E’ il tema di molte barzellette, per esempio:

“Il duce si affaccia alla finestra e proclama: Italiani devo darvi una notizia buona e una cattiva, quella cattiva è che da oggi mangerete solo M….A, quella buona è che ce ne sarà in abbondanza per tutti!”.😀

Però io non ho intenzione di raccontarvi barzellette.
Iniziamo con la buona notizia: giovedì 8 e venerdì 9 luglio presso il Palazzo del Turismo di Jesolo è stata rappresentata l’opera rock: Jesus Christ Superstar composta da Andrew Lloyd  Webber e Tim Rice.

Per chi non lo sapesse, si tratta di un’opera nella quale vengono narrate alcune vicende relative all’ultima settimana di vità di Gesù come: l’ingresso a Gerusalemme,  la preghiera nell’orto degli ulivi, il processo presso le corti di Ponzio Pilato e Re Erode, la flaggelazione, la morte e la Resurrezione. Il tutto dal punto di vista di Giuda e usando un linguaggio nuovo, quello della musica rock, ed anche una contestualizzazione più moderna, nella quale i personaggi si vestono e si comportano un po come degli hippye.
Inoltre viene dato grande risalto alla dimensione umana di Gesù ed alla sua paura di affrontare la Passione.

Io ho avuto modo di andare alla rappresentazione di venerdì 9 ed ho deciso dei raccontarvi come è andata: purtroppo non c’era molto pubblico, a mio avviso la scelta di proporre 2 date ha comportato una “dispersione” degli spettatori.

Ho apprezzato la scenografia molto essenziale, il palcoscenico era molto ampio per permettere agli  oltre 60 attori di sviluppare le ottime coreografie, nonostante questo, nella scena dell’ingresso a Gerusalemme alcuni personaggi sono entrati in scena attraversando la platea (molto suggestivo!). Alla spalle del palco l’ottima orchestra Casanova Venice Ensamble ha suonato in maniera eccellente.

Gli interpreti hanno cantato e ballato in maniera molto coinvolgente, inoltre pur essendo al Palazzo del Turismo l’acustica era adeguata (i miei complimenti ai tecnici del suono che sono riusciti a fare meglio di quelli della PFM e di Laura Pausini).

Pur trattandosi di un lavoro di 40 anni fa, ho trovato le musiche molto moderne  ed emozionanti.

Inoltre l’idea geniale di Anrew Lloyd Webber, di mettere in scena uno dei temi più “classici” (la vita di Gesù) con il linguaggio musicale dei  giovani (hard rock, rock sinfonico o progressive, soul, funky) permette di riflettere su quanto le tematiche della Passione siano attuali e vicine a ciascuno di noi.

Come forse sapete già, dal musical è stato tratto un film omonimo per la regia di Norman Jewison.

Per questa settimana ho deciso di mostrarvi alcune delle scene del musical che mi hanno maggiormamte affascinato, attraverso la rivisitazione del film.

La riunione del Sinedrio, dove i farisei decidono di far condannare a morte Gesù: This Jesus Must Die

Grandiosa la voce “perfida” di Caifa.

I sentimenti della Maddalena, che non sa come dimostrare a Gesù il suo affetto e la sua dedizione: I Don’t Know How To Love Him

Canzone dolcissima, nell’interpretazione dal vivo la cantante ha dato davvero il meglio di sè. Tra l’altro questo brano è stato molto contestato perchè qualcuno lo ha considerato una dichiarazione d’amore “fisico” e non solo “spirituale”

L’ultima Cena:  The Last Supper

Bellissimo il coro iniziale, che da decisamente l’idea della codivisione e dell’unita fra gli apostoli (e di conseguenza fra tutti i cristiani che si riconoscono nell’eucarestia), mentre il tono di Gesù che intravede l’abbandono da parte di Pierto (che lo rinnegherà) e  il tradimento di Giuda è in qualche modo “amaro”.

La preghiera presso il Getzemani: Gethsemane (I Only Want To Say)

Decisamente struggente l’implorazione, da parte di Gesù  nei confronti del Padre, di sfuggire al proprio destino di morte violenta e di atroce sofferenza.

Il processo presso la corte di Pilato: Pilate And Christ

Si tratta di uno dei momenti più importanti e suggestivi della Passione, il confronto fra la pacatezza di Gesù consapevole del proprio doloroso destino, ed il potente governatore romano innervosito e preoccupato dal carisma del “re dei giudei” .

Il processo presso la corte del re Erode: King Herod’s Song

In questo caso il comportamento provocatorio di Erode, che sfida Gesù a dimostrare la propria divinità viene messa in scena attraverso un balletto in stile charleston anni ’20

La morte di Giuda: Judas’ Death

Interessante l’aumentare del ritmo incalzante che precede l’impiccagione, quasi a rapprensentare le scariche di adrenalina che pervade il corpo di Giuda prima di arrivare al suicidio.

La flagellazione (le 39 frustatate) e la Risurrezione: Trial Before Pilate e Superstar

Anche in questo caso il ritmo e la melodia si fanno sempre più incalzanti con la folla che richiede la crocifissione, poi l’enumerazione delle 39 frustate con lo stesso tema della morte di Giuda fa salire anche in questo caso l’adrenalina alle stelle, fino ad arrivare al brano Superstar (quello classico che tutti conoscono e da il titolo a tutta l’opera) che dovrebbe rappresentare la Risurrezione (almeno questo sembra a me anche se in realtà arriva prima della crocifissione)

La crocifissione: The Crucifixion

In questo caso il ritmo aumenta ma rimane dimesso, come dimessa è la morte che è destinata ad arrivare dopo lenta agonia.

Questo era ciò che volevo raccontarvi circa lo spettacolo, che mi ha pienamente soddisfatto, e che vi consiglio di andare a vedere se viene proposto nella vostra città.

Ok questa era la notizia buona, volete sapere qual’è la cattiva? E’ che praticamente tutto lo spettacolo era in inglese (come i brani che vi ho proposto) ed io nonostante abbia superato l’esame del corso (con il quale vi ho “rotto l’anima” per 2 mesi) NON SONO RIUSCITO A CAPIRE PRATICAMENTE NIENTE!!!!!!!!!!

Che vergogna, ora mi rimetto subito sopra i libri di inglese, noi ci rivediamo venerdì prossimo.

Ciao a tutti

Roberto.