Vi è mai capitato di farvi trarre in inganno da un’omonimia?

A me si.

Infatti a metà dello scorso marzo (in pieno periodo di campagna elettorale) mi sono imbattuto in un manifesto che parlava di un concerto di   Samuele Bersani a Mestre (VE) presso il teatro Toniolo.

Successivamente, quando ho avuto modo di accedere alla rete, mi sono buttato su google per saperne di più, ed ho digitato: “bersani toniolo mestre” ottenendo come primo risultato qualcosa di abbastanza deludente: La pubblicità di una serata presso il teatro mestrino nella quale il leader del PD Pier Luigi Bersani avrebbe “portato acqua al proprio mulino”.

Per fortuna il secondo risultato riguardava proprio il cantante ed il concerto che mi interessavano ed offriva la possibilità di acquistare i biglietti.

Dopo una veloce mail ad Antonio per sapere se era interessato a venire, ho potuto procedere con l’acquisto dei biglietti.

Quindi giovedì scorso (29 aprile) siamo stati al concerto, e l’ascolto di questa settimana è dedicato a farvene un piccolo resoconto.

Devo dire che laserata è iniziata bene, siamo arrivati presso il teatro con un buon anticipo (dopo aver mangiato una pizza dai Fratelli La Bufala), e ci siamo accomodati sulle ottime poltroncine del teatro, “griffate” Poltrona Frau.

Non abbiamo dovuto apettare moltissimo, perchè alle 21:10 (con soli 10 minuti di ritard0 sull’orario di inizio ufficiale della serata), il concerto è iniziato con la proiezione, su uno schermo, di alcuni titoli di giornale riguardanti Bersani (l’altro, il politico).

Dopodichè Samuele si è presentato (jeans, t-shirt scura, una camicia bianca indossata aperta con le maniche arrotolate) insieme alla band (2 chitarre, basso, batteria e tastiera ) ed ha iniziato:

Non portarmi via il nome:

Per poi continuare con l’unica  ed inimitabile:
Spaccacuore:

Dopo i primi 2 pezzi, interpretati in “un solo fiato” senza interruzioni, Samuele ha iniziato a scaldare l’atmosfera, chiaccherando con il pubblico e dimostrandosi davvero “alla mano” e simpatico. Dopodichè ha sempre introdotto con aneddoti più o meno diverteni tutti gli altri brani

Cattiva:

Ferragosto:

Dopo questa canzone, nella sua chiaccherata ha pronunciato una frase che meriterebbe di essere scolpita sulla pietra:
“… vedere il teatro così pieno mi fa godere come un porco”

Successivamente ci ha fatto ascoltare altri brani:

Un periodo pieno di sorprese:

Le mie parole:

Una delirante poesia:

Senza titoli:

Il pescatore di asterischi:

16:9 (sedici noni):

Pesce d’aprile:

Lo scrutatore non votante:

Il ritmo di questa è ballabile come Beguine e mi sarebbe piaciuto davvero molto alzarmi dalla poltrona e ballarla, ma Antonio non era un partner adatto 🙂

Freak:

In questo caso c’è un sola cosa da dire: UN CLASSICO!

Fuori dal tuo riparo:

Verso la fine c’è stato il tempo per ricordare il giornalidts freelance Enzo Baldoni (trucidato in Iraq nel 2006) con il brano:
Occhiali rotti:

Per creare un’atmosfera più intima si è messo da solo alla tastiera regalandoci una delle prime canzoni che ha scritto:
Il mostro:

Un altro brano molto soft:
Replay:

Il concerto ufficiale si è chiuso con Giudizi Universali, in questo caso ha chiesto, a chi era intenzionato di cantarla dal pubblico, di rispettare il ritornello (POTREI ma NON VOGLIO e non: vorrei ma non posso)
Giudizi universali:

Dopo la meritata riscossione di applausi è arrivato il BIS, rappresentato da due dei brani più “commerciali”

Chiccho e Spillo:

Coccodrilli:

Devo proprio dire che il bilancio della serata è stato positivo: Il cantante è stato davvero all’altezza della situazione, nonchè molto simpatico, Il teatro era comodo e carino (unica nota negativa la temperatura “tropicale allinterno’), Antonio si è comportato da fan rockettato (come sempre) ma senza strafare. Quindi tutto è andato per il meglio.

A questo punto vi devo lasciare perchè ho dei coccodrilli che stanno uscendo dalla doccia!

Ciao a tutti

Roberto

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