E con oggi inizia l’ultimo tratto; quello che ci porterà a quota 500!


401. Tonight’s the Night, The Shirelles, 1960

(Nota personale: canzone che ha lo stesso titolo del loro primo album. La canzone fu disco d’oro e permise al gruppo di iniziare la sua carriera, che si concluderà solo nel 1977.)

402. Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin), Sly & the Family Stone, 1970

(Nota personale: Il titolo è una distorsione della frase “Thank you for letting me be myself again”. E già questo spiega molto della canzone, visto che Sly quando la scrisse voleva sottolineare come la gente, anche se ascoltava le loro canzoni, che parlano di rispetto reciproco e amore tra le razze, in realtà non metteva in pratica i loro “suggerimenti”. Rivoluzionario il suono del basso che per la prima volta venne usato per sostituire la batteria.)

403. C’mon Everybody, Eddie Cochran, 1959

(Nota personale:Canzone famosissima da noi, grazie a film e pubblicità. Questa fu l’ultimo hit di Cochran che l’anno successivo, 1960, morì a 21 in un incidente stradale.)

404. Visions of Johanna, Bob Dylan, 1966

(Nota personale: Un alleluia dedicato a tutte quelle persone che riescono a rimanere connesse con il mondo e con quello che gli succede accanto.)

405. We’ve Only Just Begun, The Carpenters, 1970

(Nota personale: canzone che parla della storia di una giovane coppia, recentemente sposata che inizia una nuova vita. Il tutto è in realtà il risultato di una canzone nata come spot per una banca.)

406. I Believe I Can Fly, R. Kelly, 1996

(Nota personale: Nata come colonna sonora per il film “Space Jam” in cui Michael Jordan viene proiettato in una partita di pallacanestro con in squadra Bugs Bunny e compagni, finì col diventare la canzone che vinse tre Grammy nel 1997.)

407. In Bloom, Nirvana, 1991

(Nota personale: canzone dedicata a chi scrive canzoni, senza pensare troppo al significato delle parole che scrive. In un certo senso è dedicata a chi fa senza pensare troppo alle conseguenze. Del video ne esistono 4 versioni, la prima quella originale è stata girata prima che i Nirvana diventassero famosi, le altre 3 versioni ripropongono lo stesso tema del video originale, con cambiamenti di vestiario della band. Il tutto è una presa in giro dei vecchi show americani.)

408. Sweet Emotion, Aerosmith, 1975

(Nota personale: canzone scritta per esprimere la tensione che Tyler stava provando a quel tempo con la band. Dopo 11 ore di registrazione per quello che diventerà l’album “Toys in the Attic”, il produttore chiese se i gruppo avesse qualche idea su cui voleva ancora lavorare. Il bassista Hamilton riprese un riff che aveva scritto anni prima. Così nacque questa canzone. Anni dopo, 1991, la canzone fu rilasciata una seconda volta con un video ad accompagnarla, quello che potete vedere qui sopra: un ragazzo chiama un numero erotico e pensa di parlare con una ragazza bellissima. La realtà è ben diversa!)

409. Crossroads, Cream, 1968

(Nota personale: e questa sembra fatta a posta per chi crede alle combinazioni. La canzone prende il via da un precedente pezzo di Robert Johnson del 1930. Johnson era un chitarrista blues piuttosto mediocre, ma nel giro di poco tempo divenne bravissimo, tanto che il cantante Son House, scherzando, disse che doveva aver venduto la propria anima al diavolo per diventare così bravo in così poco tempo. Lo stesso Johnson ci scherzò sopra componendo una canzone in cui diceva di aver veramente fatto un patto con Satana e che come pagamento avrebbe preso l’anima dei “figli” di Johnson, i suoi eredi musicali, quando avrebbero compiuto i 27 anni d’età. A far parte del “Club 27” oltre a Johnson ci sono: Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Pigpen dei Grateful Dead, Gram Parsons, Al Wilson (Canned Heat), Brian Jones (The Rolling Stones) e Kurt Cobain. Coincidenza?)

410. Monkey Gone to Heaven, Pixies, 1989

(Nota personale: canzone con un certo significato ambientalista, infatti parla del problema dell’inquinamento, del buco dell’ozono e dell’effetto serra. Il tutto in modo molto criptico. Fa anche dei riferimenti cabalistici parlando dell’uomo come “il quinto” (abbiamo cinque dita), del demonio come il sesto (ricordate il 666?) e di Dio come il settimo (in 7 giorni ha creato il mondo, compreso il giorno di riposo e nel libro dell’Apocalisse ci sono molti numeri 7 collegati con Dio).

E anche per oggi è fatta.

Al prossimo venerdì.