oro. Dall’album saranno estratti altri 2 singoli.

“Lascia stare”, una riflessione un po’ amara sulla “strada” che ognuno percorre, sulla vita quindi, e su come non si dovrebbe mai cambiare (la benzina nel testo della canzone)

“Sicuro precario”, che racconta la vita del precario per eccellenza, l’insegnante supplente.

Nel disco è presente “Occhiali rotti” dedicata a Enzo Baldoni, giornalista ucciso in Iraq nel 2004.

E arriviamo quindi a quello che per ora è l’ultimo lavoro “Manifesto abusivo”. Uscito nell’ottobre del 2009 è stato preannunciato dal brano “Ferragosto” uscito nel luglio dello stesso anno

(Nota personale: canzone di classe a cui Samuele ci ha ben abituati. Ma se posso muovere una critica, poco adatta per il mese di luglio).

Dello stesso album anche “Pesce d’aprile”, critica della società d’oggi che pare sempre un eterno scherzo anche quando ti distrugge

e “Un periodo pieno di sorprese” ovvero il tempo che lenisce i dolori di un amore finito.

Nella sua carriera Samuele ha collaborato e scritto per vari artisti, una perla assoluta per Mina “In percentuale”

e un a cover di una canzone di Ryuichi Sakamoto per Ornella Vanoni “Isola”.

Certo, Samuele si sa anche divertire, come quella volta con gli Skiantos e la canzone “Non sono un duro”

Vi ricordo il sito ufficiale di Samuele: www.samuelebersani.it

Credo di aver detto quasi tutto; se volete aggiungere qualcosa i commenti sono a vostra disposizione.

Al prossimo venerdì.

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