Ancora 10 canzoni dalla “megalista” della rivista Rolling Stone.


421. Piano Man, Billy Joel, 1973

(Nota personale: ispirata a quando Joel suonava come pianista in un piano bar, è basata sulle persone che lui incontrava ogni sera. La canzone è la seconda traccia dell’album omonimo che contribuì a rendere famoso Billy Joel)

422. Lola, The Kinks, 1970

(Nota personale: canzone ispirata ad un travestito; la tradizione vuole identificarlo con Candy Darling un travestito che Ray Davies, leader del gruppo, avrebbe frequentato per un certo tempo mentre la versione ufficiale fa risalire la canzone a quando il loro manager si ubriacò in un club ed iniziò a ballare come una ballerina. Una curiosità, un verso della canzone dovette essere cambiato, dato che citava la Coca-Cola, perché la BBC si rifiutava di trasmettere la canzone a causa di questa “pubblicità occulta”.)

423. Blue Suede Shoes, Elvis Presley, 1956

(Nota personale: una delle canzoni che ci vengono in mente quando si parla del Re. La canzone ha dei riferimenti a rubare auto e a bere e questo aiuto le persone a pensare che il rock ‘n’ roll fosse musica demoniaca.)

424. Tumbling Dice, The Rolling Stones, 1972

(Nota personale: costruita attorno ad un riff di chitarra, registrata in Francia per non pagare le tasse in Inghilterra, registrata come tutto il disco di notte, perché tutto il gruppo di giorno dormiva e questo spiega perché Jagger suona la chitarra.)

425. William, It Was Really Nothing, The Smiths, 1984

(Nota personale: anche se alcuni credono che la canzone sia dedicata a Billy Mackenzie, amico del leader del gruppo e lui stesso leader degli Associates, in realtà la canzone è un contro il matrimonio e rappresenta la discussione di due uomini di cui uno suggerisce all’altro di non sposarsi perché il matrimonio è una perdita di tempo.)

426. Smoke on the Water, Deep Purple, 1972

(Nota personale: canzone a dir poco famosa, com’è famoso il fatto che è stata ispirata dall’incendio in cui Frank Zappa perse tutta la sua attrezzatura.)

427. New Year’s Day, U2, 1983

(Nota personale: la canzone fa riferimento al movimento di Solidarność, la cosa interessante è che la Polonia abolì la legge marziali il primo gennaio del 1983.)

428. Devil With a Blue Dress On/Good Golly Miss Molly, Mitch Ryder and the Detroit Wheels, 1966

(Nota personale: la canzone fu pubblicata da Shorty Long nel 1964 con il titolo di “Devil With The Blue Dress”, la versione di Ryder è un medley con la canzone “Good Golly Miss Molly” di Little Richard. Il tutto velocizzato.)

429. Everybody Needs Somebody to Love, Solomon Burke, 1965

(Nota personale: se come me amate il film “The Blues Brothers” conoscerete senz’altro questa canzone, e certamente colpisce la differenza di velocità delle due versioni. Burk, che scrisse questa canzone con Bertrand Russell Berns e Jerry Wexler, due dei più grandi scrittori di canzoni del tempo, è considerato tra i pionieri della soul music.)

430. White Man in Hammersmith Palais, The Clash, 1978

(Nota personale: la canzone prende ispirazione dal pezzo di “White Man” di Joe Strummer e l’ambienta, invece che in un ambiente raggae, nel locale “Hammersmith Palais de Danse”, realmente esistito a Londra e che vide le performance di artisti come: The Sex Pistols, David Bowie, The Cure e i Rolling Stones.)

E così abbiamo finito queste dieci posizioni.

Al prossimo venerdì.