Sabato scorso sono diventato  involontariamente il testimonial di una nota multinazionale, e credo che in un modo o in un altro lo abbiate fatto anche voi.

Adesso mi spiego meglio:

Forse avete appeso al davanzale delle vostre case un “Babbo Natale rampicante” come questo:

Oppure avete attaccato una vetrofania, sempre di Babbo Natale, sul vetro della vostra finestra.
Se non era una vetrofania era una sagoma luminosa:
Qualunque cosa fosse, sono convinto che almeno una volta nella vita, durante il periodo natalizio, anche voi avete esibito in qualche forma il personaggio di Babbo Natale.
Io sabato scorso l’ho addirittura “interpretato” per il mio nipotino (di 2 anni), mi è stato procurato il tradizionale costume rosso con bordi bianchi, un cuscino per simulare il pancione (anche se di mio sono già abbastanza “dotato” :-(), una barba finta bianca, il cappello rosso con il “pon pon” bianco, un sacco di iuta pieno di giocattoli, un paio di occhiali da sole (a dire il vero poco natalizi ;-)) per evitare di essere riconosciuto.

Devo dire che la “messa in scena” ha funzionato abbastanza bene, ho bussato prima alla finestra e poi alla porta e mi sono presentato camuffando la voce (come avessi in bocca la classica patata di fantozziana memoria ;-)) pronunciando il canonico: “Oh Oh Oh Buon Natale a Tutti!” poi ho messo mano al sacco tirando fuori vari pacchi incartati e porgendoli al “festeggiato”, gli ho fatto una carezza e me ne sono andato salutato da tutti.

Secondo voi come ha reagito mio nipote? ha creduto “all’inganno”? La risposta è SI, evidentemente il travestimento è stato sufficiente, devo anche dire che mi è sembrato un po spaventato, mia cognata che lo teneva in braccio e lo rassicurava dicendogli frasi tipo: “Hai visto! Babbo Natale è venuto a trovarti e ti ha portato tanti doni!” . mi ha confessato che sentiva il suo cuoricino battere all’impazzata. Io vi posso confermare che era ammutolito e non smetteva di fissarmi, quasi senza respirare.

Dopo essere “uscito di scena”,sono rientrato interpretando il ruolo dello zio Roberto (un po come superman che ridiventa Clark Kent :-)) e gli ho chiesto:

“Chi ti ha portato tutti questi doni?”
sentendomi rispondere (fra parentesi quadre la traduzione dal “bambinese”):
“..atale” [Babbo Natale mi ha portato tutti questi bei doni che sto apprezzando moltissimo]

poi l’ho incalzato chiedendo:
” E com’era Babbo Natale?”
e lui: “..ande” [era grande] “..babba banca” [aveva una lunga barba bianca che forse mi ha un po spaventato]

Quindi in questa mia prima esperienza da Babbo Natale ho ottenuto un effetto più simile a quello di Jack Skeletron in “Nightmare before Christmas

oppure del Grinch

Un po mi dispiace di aver spaventato il mio nipotino, quindi adesso che mancano 359 giorni al prossimo Natale ho deciso di mettermi a studiare, così da interpretare il ruolo nel migliore dei modi.
La migliore scuola in questo caso è la pubblicità (e poi vi spiegherò il perchè), quindi vediamo un po qualche filmato didattico:

Spot Bistefani (1983-1984-1985):

Spot Paluani (1986):

Spot  Balocco (1987):

Spot Melegatti (2007):

Credo che tutti abbiate riconosciuto il grandioso Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer, con il quale sento di avere in comune non solo la professione di “Babbo Natale”, ma anche la passione per il nuoto (ovviamente io non posso nemmeno sognare di partecipare a 2 olimpiadi e di percorrere 100m in meno di un minuto):

Prima vi ho detto che il modo migliore per diventare un buon Babbo Natale è quello di studiare gli spot pubblicitari, ed ora via spiego perchè:

Uno dei motivi di queta mia affermazione è che con tutti questi panettoni l’anno prossimo non mi servirà nessun cuscino per simulare il pancione😉

Il secondo è che  la raffigurazione di Babbo Natale (Santa Claus per gli anglofoni), alla quale siamo tutti abituati, con vestito rosso bordato di bianco non è frutto delle tradizioni popolari nordiche, secondo le quali il vestito doveva essere VERDE!:

Bensì di una campagna pubblicitaria particolarmente azzeccata della Coca Cola, che negli anni ’30 aveva deciso di “far vestire”  al nostro Babbo Natale i propri colori aziendali.
Se non ci credete, provate a chiedere a qualche anziano, se prima che venissimo “colonizzati” dagli americani, esisteva la tradizione di Babbo Natale, probabilmente vi diranno che i regali li portava (quando e se li portava) la Befana, Gesù Bambino, Santa Lucia, ecc… :

E adesso finalmente avete capito perchè alla fine siamo diventati tutti involontari testimonial della popolare bibita gassata  che mio nipote chiama “Cocolola”.

Credo però che ormai, nonostante tutto,  il Babbo Natale rosso e bianco sia diventato un patrimonio di tutti e non più un esclusiva della multinazionale americana.

Comunque il prossimo anno voglio essere un Babbo Natale con un po di poesia e portare in dono ” … le parole per parlarci e scaldarci il cuore …”
come cantato da Vinicio Capossela in “Sante Nicola”:

E’ arrivato il nostro dicembre
di luci e di attese
di comignoli e calze appese
in una stazione ovattata di neve
il tuo arrivo leggero
nel cuor della notte
attorno a un bidone di fosforo
e luce di fuoco fatato
E’ arrivato guaiendo
con una stola di cani randagi
ed una scatola di cerini
e lumini accesi
Sante Nicola ci ha portato
in dono le parole
per parlarci e scaldarci
il cuore
che poverta’ non sapersi parlare
e vedersi passare
vicini e muti
chiusi nel rancore
La pioggia si è fatta neve
e non ferisce ma bagna
e come manna morbida
ci consola..
Sante Nicola
ci ha portato parole incartate
e scritte e parlate
per dircele davvero
queste parole d’amore
Nel silenzio che ci aveva vinti
silenzio di anni
per quanto freddo e ghiaccio
ci fosse nel cuore..
Sante Nicola ci ha portato
in dono le parole
per spiegarci e scaldarci
come castagne e vino
tenerci vicino
La pioggia si è fatta neve
e non ferisce ma bagna
e ha portato parole
scritte e parlate
per quanto groppo e freddo ci fosse nel cuore..
Sante Nicola ci ha portato in dono
le parole per scaldarci e trovarci ancora
Bene!
Credo proprio di avervi detto tutto …

….

Dimenticavo una cosa: BUON 2011!

Ciao a tutti

Roberto.