Frank Fenner professore di microbiologia all’ “Australian National University” è il padre della cura che nel 1980 debellò il vaiolo.

Di recente è ritornato agli onori della cronaca per aver lanciato l’ennesimo grido apocalittico: il genere umano sparirà nel giro di 100 anni per colpa dei cambiamenti climatici e dell’impatto incontrollato che l’uomo ha avuto sul mondo.

Per alcune immagini e argomenti il seguente post può impressionare persone sensibili o donne incinte.

La morte del genere umano, questa notizia, arriva mentre inizio la lettura del libro “Franco Battiato soprattutto il silenzio” di Annino La Posta (editore Giunti), anzi più precisamente mentre leggo con interesse del primo lavoro di Battito, Fetus – Ritorno al nuovo mondo, anno 1972.

Fetus è un disco strano, fatto da musica elettronica composta in gran lunga al VCS3; disco che trae ispirazione dal lavoro dello scrittore Aldous Huxley: un libro in cui la società e la stessa vita è pianificata in laboratorio fin dalla nascita.

il disco si apre con il brano “Energia”, il video è una rarità e rappresenta Battiato e la sua band mentre si esibiscono in un programma TV.

(Nota personale: la musica che si sovrappone alle voce dei bambini è una introduzione piuttosto inquietante non preannuncia nulla di buono. La maschera che viene indossata dai componenti della band e da alcune persone del pubblico rappresenta il viso di Battiato come appariva in una pubblicità dei divani Busnelli. Quella maschera veniva indossata da tutta la band durante i concerti. La stessa band alcune volte si presentava vestita con solo quella “tuta da meccanico” che indossa Battiato nel video.)

Il brano poi inizia e ci parla di come alcune volte la vita, nel nostro mondo imperfetto, nasca senza un piano, per caso. E questo fa capire il perché delle voci dei bambini all’inizio: figli nati tra migliaia di occasioni.

Dall’energia dell’atto della riproduzione si passa al suo risultato. Il “Fetus”

(Nota personale: i suoni richiamano o meglio discendono, da quelli del brano precedente come un figlio discende dai propri genitori)

Le poche frasi che dice il nascituro, il Battiato-feto, ci fanno intuire che già capisce di non essere amato, di essere nato, come si diceva nel pezzo precedente, tra migliaia di occasioni, non voluto non amato. Il Battiato-feto è li che attende di terminare la propria esistenza per entrare in mondo un mondo che lo accoglie controvoglia. La nascita del figlio è la morte del feto.

“Una cellula” è il pezzo successivo. Nascendo siamo destinati a crescere e invecchiare. Le cellule del nostro corpo si modificano e commettono piccoli errori che pian piano porteranno al nostro decadimento fisico.

Anche l’essere umano è una cellula della società e ne determina il corretto funzionamento e, come anche suggerisce Fenner, la morte con piccoli errori che si ripercuotono e si trasmettono. Se la musica del pezzo risulta quasi gioiosa, non così è il testo che esprime la sensazione dell’io-singolo contro un mondo meccanico di motori.

La “Cariocinesi”, sinonimo di mitosi, è il processo grazie al quale da una singola cellula, suddividendosi si arriva alla creazione di un essere umano

(Nota personale: questo di tutto l’album è quello in cui spuntano meno suoni elettrici. Qui il suono è quasi classico con il violino presente per buona parte del brano)

Nel testo ritorna il caso, l’errore accennato nel brano precedente. La riproduzione per mitosi potrebbe teoricamente proseguire all’infinito ma non è così; ad un certo punto si interrompe, ma non si sa se per un caso (un errore) o se per un volere proprio delle cellule.

x1=A*sen(omega t) x2=A*sen(omega t +gamma) sono le formule di “Fenomenologia”. Formule fisiche di armoniche, forse di forze improbabili che fanno deviare la vita.

Curve che se tracciate in un piano cartesiano disegnano due sinusoidi tra di loro sfasate che possono richiamare la struttura del DNA, cioè la base della vita.

Ma anche se noi stiamo vivendo, la società che ci circonda, la società raccontata nel libro “Il mondo nuovo“, è meccanica e la musica segue questo imperio di meccanica ripetitività. Solo nel finale con lo sconfinare nel pezzo di Bach “Aria sulla quarta corda” si ritorna ad una lenta naturalezza

Ma la naturalezza accompagna le voci di astronauti nello spazio. La meccanica che ci farà viaggiare nello spazio del brano “Una cellula” ha vinto.

“Anafase” è la separazione e lo spostamento dei cromatidi all’interno della cellula. È un viaggio che qui viene interpretato come un viaggio interstellare.

L’ultimo passo è la nascita si una nuova vita, Metamorfosi.

Un altro feto, sente l’arrivo di qualcosa, sente delle vibrazioni e si chiede cosa vedrà, chi lo accoglierà a questo mondo. Il ciclo si compie. Nel romanzo di Huxley questo ciclo è però fatto in catena di montaggio.

In quasi tutti i video che ho proposto, si può vedere l’immagine di copertina del disco.

Come avrete capito, si tratta di un vero feto umano preso in prestito dall’Istituto di Anatomia e adagiato su di un pezzo di carta da macelleria.  L’immagine fu un’arma a doppio taglio per il disco: fece scandalo e lo fece conoscere, ma a causa di questo scandalo ne limitò anche la commercializzazione.
Sul baratto che lo conteneva c’era scritto un nome “Valerio?”.

Sinceramente non so se Fenner ha ragione, ma i presupposti ci sono tutti.

Al prossimo venerdì.