Avete prorpio ragione, ultimamente ho poche idee e non faccio altro che riproporvele in tutte le salse. Oggi per esempio ho deciso di continuare a parlarvi della bella stagione, ed in particolare dell’allungarsi delle giornate.
Ormai siamo verso la fine della primavera, ci stiamo avvicinando al solstizio d’estate e la sera, anche dopo le 21:00, l’oscurità stenta a presentarsi, rendendo le giornate “interminabili”.
Io ho sempre adorato questa situazione, mi ricordo che da piccolo (molto tempo fa😦 ) approfittavo della luce residua per tirare 2 calci al pallone anche dopo cena, e ancora oggi anche se non gioco più a pallone, amo moltissimo la fine di queste giornate primaverili e mi ritornano alla mente le sensazioni che provavo allora.

Ma come posso fare a descrivervi queste sensazioni? ci provo con la musica:

Avete mai visto il film musicale: Il Mago di Oz? vi ricordate l’interpretazione di Judy Garland del brano: Somewhere over the rainbow?

unitela ad uno dei brani più rappresentativi del grande Louis Armstrong (Satchmo per gli amici): What a wonderfull world

Aggiungete il sole ed i paesaggi da sogno delle Hawaii, un ukulele, tanta tantissima poesia, ed cantante con un corpo ed un cuore enormi ed ottenete questo ( Somewhere over the rainbow/What a wonderfull world di Israel (Iz) Kamakawiwo’ole):


Che ne dite? ho reso bene l’idea? siete riuscitia cogliere la serenità, la dolcezza e la poesia?

No?

Forse sono andato troppo lontano, quindi ci riprovo abbandonando l’Oceano Pacifico e rimanendo nel nostro continente (precisamente in Irlanda), proponendovi la voce “carezzevole” e la leggerissima malinconia di Dolores O’Riordan ed i suoi The Cranberries con When you’re gone:

Ma il bello di queste giornate lunghe non è determinato esclusivamente dalle sensazioni di serenità e dolcezza, ampiamente rappresentate dai brani che abbiamo ascoltato finora.
Esiste anche una componente di attesa, dinamismo e aspettativa nei confronti dell’estate imminente.

Per questo motivo ascoltiamo insieme: Lithium dei Nirvana :

L’eleganza non è la caratteristica principale della band di Seattle, ma la grinta nell’interpretazione, secondo il mio punto di vista raggiunge lo scopo.

Passiamo ad un brano che forse ricordavate, del quale probabilmente avete completamente rimosso gli interpreti (i neozelandesi OMC), e soprattutto che scatena la FESTA!: How bizarre

Allora sono riuscito a condividere con voi la gioia, la serenità,  la soddisfazione e l’aspettativa che provo grazie queste giornate lunghe?

Ancora no?

Beh allora getto la spugna, vi lascio da soli davanti al computer e vado a farmi un giro, tutto “infighettato”, con un’auto decapottabile, e se volete ci vediamo venerdì prossimo.

Ciao a tutti

Roberto.