Questa settimana ho deciso di raccontarvi una storia …Questa storia parla di un mio amico, che non avendo più il lavoro sembrava costretto ad “emigrare”,  un pò come hanno fatto molti nostri connazionali, alcuni dei quali sono stati rappresentati da Giuseppe Tornatore nel bellissimo film: “La leggenda del pianista sull’oceano

Ovviamente ci sono delle differenze, il mio amico non era destinato ad emigrare negli states, ma nella più vicina Lombardia, e precisamente nella “capitale economica” del nostro paese: Milano, quindi non si sarebbe emozionato alla vista della statua della libertà, ma forse avrebbe intonato i seguenti “celebri versi” davanti al Duomo:

Ovviamente avete riconosciuto Oh mia bela madunina di Giovanni D’Anzi, che volendo potete ballare come tango.

Devo dire che io mi ero preoccupato, innanzitutto perchè sarebbero diminuite le occasioni per vederci, ma soprattutto perchè temevo di ritrovarlo fra qualche settimana eccessivamente “milanesizzato”, un pò come i personaggi sapientemente caricaturizzati dal compianto Guido Nicheli (il cummenda per eccellenza ;-))

Ovviamente la cosa mi avrebbe molto rattristato, perché sarei stato costretto ad abbaterlo🙂

Ma a parte gli scherzi, in un precedente articolo vi ho fatto il resoconto di una settimana che ho trascorso nella città meneghina, e vi ho raccontato di come l’ho trovata: grigia, impersonale ed “eccessiva”, confermando quanto cantato da Alex Britti nella sua: Milano

Quindi ero un pò dispiaciuto per questo amico, che come me è nato e cresciuto nel Veneto orientale, in un piccolo paesino dove tutti si conoscono e si chiamano per nome. E temevo che non si srebbe trovato bene.

L’altro giorno però c’è stata una svolta, i meccanismi alchemici che avrebbero dovuto portarlo a lavorare nella grande città non sono scattati e la prospettiva di lavoro, con tanto di trasferta “all’ombra della madoninna” e svanita.

Non lo so se si tratti di una notizia buona o cattiva, effettivamente ha perso un’opportunità di lavoro, ma ha anche evitato quello che poteva diventare una specie di esilio. Di sicuro mi auguro che riesca a trovare un’occupazione soddisfacente nel più breve tempo possibile, che gli permetta di trovare un suo equilibrio, anzi un suo Centro di gravità
E speriamo bene, visto che Battiato sono 30 anni che lo cerca e non l’ha ancora trovato😉.

Però devo dire che tutta questa situazione mi ha fatto venire in mente l’ultima scena del bellissimo film: Don Camillo e l’onorevole Peppone per la regia di Carmine Gallone interpretato dagli indimenticabili: Fernandel e Gino Cervi

Ecco questa è la storia che volevo raccontarvi, spero che vi sia piaciuta. Adesso però vi devo lasciare perchè altrimenti rimango troppo indietro con la bicicletta.

Ci vediamo venerdì prossimo.

Ciao a tutti

Roberto

P.S. se trovate degli accenti sbagliati nell’articolo avvertitemi, altrimenti Antonio mi sgrida😉