Continuiamo la conoscenza di questa lista di canzoni.

Ecco altre 20 posizioni.

241. Stand!, Sly and the Family Stone, 1969

(Nota personale: il brano da il titolo all’album che fece conoscere la band e che arrivò a vendere ben 3 milioni di dischi. La canzone è un invito a chi l’ascolta ad alzarsi per quello che credono. Un invito a movimentarsi.)

242. Rocket Man, Elton John, 1972

(Nota personale: scritta nel 1972, parla di un ipotetico arrivo su Marte. Fu criticata perché ricorda un po’ il lavoro del 1969 di David Bowie “Space Oddity”. Certamente è molto più lenta e “dolce”)

243. Love Shack, The B-52’s, 1989

(Nota personale: la canzone che fece conoscere bene anche da noi questo gruppo. Video che va d’accordo con la spensieratezza che trasmette la canzone e vince il premio come miglior video di un gruppo altri MTV Music Awards. Se guardate con attenzione ai minuti 2:05 circa si può vedere RuPaul, anche se secondo alcuni non è così. Il testo della canzone, anche se innocente, può essere interpretato come un inno ad un posto in cui la gente si reca per fare sesso.)

244. Gimme Some Lovin’, The Spencer Davis Group, 1966

(Nota personale: canzone riconoscibilissima per l’uso dell’organo Hammond. Fu riportata in hit parade dai Blues Brothers.)

245. The Night They Drove Old Dixie Down, The Band, 1969

(Nota personale: la canzone parla degli ultimi giorni della guerra civile americana. Ascoltandola, anche senza capire il testo, anche sentendola solo distrattamente, sembra un brano scritto proprio in quei giorni ma solo aggiornato per i nostri gusti, questa impressione fu la stessa che ebbe Ralph J. Gleason redattore di Rolling Stone, quando recensì l’album che la conteneva.)

246. (Your Love Keeps Lifting Me) Higher and Higher, Jackie Wilson, 1967

(Nota personale: noi la conosciamo perché fa parte della colonna sonora di Ghostbusters II, su un numero uno della classifica R&B quando uscì.)

247. Hot Fun in the Summertime, Sly and the Family Stone, 1969

(Nota personale: un inno hai giochi e al divertimento del tempo estivo. La canzone ebbe un buon successo, e fu lanciata cavalcando l’onda di Woodstock. Ha ispirato artisti come Phil Collins e i Toto.)

248. Rapper’s Delight, The Sugarhill Gang, 1979

Parte 1

Parte 2

(Nota personale: canzone di ben 14 minuti, qui potete ascoltarveli praticamente tutti! Praticamente il più grande successo hip hop di tutti i tempi. La canzone ispirò a Blondie “Rapture”).

249. Chain of Fools, Aretha Franklin, 1967

(Nota personale: Aretha Franklin non ha bisogno di presentazioni. La canzone è un classico del R&B, numero uno in classifica e vincitrice di Grammy Award. Un pezzo di storia musicale.)

250. Paranoid, Black Sabbath

(Nota personale: considerata una delle più grandi canzoni del heavy metal. La rivista Rolling Stone la definì “un’esplosione di 2 minuti di protopunk”)

251. Mack the Knife, Bobby Darin

(Nota personale: uno standard dello jazz che proviene dall’opera “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht.)

252. Money Honey, The Drifters, 1953

(Nota personale: un pezzo classico; parla della storia di un uomo che rimasto senza un soldo si rivolge alla sua donna sperando di avere dei soldi in prestito. Ma lei sta già con un altro che non ha di questi problemi)

253. All the Young Dudes, Mott the Hoople, 1972

(Nota personale: scritta e prodotta da David Bowie. I Mott the Hoople avevano un gran seguito di fans ma vendevano pochi dischi; Bowie, grande fan del gruppo, cercò di aiutarli con questo brano che divenne un successo. Il brano, un invito a tutti i seguaci del Glam Rock a non mollare e a portare il messaggio alle masse, divenne un inno gay.)

254. Highway to Hell, AC/DC, 1979

(Nota personale: il titolo lo si attribuisce ad Angus Young chitarrista del gruppo che descriveva in questo modo il loro tour americano. Il brano fece da traino all’omonimo album della band, che in America arrivò a vendere ben 7 milioni di dischi. Fu l’ultimo album che vide Bon Scott come cantante del gruppo: morì nel 1980.)

255. Heart of Glass, Blondie, 1978

(Nota personale: nata come canzone per dare un po’ più di diversità al disco che la conteneva, finì col diventare una hit internazionale)

256. Paranoid Android, Radiohead, 1997

(Nota personale: video veramente strano per questa canzone! Ispirata da “Happiness is a warm gun” dei Beatles, la canzone fu scritta quando il gruppo faceva da supporto ai concerti di Alanis Morissette)

257. Wild Thing, The Troggs, 1966

(Nota personale: canzone a dir poco famosa scritta dallo zio di Angelina Jolie, Chip Taylor. La versione cantata dai Troggs, per una disputa sui diritti di distribuzione, venne messa in vendita da due etichette separatamente: questo ha fatto in modo che la canzone sia l’unica ad aver raggiunto il primo posto per due etichette contemporaneamente.)

258. I Can See for Miles, The Who, 1967

(Nota personale: scritta da Pete Townshend chitarrista della banda e considerata da lui, la miglior canzone che avesse mai scritto purtroppo non ebbe un gran riscontro di vendite. Alla fine del brano potete sentire quello che sembra un pezzo di pubblicità: nell’album che la conteneva, “The Who sell out”, tra un pezzo e l’altro erano presenti delle finte pubblicità.)

259. Hallelujah, Jeff Buckley, 1994

(Nota personale: scritta originariamente da Leonard Cohen nel 1984, è ritenuta da molti superiore all’originale. Sicuramente è una gemma nella breve carriera di Buckley che annegò nel 1997)

260. Oh, What a Night, The Dells, 1969

(Nota personale: si tratta di una riedizione di una canzone del 1956 dello stesso gruppo. Nella sua versione del 1969, la canzone arrivò a vendere milioni di copie e divenne un classico.)

Al prossimo venerdì.