Vi ricordate cosa vi ho raccontato il 6 agosto dello scorso anno?Probabilmente no, allora vi “rinfresco la memoria”, l’articolo narrava la storia di un mio carissimo amico, che vittima di un “male del nostro tempo”: la perdita del posto di lavoro,  sembrava costretto ad “emigrare” a Milano per trovare un nuovo impiego.

Tale trasferta è (fortunatamente?) sfumata ed il protagonista di questa vicenda è rimasto senza lavoro nella propria “Terra natìa”.

Forse alcuni di voi se lo immaginano come uno sfaccendato che oziava  a casa tutto il giorno, aspettando che il lavoro venisse a bussargli alla porta, un po come Bobo Rondelli degli Ottavo Padiglione in Ho picchiato la testa:

Ma vi assicuro che non le cose non sono andate così, l’uomo in questione si è dato da fare, ha lottato  ed ha scalato le pareti dell’inferno un centimetro alla volta, come “predicato” da Al Pacino in Ogni maledetta domenica:

Ha anche inviato curriculum ed affrontato colloqui di lavoro, magari come questo (;-)):

E alla fine grazie al suo impegno e alla sua dedizione, ha finalmente ripreso a lavorare ed è stato coinvolto in un progetto lavorativo molto importante, dove la sua professionalità verrà apprezzata, e che non lo costringera ad allontanare dal nostro Veneto che, come i dicono i Belumati in Ma Co Tornon, “Ne par un Paradiso”:

Sono davvero felice per lui, e per augurargli un “in bocca al lupo” per questa nuova avventura, mi faccio aiutare da Irene Grandi:

Ora vi lascio, credo che anche voi come me abbiate qualche centimetro da scalare.

Ci vediamo Venerdì prossimo.

Ciao a tutti

Roberto.