A volte ho un po di nostalgia del periodo della scuola superiore …

… e non solo perchè  ero un po più giovane😦

Ma anche perchè, pur avendo frequentato un istituto tecnico, avevo modo di seguire qualche ora di lezione dedicata alla letteratura.

Successivamente, avendo scelto un percorso universitario di natura tecnico-scientifica, non ho più avuto modo di seguire lezioni di materie umanistiche.

Inoltre il lavoro che faccio mi tiene molto lontano da autori, romanzi, poesie, ecc..

E sono proprio le poesie a mancarmi di più, e in questa settimana, che è iniziata con il giorno di San Valentino, mi sono tornati in mente i brani di alcune poesie d’amore che ho avuto modo di apprezzare alle superori:

Per esempio, dal quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri:

[…]
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
[…]

Si tratta di versi veramente intensi, se non credete a me provate a chiedere a Roberto Benigni:

Non va comunque dimenticato che il bello del periodo delle superiori era anche il tanto tempo libero, spesso dedicato a guardare i programmi delle emittenti musicali.

Pensate che ai miei tempi MTV si vedeva solo alcune ore al giorno sulle frequenze di Rete A e la programmazione era tutta in inglese!,  mentre il canale che andava per la maggiore era Videomusic una versione nostrana e un po “ruspante del” network americano, dove si sono fatti le ossa personaggi del calibro di Giorgio Panariello e Carlo Conti.

Ma non divaghiamo!
Ho parlato di emittenti musicali, perchè mi ricordo di emozioni che, partendo dai testi delle poesie che studiavo, arrivavano ai video che guardavo in tv attraversando la mia anima ed arricchendola.

Per esempio ho sempre associato i versi dell’inferno dei quali vi ho appena parlato, al brano di JovanottiSerenata rap (che li cita testualmente):

Se t’incontro per strada non riesco a parlarti
mi si bloccano le parole non riesco a guardarti
negli occhi mi sembra di impazzire
se potessi amplificare
il battito del mio cuore sentiresti
un batterista di una band di metallo pesante
ed è per questo che sono qui davanti
perché mi viene molto più facile cantarti una canzone
magari che la sentano i muri e le persone
piuttosto che telefonarti e dirti tutto faccia a faccia
rischiando di fare una figuraccia;
sono timido ma l’amore mi dà coraggio
per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio
e a maggio il mondo è bello e invitante di colori
ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori
che prima o poi si dice diverranno pure frutti
e allora tu che fai? golosamente aspetti,
aspetti che quel desiderio venga condiviso
io sono qui davanti che ti chiedo un sorriso,
affacciati alla finestra amore mio.
Affacciati al balcone rispondimi al citofono
sono venuto qui col giradischi e col microfono
insieme al mio complesso per cantarti il sentimento
e se tu mi vorrai baciare sarò contento
e questa serenata è la mia sfida col destino
vorrei che per la vita noi due fossimo vicino
una serenata rap per dirti che di te
mi piace come mi guardi mi piace come sei con me
mi piace quel tuo naso che s’intona con il mondo
mi piace il tuo sedere così rotondo
da rendere satellite ogni essere vivente
mi piaci perché sei intelligente
si vede dalle tue mani come le muovi
mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi
nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
quel tuo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che è cresciuto sull’asfalto e sul cemento

Affacciati alla finestra amore mio,
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

Serenata rap serenata metropolitana
mettiti con me non sarò un figlio di puttana
non ci credere alle cose che ti dicono di me
sono tutti un po’ invidiosi chissà perché
io non ti prometto storie di passioni da copione
di cinema, romanzi e che ne so di una canzone
io ti offro verità corpo anima e cervello
amore solamente amore solo solo quello

Affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

Amor che a nullo amato amar perdona porco cane
lo scriverò sui muri e sulle metropolitane
di questa città milioni di abitanti
che giorno dopo giorno ignorandosi vanno avanti
e poi chissà perché perché chissà
per come nessuno sa perché perché chissà
per come due sguardi in un momento sovrappongono un destino
palazzi, asfalto e smog si trasformano in giardino
persone consacrate dallo scambio di un anello
e un monolocale che diventerà un castello,
affacciati alla finestra amore mio.

Nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
questo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che è cresciuto sull’asfalto e sul cemento.

Affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio

affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io.

 

Ma quella  del connubio fra Dante e Lorenzo Cherubini non è l’unica perversione “mental-letteraria” che ha invaso la mia mente giovanile.

Torniamo a scomodare il sommo poeta, con il suo sonetto: Tanto gentile e tanto onesta pare

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umilta’ vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si’ piacente a chi la mira,
che da’ per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender non la puo’ chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

Parla di una donna, la cui bellezza spontanea e disarmante infiamma il
cuore del narratore.
Un tema analogo viene proposto da uno dei migliori trombettisti jazz di tutti i tempi: Chet Baker (forse voi pensavate a Miles Davis, ma io ho detto: “uno dei migliori”, non il migliore in assoluto :-)) in un’interpretazione live a Torino datata 1959 di:  My funny Valentine

My funny valentine
Sweet comic valentine
You make me smile with my heart
Your looks are laughable
Unphotographable
Yet youre my favourite work of art

Is your figure less than greek
Is your mouth a little weak
When you open it to speak
Are you smart?

But dont change a hair for me
Not if you care for me
Stay little valentine stay
Each day is valentines day
Is your figure less than greek
Is your mouth a little weak
When you open it to speak
Are you smart?

But dont you change one hair for me
Not if you care for me
Stay little valentine stay
Each day is valentines day

 

Non mi ricordo di poesie che narrassero di amori finiti, l’unica che potrebbe rientrare in tale categoria, al netto di qualche “forzatura” è A Silvia di Giacomo Leopardi, in quanto narra di un amore che non  mai nato a causa della  morte prematura della “protagonista”:

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d’intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,Articolo Casuale
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore.

Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.

 

Ricordo invece benissimo una canzone che narra un amore finito, dove la ex amata non occupa più lo spazio del pensiero della sera, loro sono gli audio 2 ed il brano è Si che non sei tu:


non arrabbiarti proprio
quando sto con lei
cosa fai capire
che cosa non dovrei
il doppio gioco per fortuna
l’hai voluto tu
adesso vuoi strapparmi
quello che non c’e’ piu’
i capillari sono pronti
a percepire emozioni
il sangue affluisce
e rimbombano canzoni
l’etere e’ finita e dolore sentirai
i nervi sono tesi e tra poco scoppierai
si che non sei tu
il pensiero della sera
si tra noi non c’era
no non c’era la verita’ sincera
la verita’ tra noi

hai lasciato odori e non di piu’
troppe esalazioni che
si dai violenti ardori
non davano
non davano pudori
e noi geometrici
in troppi angoli si era divergenti
e tu lo sai
le decisioni migliori
sono quelle pensate
se le pareti dell’anima
erano imbrattate
è perche’ nella vernice
c’era poco smalto
o perche’ la tradivo e diventavo matto
si che non sei tu
il pensiero della sera
si tra noi non c’era
no non c’era
la verita’ sincera
la verita’ tra noi
hai lasciato odori e non di piu’
troppe esalazioni che
si dai violenti ardori
non davano non davano pudori
e noi geometrici
in troppi angoli si era divergenti
e tu lo sai
il pensiero della sera
si tra noi non c’era
no non c’era
la verita’ sincera
la verita’ tra noi
hai lasciato odori e non di piu’
troppe esalazioni che
si dai violenti ardori
no non davano non davano pudori
e noi geometrici

Ora vi lascio, mi è venuta l’ispirazione, vado a scrivere una poesia, oppure il soggetto di un video musicale,o forse entrambi.

A venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.