Negli ultimi giorni mi sono sentito “perseguitato” da un’idea …Si tratta della trasmissione a distanza della voce, L’idea di Antonio Meucci, il TELEFONO.

Vi chiederete il perchè di questa “persecuzione”, ve lo spiego subito: a lavoro sto avendo a che fare parecchio con la telefonia.

Inoltre l’altro giorno ho avuto un’esperienza surreale: sono andato a lavotro e mi sono dimenticato a casa il cellulare!.

Devo dire che inizilmente mi è dispiaciuto non essere direttamente raggiungibile per un’intera giornata lavorativa, per alcune persone ero diventato irraggiubile, quasi un naufrago, e questa situazione mi ha ricordato la poesia di Giacomo Leopardi, l’Infinito:
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare

A fine giornata mi sono reso conto di aver perso solo una telefonata importante, ma per il resto la giornata è stata molto rilassante.

A questo punto viene proprio da chiedersi: “Ma come facevamo prima senza cellulari?” e come facevano i nostri genitori o i nostri nonni che non avevano nemmeno il telefono fisso in casa?

Il rapporto di noi tutti con la telefonia è cambiato nel tempo, e questi cambiamenti si rispecchiano anche nella pubblicità, vi ricordate la mamma apprensiva per colpa della figlia che stava troppo tempo al telefono? (era il 1989)

Oggi che i ragazzini e le ragazzine passano tutto il giorno fra “squllini”, SMS e chiamate con il cellulare lo spot del 89 fa davvero ridere, e nella pubblicità delle compagnie di cellulari può addirittura capitare che il padre di famiglia si metta a corteggiare la professoressa del figlio:

ve lo sareste mai immaginato che, all’epoca delle pubblicità del mulino bianco, il padre di famiglia avesse anche solo immaginato di corteggiare un’insegnante? se vi ricordate bene il papà del mulino bianco l’insegnante se l’era sposata!

Ma non divaghiamo, lasciamo perdere la pubblicità e torniamo al telefono che ha influenzato anche alcune canzoni:

Gianna Nannini “Fotoromanza”:

Stevie Wonder “I just call to say I love you”(ho chiamato solo per dirti che ti amo):

Max Gazze “Il solito sesso”:

Sicuramente ci sono altre canzoni che hanno a che fare con i telefoni, ma non ho tempo di proporvele, devo finire di ascoltare i messaggi della segreteria telefonica e mandare alcuni sms, intanto mi sta vibrando il cellulare e mi hanno detto che al telefono fisso di casa hanno chiesto di me.

A venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto

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